Expo Milano 2015. Una bufera di polemiche prima del suo inizio legate al ritardo nei lavori, conseguenti promesse da parte degli organizzatori, speranze di un successo economico che riuscisse a trascinare con sé l’intero Paese. Per una ripartenza tanto agognata, in nome della grande bellezza italiana che parla al mondo. E, a meno di un mese dalla fine di questo evento tanto rilevante per la Milano che lo ospita, si può dire che il boom ci sia stato.

Numeri alla mano, considerando i 20 milioni di ingressi posti come obiettivo iniziale, Expo è riuscito a cavalcare l’onda delle migliori aspettative, raggiungendo ai primi di ottobre quota 17 milioni di ingressi e, dunque, marciando positivamente sempre più vicino alla meta finale. Tanto che ciò che ogni giorno preoccupa i visitatori del sito espositivo sono le quasi infinite code all’ingresso e all’entrata dei maggiori padiglioni. Si è arrivati di recente a quota sei ore di coda per l’ingresso al padiglione del Giappone, record assoluto. C’è chi perde le speranze davanti a queste enormi attese, che rischiano sicuramente di rendere macchinosa, lenta e noiosa la visita, ma con qualche accorgimento si può pensare di visitare Expo senza uscirne con l’amaro in bocca. Proprio prima della fine.

Expo 2015

Come evitare le code

Sicuramente, sarebbe bene – tempo permettendo – scegliere di visitare Expo durante la settimana, perché, com’è ovvio, nei giorni lavorativi c’è meno afflusso. Nonostante questo, nell’ultimo periodo in realtà anche in queste giornate è riscontrata grande affluenza, soprattutto per quanto riguarda le scolaresche. In ogni caso, tentare non nuoce.

Altro piccolo escamotage: cercare di arrivare ai cancelli di apertura in buon orario, alla mattina, in modo da avere molto tempo a disposizione davanti a sé e da, magari, riuscire ad accaparrarsi un buon posto in coda almeno nei primi due padiglioni scelti per la mattinata, prima che l’effetto imbuto riguardi ogni angolo del sito espositivo.

Expo 2015

Se si preventiva di consumare entrambi i pasti della giornata in Expo, il consiglio è quello di munirsi di panini o qualche spuntino, in modo da avere con sé delle scorte, utili tra l’altro per ingannare il tempo durante le ben note code. Anche ai ristoranti e ai punti ristoro – compresi i chioschi di street-food – le code sono spesso importanti. Questo semplice accorgimento, oltre a farvi risparmiare del tempo prezioso, vi permetterà di non impoverire troppo il portafoglio, in vista della cena o di vari altri spuntini. Un punto molto criticato di questo Expo, infatti, è proprio l’impopolarità dei prezzi del cibo proposto nella maggior parte dei luoghi di ristorazione.

Se per entrare ai padiglioni le code appaiono davvero insopportabili – e ciò dipende molto dalla fortuna del momento e dalla resistenza soggettiva di ognuno – meglio concentrarsi sui cluster. Si tratta di spazi espositivi innovativi – per la prima volta presenti ad un’esposizione universale – che raccolgono in maniera organizzata numerosi paesi, uniti nella medesima architettura, accomunati da uno stesso tema comune, che tutti condividono in eguale maniera. Ogni paese interno ad un cluster gode del proprio spazio espositivo. Dunque un ottimo modo per entrare facilmente in contatto con le diverse culture del mondo. I cluster sono nove – Riso, Cacao e Cioccolato, Caffè, Frutta e Legumi, Il mondo delle Spezie, Cereali e Tuberi, Bio-Mediterraneo, Isole, Agricoltura e Alimentazione delle zone aride – e la visita al loro interno vi permetterà di godere di un ottimo, innovativo, colorato – e forse meno inflazionato – lato di Expo.

Expo 2015

Il giro del mondo in fiera

Per i più fortunati che riescano a non incappare nella folla, per i più temerari che non si facciano spaventare da svariate ore di attesa, ecco un’idea per dare un senso alla visita di Expo, per evitare di vagare senza meta, per darsi uno scopo di viaggio preciso. Fantasticando di essere in viaggio davvero. Perché, allora, non simulare un vero e proprio giro del mondo? Con un po’ di estro, e in base alle preferenze derivate da diverse visite al sito di Rho Fiera Milano, ecco il giro che proponiamo noi.

Europa: Gran Bretagna

Un enorme alveare vi si staglierà dinanzi e capirete di essere arrivati. Il padiglione vuole far simulare al visitatore il volo di un’ape, che sorvola un prato fiorito fino a rientrare a casa, nel proprio alveare. Molto ben strutturato, con un’architettura davvero particolare, questo padiglione non manca di colpire la vista, l’udito e l’olfatto di chi ci si addentri. Il Regno Unito mostra, così, al mondo le proprie innovazioni, tecnologie agrarie, dal campo alla tavola.

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Asia: Malaysia

Questo padiglione colpisce innanzitutto per l’architettura. Sviluppato su 2.047 metri quadrati, ripropone la forma di quattro semi. Il tutto trae ispirazione da un seme della foresta pluviale. E la dinamicità, la sinuosità, della struttura simboleggia la versatilità del Paese. Il seme sta alla base di tutto, è ciò da cui tutto prende vita, racchiude in sé il presente e il futuro. Molto ben riprodotta la rainforest al suo interno. Non mancano esempi di cucina sud-est asiatica, su cui si basa l’alimentazione malese.

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Oceania: Vanuatu, Cluster delle Spezie

Per chi non avesse mai sentito nominare questo splendido arcipelago tropicale (oltre 80 isole, che insieme compongono una forma a Y situato nell’Oceano Pacifico meridionale) basta dire che i suoi abitanti per ben due volte sono stati nominati “il popolo più felice sulla Terra”, l’ultima delle quali nel 2010 da Lonely Planet. Unico Paese dell’Oceania partecipante ad Expo, Vanuatu cerca di dimostrare come la scelta del biologico possa portare ad una vita migliore. Un messaggio da un popolo felice è sicuramente da tenere in considerazione.

America: Brasile

Uno dei più grandi produttori agricoli del mondo, il Brasile coglie l’occasione per presentare le proprie innovazioni in campo di ricerca sulla produzione e sul consumo del cibo. Ha sicuramente un approccio sociale, concretizzato attraverso una grande rete interattiva che collega i piani del padiglione. È permesso attraversarla, ma non saltarci: questa rete rileva i movimenti dei visitatori, trasferendo dei segnali che provocano variazioni di luce e suoni nell’ambiente circostante. La Green Gallery ospita una vasta esposizione di piante, ortaggi e fiori. Un padiglione dinamico, in grado di conquistare grandi e piccoli.

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Africa: Marocco

Il sapore, quello del cibo che nasce dalla terra, è assoluto protagonista di questo padiglione nordafricano. Il visitatore scopre attraverso i suoi sensi, addentrandosi in una struttura che architettonicamente vuole rifarsi ad una antica cittadella fortificata araba, il gusto del dattero, del melograno, dei frutti di una terra che vuole salvaguardare anche un’altra risorsa fondamentale e preziosa, l’acqua, attraverso il suo giusto utilizzo. All’uscita dal padiglione, è bello prendersi del tempo nel giardino tipicamente mediterraneo. E finire qui il proprio giro del mondo. A Expo.

Expo 2015

A proposito dell'autore

Federica Curcio

Giornalista e studentessa di giurisprudenza, travel writer e appassionata di fotografia. L’amore per il viaggio come scoperta, ricerca e ispirazione. E per la scrittura, come linfa energetica. Sportiva nell’animo e curiosa per indole.

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1 risposta

  1. Carlo

    I miei complimenti a te e a Non Solo Turisti per la pubblicazione di questi vostri reportages su EXPO, tra i non molti davvero interessanti che si siano riusciti a leggere in giro su EXPO. Tu hai affrontato le tue visite con lo stesso spirito con cui io ho affrontato a suo tempo la mia, e questo ci ha sicuramente aiutati entrambi a cogliere quanti più aspetti positivi possibile delle nostre rispettive, ed assai simili, esperienze.

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