Caro Flavio,

Come sicuramente ricorderai, sia tu che io abbiamo già scritto, proprio su questo portale, della ferrovia irpina dismessa Avellino-Rocchetta, e della battaglia per la sua ripartenza. E tu sei venuto addirittura a percorrerne un tratto a piedi con noi lo stesso giorno in cui ce ne è stata assicurata la prossima riapertura.

Ebbene, sono lieto di annunciarti che il 22 agosto scorso, dopo sei anni di fermo e di rivendicazioni, in concomitanza con l’avvio dell’edizione 2016 dello Sponz Fest, la quarta dalla nascita dell’evento di Calitri, il nostro bellissimo treno è tornato a cavalcare i binari. In un delirio di entusiasmo popolare, tra bande in parata ed assalti equestri in stile Far West, ancora una volta per la visionaria, bislacca regia del vate e ambasciatore della nostra campagnola terra: Vinicio Capossela.

E così lo Sponz di quest’anno, profeticamente intitolato “Chi tiene polvere spara”, ci ha visto in migliaia andare su e giù come bambini sulle magnifiche carrozze d’epoca messe a disposizione da Fondazione FS, che, dopo il grande successo del test svolto durante il festival, ora sta seriamente valutando di portare a regime, come già realizzato altrove in diversi casi in Italia, la destinazione turistica anche di questa tratta.

Insomma, una volta tanto una bella notizia da questi altipiani. E non è la sola, visto che abbiamo potuto contare al nostro attivo migliaia e migliaia di splendide foto (tra le quali annoveriamo assai volentieri quelle delle nostre avvenenti fotografe, per l’occasione in speciale divisa ferroviaria), e un bel po’ di battaglie fra band che ci hanno fatto ballare tutta la notte e per più di una notte, al seguito di stelle molto internazionali e molto locali (te lo immagini, Micah P. Hinson da Memphis Tennessee contro Tonuccio & Pink Folk da Caposele Irpinia?).

Abbiamo concluso in bellezza con le prestigiose comparsate, nientepopodimeno che di Giovanna Marini e di Gianni Morandi. I convenuti al magico concerto finale di Vinicio, “Polvere nelle cupa”, non sono rimasti delusi: il manifesto prometteva “ospiti, fuochi e diavoli”, e così è stato.

Flavio, la verità è che adesso finalmente abbiamo anche noi la nostra Woodstock, fatta di escursioni in montagna e tra i campi e pazzeschi bagni al fiume (grazie Irpinia Trekking!), ma soprattutto fatta di un unico, prodigioso incrocio di generazioni: dalle ultime, venute apposta dalla città, a quelle cresciute e vissute sempre qui. Che si sono ritrovate tutte a condividere come per miracolo, apprezzando ognuna a suo modo, la stessa musica, lo stesso cibo, la stessa aria, la stessa natura, lo stesso paesaggio, le stesse gioie, le stesse risate, lo stesso treno… in un bellissimo sogno oggi divenuto realtà, un incantesimo che nessuno, appena qualche mese fa, sarebbe neppure riuscito a immaginare.

Scusami se è poco. Lunga vita a Vinicio e lunga vita a tutti noi, quella che ci meritiamo e che abbiamo saputo conquistarci.

Ti aspettiamo ancora, vi aspettiamo tutti.

Tuo antiviaggiatore

Foto di copertina: Giuseppe Colella

A proposito dell'autore

L'antiviaggiatore

La redazione di NST ama definirmi un “viaggiatore d’altri tempi”, e non si può dire che abbia tutti i torti: a cinquant’anni suonati, ho fatto in tempo a vedere un bel po’ di mondo com’era, appena prima che si trasformasse in quello di oggi. Questo mio prezioso bagaglio di viaggi “vintage” mi ha aiutato a costruirmi una personale filosofia di viaggio con la quale mi ostino ad interpretare i cambiamenti che sperimento in giro per il pianeta.

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