Sicuramente non si può negare che un viaggio in autonomia, alla scoperta del selvaggio e affascinante Botswana, sia impegnativo e che richieda una buona capacità di adattamento, ma non per questo mi sento di sconsigliarlo, anzi! Qualche accortezza prima della partenza, però, può sicuramente risultare utile, se non indispensabile, in alcuni momenti e per questo raccolgo qui alcuni tips annotati nel nostro diario di bordo durante il viaggio.

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In primo luogo partiamo con il periodo: la stagione secca che va da giugno ad ottobre circa è il periodo sicuramente migliore per visitare il Paese. A parte le poche arterie principali che collegano le maggiori città e che sono asfaltate, per il resto vi troverete a viaggiare su piste, più o meno chiare e segnalate, nel migliore dei casi di ghiaia (attenzione alle buche!) e in generale di sabbia.

Per questo motivo, durante la stagione delle piogge diventa piuttosto impegnativo guidare qui, se non si ha un’ottima padronanza della guida 4×4, con ridotte inserite e differenziale bloccato, per attraversare guadi e piste di fango. Durante la stagione secca, invece, il pericolo maggiore deriva dalla possibilità di rimanere piantati nella sabbia o di forare (anche se questo vale sempre!).

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Non essendo una destinazione esageratamente frequentata, è possibile dover aspettare ore prima che qualcuno possa passare e darvi una mano, se da soli non ce l’avete fatta, per questo è buona premura munirsi di alcuni strumenti da richiedere al vostro agente di viaggio in fase di prenotazione o all’agenzia che noleggia l’auto se siete dei “fai da te”.

– ruote di scorta (almeno due): bucare non è poi così difficile e magari succede quando meno te lo aspetti, in condizioni stradali discrete. È fondamentale avere sempre due ruote di scorta in buone condizioni, poichè se ne buchiamo una, prima di poterla riparare o prima di poterne comprare una nuova, potremmo aver bisogno anche dell’altra. Inoltre, sarebbe meglio averle dentro la macchina oppure ancorate al portellone posteriore, anziché sotto: se ci si pianta sia con la parte anteriore, dove c’è la coppa dell’olio e la copertura del motore, sia dietro dove c’è la ruota di scorta… beh, si è quasi fritti!!!

– doppio serbatoio per il carburante: normalmente tutti i fuoristrada che vengono noleggiati per dei viaggi in self drive hanno il doppio serbatoio, di circa 70-80 litri ognuno, che comportano un’autonomia di circa 1.200-1.300 km in condizioni stradali normali, ma che guidando in 4×4 e con le ridotte diminuiscono notevolmente, quindi…fare sempre il pieno!!

– serbatoi per l’acqua: in alcuni campeggi potreste non trovare l’acqua corrente, per cui averne di scorta può essere sicuramente utile. Noi in realtà l’abbiamo sempre trovata, ma c’è stata utile in alcune occasioni durante soste lungo il percorso tra un campeggio e l’altro. Munitevi anche di un tubo per l’acqua (potreste aver bisogno di dare una pulita veloce alla macchina per togliere i chili di sabbia!).

– cric: i cric che vengono solitamente dati in dotazione sono quelli a bottiglia, sufficienti se si deve cambiare una ruota su un terreno con fondo duro. L’ideale però sarebbe avere un cric “hi-lift”, che permette di sollevare perfettamente la macchina, sia per cambiare una ruota, sia per poter uscire dalla sabbia, inserendo le tavole dopo aver scavato con una pala, anche queste ultime nella lista delle cose da chiedere!

– compressore: un piccolo compressore può servire per poter gonfiare la ruota di scorta appena cambiata o per gonfiare le ruote una volta abbandonata la pista di sabbia. Chiedete consiglio a chi vi noleggia l’auto su quale sia la giusta pressione per le gomme e a quanto devono essere sull’asfalto.

– cavo di traino con ganci: se, nonostante il cric, le piastre e la pala, non riuscite a far muovere la vostra auto, armatevi di infinita pazienza…qualcuno arriverà!! Ma, mi raccomando, siate sicuri di avere uno o due cavi di traino con relativi ganci, l’altra persona potrebbe non averli!

 

Con queste premesse, potrete affrontare il viaggio sentendovi un po’ più sicuri e autonomi e pronti per godervi uno dei Paesi più incredibili per gli amanti della natura africana, dove è possibile stare a stretto contatto con gli animali e vivere a ritmo di bush!

Foto copertina by @Mark_Eveleigh

A proposito dell'autore

Stefania Ferlin

Mi definisco un Oste Nomade, perché, oltre a mio marito, amo il cibo e amo viaggiare e ho fatto di queste mie passioni una professione. Ho fatto molti traslochi e non ho ancora finito, perché casa per me, diventa ogni luogo dove mi sento libera e piena di gioia di vivere, ovunque essa sia!

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