Quando si pensa alla Germania, siamo soliti immaginarci la caotica Berlino, l’industriale Francoforte o la monumentale Monaco, mentre ci dimentichiamo dei prati verdi, delle montagne stile Heidi e dei  bellissimi grandi laghi. Oggi vi porto alla scoperta di un Parco Nazionale tedesco dove l’anima può prendere un grande respiro.

Al confine tra Austria e Germania, a sud-est del Paese, si trova un piccolo paese di nome Berchtesgaden, un’oasi di tranquillità e purezza. Per tutti gli amanti del trekking, arrampicata e anche canyoning questo paese è un sogno o qualcosa di più.

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La prima tappa da vedere assolutamente a Berchtesgaden, quasi simbolo della zona, è il bellissimo lago Königssee, uno dei più puliti della Germania. Lungo 7 km, è attraversato da battelli elettrici che ogni giorno collegano la riva alla prima e alla seconda destinazione.

Scendendo alla prima fermata ci troviamo al St. Bartholomä, dove risiede una piccola cappella dal tetto rosso, circondata da alti monti, e da dove partono piccole stradine che si disperdono tra i boschi.

Nella seconda destinazione si arriva invece la fine del lago. Da qui, tramite una piccola camminata, si raggiunge poi il piccolo laghetto Obersee, un must per i fotografi più accaniti! Durante l’attraversata del lago il battello si ferma e viene suonata una tromba, che riecheggia tra i monti e restituisce un perfetto eco. Qualcosa di indescrivibile!

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Vicino al lago, si trova la cabinovia che porta fino alla punta del monte Jenner, da dove si può vedere un panorama a 360 gradi che lascia senza fiato. Sul monte ci sono molti sentieri di varia lunghezza, da 1 a 3 ore di camminata ad esempio, che si immergono tra le montagne o che riportano di nuovo in pianura.

Per una giornata di pioggia ma anche per semplice interesse storico a Berchtesgaden sono presenti le miniere di sale, Salzbergwerk, che risalgono a 500 anni fa. La fila per entrare, a seconda della stagione, è molto lunga, e il tour viene fatto a gruppi di 15-20 persone.

Ci si immerge nelle profondità delle miniere, circondati da rocce levigate e luci soffuse e viene raccontata, anche con qualche accenno divertente, la storia della miniera. Infine si attraversa, su una piccola barca, il lago salato che si trova al livello più profondo della grotta.

Sempre per interesse storico ma anche per la bella vista, ci si può dirigere al Nido dell’Aquila (Kehlsteinhaus), l’osservatorio principale di Hitler. Ho dimenticato di dirvi che Hitler veniva proprio a Berchtesgaden per le vacanze e qui risiedeva con la sua famiglia in una casetta nell’Obersalzberg, la zona da cui poi si sale al Nido dell’Aquila. Si dice che dopo la costruzione del punto di osservazione, Hitler fece uccidere tutti gli operai in modo che nessuno, eccetto lui e i suoi uomini di fiducia, conoscessero la strada per salire fino a li.

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Per salire al Nido dell’Aquila si percorre la strada per Obersalzberg, si parcheggia alla Dokumentation Obersalzberg (dove si trova il museo che racconta la storia di Hitler durante la permanenza nel paese, la storia della guerra e la visita ad alcuni bunker ) e da qui si prende il pullman per salire fino in cima. È vietato e quasi imprudente percorrere questa strada in auto!

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Nel distretto di Berchtesgaden si trova il paese di Ramsau, tappa per alcuni scatti indimenticabili. Qui troviamo le cascate del Wimbachklamm, dove fiordi d’acqua escono dalla roccia formando tante piccole cascate. Una passerella di legno ci fa immergere in questa natura incontrollata quasi sospesi sopra il tortuoso torrente, dove le cascate si riuniscono. Il tragitto è breve ma mozzafiato!

Queste sono solo alcune della tappe naturali, storiche e turistiche da vedere in questo bellissimo Parco Nazionale, il resto è tutto da scoprire!

Foto copertina by RX Coolpix

A proposito dell'autore

Parte tutto dalla curiosità. Non mi accontento di vederlo su una rivista o di guardarlo alla tv, quel posto, quella città, quella strada attraversata da pochi, la devo vivere con i miei piedi e i miei occhi. Viaggio per vedere nuovi orizzonti , cambiare me stessa e per sete di conoscenza. Stare ferma in un posto? No, grazie non fa per me.

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