Rispondete a questo indovinello:

“Ha quasi 700 anni, ma non li dimostra. Ogni anno si rinnova nelle forme, nei colori e nella musica. Colpisce per la sua spettacolarità”.

Che cos’è?

È il Carnevale di Fano, un evento marchigiano che richiama decine di migliaia di persone tra adulti e bambini lungo il coloratissimo viale Gramsci.

Carnevale di Fano

 

Fano – a soli 40 chilometri dalla mia attuale base, Rimini – mi ha tentato, e io ho risposto salendo, in una nuvolosa domenica di inizio febbraio, su un treno regionale… ma di quelli veloci, che se non sono in ritardo arrivi a destinazione cinque minuti prima del classico regionale. Tre botti alle tre del pomeriggio, lanciati a intervalli regolari, e se non scappi dalla paura capisci che la parata di carri è pronta al via!

Giganteschi personaggi in cartapesta, gommapiuma e resina che sbeffeggiano l’attualità e sfilano al suono delle hit del momento, invitando a non stare fermo sul posto. Dai diciamoci la verità un po’ ti muovi per riscaldarti – siamo ancora in inverno, seppur anomalo – un po’ perché è difficile essere un Grinch del festoso clima carnevalesco!

Il personaggio che apre la parata 2016 è il Pupo, seguito dal mio carro preferito Nel paese delle meraviglie, un’allegoria dove l’Italia è rappresentata come un bellissimo giardino, dove troneggia un Renzi neonato…  che un po’ mette timore!

A chiudere la sfilata è il carro della Musica Arabita.

 

Tornando alla numerologia: ecco il tre che ritorna. Tre sono i giri che i carri fanno lungo il loro percorso sul viale principale di Fano. Il primo giro è quello di presentazione. Il secondo è quello più atteso e che caratterizza l’anima del Carnevale di Fano: il giro del getto. “Getto di che?”, vi chiederete. Getto di dolciumi! Per l’esattezza 240 tonnellate di dolciumi lanciati dai carri durante le tre domeniche del Carnevale… numeri da uccidere un diabetico alla sola lettura! Mentre te ne stai pacifico ad ammirare in un’estasi carnevalesca la sfilata di carri, cominciano a pioverti addosso (dai confessiamolo, qualcuno dai carri ci gode a lanciare con un pizzico di cattiveria) cioccolate e caramelle di tutti i gusti, forme e dimensioni.

Come raccogliere tutta questa bontà? A Fano hanno pensato a tutto e hanno ideato un “prendigetto“, un grosso cono di cartone che se sei abile a sgomitare e a farti strada tra i più alti ti da la possibilità di tornare a casa con un ottimo bottino di dolciumi.

Carnevale di Fano

Photo Credit: Pietro Pastorelli

Il terzo ed ultimo giro è quello della luminaria: i carri sfilano risplendendo di luci colorate sotto un cielo illuminato dalle stelle. Prima di lasciarci ecco un’ultima curiosità: il Carnevale di Fano si conclude ogni anno il Martedì Grasso con il rogo del Pupo che apre la sfilata dei carri. Il rogo è un buon augurio per un anno prospero e puro.

Carnevale di Fano

 

Foto di copertina: Patrizia

A proposito dell'autore

Siamo Tonia e Valeria ma nella blogosfera siamo Forchetta&Valigia. Una strana coppia la nostra: una precaria con esperienza, l’altra indecisa cornica. E come suggerisce il titolo del blog c’è una, anzi due grandi passioni che ci accomunano: i viaggi e il cibo!

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