Durante il mio viaggio in Sudafrica non poteva per nessuna ragione mancare un safari, così dopo aver visitato Addo National Park, importante riserva di elefanti con il vantaggio di non essere in un’area affetta da malaria, la scelta è caduta su il più celebre parco del paese: il Kruger National Park.

La strada per arrivarci è stata lunga, 4200 chilometri percorsi in auto partendo da Città del Capo e proseguendo sulla Garden Route, deviazione nel Karoo per poi ritornare sulla costa nella Wild Coast e finalmente come un miraggio Malelane Gate, punto di accesso a sud del parco. Questo è stato il mio terzo game drive e le aspettative erano alte, ero più emozionata del primo safari allo Tsavo 13 anni fa, perché questa volta sapevo a cosa andavo incontro. Ogni aspettativa è stata ampiamente ripagata.

Kruger National Park - Sudafrica

Per farvi un’idea della maestosità del parco vi informo che il Kruger è più grande del Veneto, la sua superficie misura circa 19.000 chilometri quadrati, è lungo 350 chilometri, largo 60, ci sono 1900 chilometri di strade. Qui vivono 147 specie di mammiferi, 507 specie di uccelli, 227 specie di farfalle, 12.000 elefanti, 16.000 bufali, 2000 leoni, 950 leopardi, 3500 rinoceronti bianchi, 7000 giraffe, 23.000 zebre di Burchell, 130.000 impala, 31.000 gnu, 2000 iene.

Al Kruger ci sono 17 campi ben inseriti nell’ambiente circostante e divisi in varie tipologie. La maggior parte sono dotati di ogni comfort (acqua calda, aria condizionata, adattatore corrente, doppio cuscino, bagno privato, alcuni sono attrezzati per portatori di handicap e hanno connessione wifi), si trovano in posizioni spettacolari talvolta in prossimità di fiumi dove è possibile avvistare la fauna.

Kruger National Park - Sudafrica

Io sono stata in tre strutture collocate in zone diverse del parco: Olifants, Lower Sabie e Skukuza. Il primo si affaccia su un’ansa del fiume visibile dal ristorante e da alcuni bungalow. Il Lower Sabie è il mio preferito e gode di una vista incantevole su un corso d’acqua, al tramonto gli ippopotami escono ad uno ad uno in fila indiana dall’acqua per ripararsi al caldo. Allo Skukuza mi sono fermata a pranzo e l’ho trovato davvero troppo affollato, è il più grande di tutti i campi, al suo interno si trovano anche una lavanderia a gettoni, una piscina aperta agli esterni, noleggio auto, un campo da golf nove buche non cintato… sembra un villaggio turistico nella savana.

Noleggiare un’auto per visitare il Kruger è piuttosto economico, si consiglia di stipulare la polizza copertura totale, magari con chilometri illimitati, anche un diesel potrebbe rivelarsi conveniente. Nei principali campi c’è il benzinaio, in uno ho visto anche l’autolavaggio. La velocità consentita è 50 chilometri all’ora sulle strade asfaltate e 40 chilometri all’ora su quelle sterrate: è importante rispettarla e mettere in conto che gli spostamenti sono lenti. Del resto siete a un safari non in Formula 1… sarebbe davvero triste e ignobile investire un animale.

Kruger National Park - Sudafrica

 

Alcuni consigli utili per avvistare gli animali del parco:

  • Dove c è una numerosa concentrazione di erbivori è facile avvistare anche i predatori
  • Zebre, giraffe, facoceri, impala spesso pascolano assieme
  • Se vedete un animale è facile talvolta avvistarne un altro della stessa specie nelle vicinanze
  • Gli animali sono più attivi nelle prime ore del giorno e al tramonto (coincide con il momento migliore per scattare foto), nelle ore più calde si abbeverano lungo i fiumi
  • Gli ippopotami durante la giornata sono ammollo nell’acqua
  • I leopardi si rifugiano sui rami degli alberi
  • Dove ci sono iene e sciacalli è probabile ci sia una carcassa in zona
  • Dove vedete resti di ossa potrebbere essere una zona battuta da leoni e ghepardi
  • Per chi è in grado di riconoscerle seguire le orme o la presenza di escrementi freschi, quelle degli elefanti sono facili da notare per le dimensioni!

Kruger National Park - Sudafrica

Durante un safari serve pazienza, il bello è proprio andare alla ricerca di animali selvatici in libertà e ogni avvistamento è una appagante conquista. I laghetti e i fiumi sono una calamita per molti animali, microcosmi di vita, scene da assaporare e interiorizzare con calma. Nella peggiore delle ipotesi scorgerete qualche ippopotamo che ozia in acqua, tartarughe o qualche impala che buffamente piega le zampe anteriori per bere. Altre volte a questo quadretto agreste si aggiungono coccodrilli, zebre, giraffe, elefanti.

Se non ci sono predatori affamati in zona gli animali scodinzolano felici e un pensiero non può che andare a quei poveri esemplari sottratti al loro habitat, privati dei loro bisogni, che fanno movimenti ripetitivi e convulsi, visibilmente stressati e sfruttati negli zoo, al circo o tenuti come animali domestici da fanatici esibizionisti.

All’interno del Kruger ci sono piazzole per pic­nic, alcune recintare e collocate in punti panoramici. Fra le varie attività che propongono i campi ci sono giri in mountain bike, passeggiate a piedi con ranger armati per conoscere il bush, trail di più giorni a piedi, safari in jeep diurni e notturni.

Io ho partecipato a quest’ultimo e, anche se non ho assistito a scene di caccia come al Masai Mara, sono rimasta colpita nell’apprendere dalla guida che zebre e giraffe si aiutano a vicenda: specialmente di notte, le giraffe, grazie al loro lungo collo e a un’ottima vista che arriva a due chilometri di distanza, perlustrano il territorio circostante per accertarsi non ci siano predatori. Gli elefanti africani, più grandi dei cugini asiatici, mangiano 250 chili di erba al giorno e bevono 200 litri di acqua, e si cospargono di terra per proteggersi dagli insetti. Inoltre ho scoperto che la differenza tra rinoceronte bianco e nero è nella conformazione delle labbra, che un ghepardo arriva a 110 chilometri all’ora in breve distanza, e che i leoni sono animali socievoli e vivono anche in gruppi di 30.

Kruger National Park - Sudafrica

La natura regna sovrana e gli animali decidono dove muoversi e quando mostrarsi, anche questo è il bello del safari. L’emozione più grande l’ho vissuta il primo giorno al tramonto, percorrendo la strada di ritorno al campo ho visto qualcosa in mezzo alla carreggiata, ma ero troppo lontana per decifrarla. Quando mi sono avvicinata lo stupore è stato travolgente, erano due bellissimi ghepardi, hanno camminato tranquillamente per 100 metri accanto alla macchina che procedeva a passo d’uomo. Li ho potuti osservare bene, ogni click della macchina fotografica era una piacere, non volevo essere la prima ad andarmene, ho lasciato fossero loro a sparire nella vegetazione.

Se si guardano con attenzione anche gli animali della stessa specie hanno lineamenti diversi, ecco perché non basta vederne uno per essere soddisfatti.

Gli incontri con le giraffe sono grotteschi, vicino a loro ci si sente lillipuziani. Spesso si vedono uccellini dal becco arancione appoggiati sui corpi degli animali, si nutrono dei batteri presenti sulla pelle. Ho visto anche formicai giganti, mai visti così grandi, erano altissimi, li si vedeva anche all’orizzonte.

Kruger National Park - Sudafrica

Nel parco ci sono anche siti storici e pitture rupestri. Inoltre è in corso un’importante campagna di tutela i rinoceronti, gravemente minacciati dall’estinzione.

Ogni giorno ci sono due momenti solenni, l’alba e il tramonto. Al crepuscolo il cielo si colora di rosa, mentre nel tardo pomeriggio diviene rosso e tutto è avvolto da una luce calda. Per non parlare della notte: il cielo pare un quadro puntinista. Sopra la testa un numero infinito di stelle luccicanti assieme alla luna illuminano i fiumi tanto da intravedere qualche animale intendo ad abbeverarsi, in questi momenti magici ringrazi la vita e ti senti molto fortunato ad esserci.

A proposito dell'autore

Anna Ragazzoni

Sono Anna, un’instancabile e insaziabile viaggiatrice convinta che la vita vada vissuta al 100 per cento. Paesi visitati fino adesso oltre 80, ma non ho ancora esaurito l’entusiasmo, l’energia e la curiosità di esplorarne altri, spesso in solitaria.

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