Dimenticate le spiagge affollate e il frastuono del turismo estivo del Salento e preparatevi al ristoro che regalano silenzio, aria pulita e ottimo cibo. Se quello che state cercando è un soggiorno, anche solo un weekend, che vi rigeneri, Salve è il posto giusto e Salveturismo l’associazione che potrà guidarvi nella selezione di strutture ricettive, ristoranti e tanto altro per vivere al meglio il territorio.

Sono stata divinamente a Salve, per questo voglio suggerirvi qualche chicca da non perdere.

Dove dormire a Salve

L’Antica Dimora dei Pepe è un B&B dove tornare infinite volte. Cinque stanze ovvero cinque gioielli antichi (a cui se ne aggiungono altri poco distanti in altre strutture). Qui è dove non vi mancherà mai il sorriso. Ve lo strapperà l’accoglienza calda e cordiale di chi lo gestisce. Bellissime le stanze, curate nei minimi dettagli, e tutti gli ambienti comuni e altrettanto eccezionale la colazione proposta dal B&B. Su richiesta degli ospiti è possibile anche pranzare.

A preparare le mille leccornie, rigorosamente locali, è la padrona di casa, una donna che ha l’ospitalità nel dna e che vi spiacerà salutare al ritorno a casa. Sarà sempre lei ad invitarvi ai corsi di pasta fresca o di pizzica (!), facendovi vivere uno spaccato di vita salentina che mixa tradizione, mare e territorio in maniera decisamente originale. Presso l’Antica Dimora Dei Pepe sarete sorpresi da quel sapore d’altri tempi che rasserena profondamente, catapultandoti lontano anni luce dal mondo delle città.

Scoprire il paese

Quel che rende Salve così speciale è il fatto che non sia poi così raro imbattersi in un passato ancora attuale. Per averne altri assaggi vi suggerisco di fare tappa all’antico frantoio del paese e di passare al Forno da Santo. Qui il pane si fa divinamente, allo stesso modo, da 4 generazioni.

Il mare di Salve

Se dopo una passeggiata in paese volete fare un giro al mare, in una decina di minuti vi troverete nelle belle marine di Pescoluse e Torre Pali. Se capitate fuori stagione è difficile trovare qualcosa aperto, ma la spiaggia, enorme e magnifica, vi farà ugualmente felici. Per l’aperitivo però spostatevi a Santa Maria di Leuca, la vista al tramonto è mozzafiato.

I sapori di Salve

La parmigiana di Tina

Rientrando a Salve sarete catturati dalla bellezza dei vicoli illuminati per la sera e noterete tanti piccoli ristoranti pronti ad accogliervi. Uno, proprio nel cuore del paese, mi è stato suggerito dagli abitanti di Salve: La Trattoria Il Borghetto. A gestire una squadra di grandi professionisti c’è Tina, con la sua cucina studiata per stupire chi conosce bene i sapori pugliesi  e cerca qualcosa di speciale: nel menù troverete piatti semplici ma estremamente ricercati, frutto di sapienti sperimentazioni. La classica parmigiana, ad esempio, é “bianca” con una ricetta che esclude il pomodoro. Cosa non perdere? Gli antipasti di mare, divini anche nell’aspetto, e il pasticciotto salentino, servito caldo con accompagnamento di gelato.

La colazione di Silvana

Spostandosi di poco dal centro storico di Salve, vi suggerisco di fermarvi per almeno una notte presso la Tenuta Specolizzi, a soli due km dal mare. Camere accoglienti, due piscine meravigliose, una spa e tantissimo verde per una tenuta agrituristica sui generis dove, ancora una volta, è l’arte delle donne a farsi ricordare. La colazione qui è una vera e propria opera d’arte, studiata nei minimi dettagli da Silvana. Vi dico solo che lo zucchero per i dolci arriva direttamente dalle Filippine, il cacao dal Madagascar e le meraviglie locali sono lavorate secondo ricette antiche e sperimentazioni all’avanguardia. Non c’è lievito nei dolci, vegetariani e vegani hanno l’imbarazzo della scelta e le meraviglie di Puglia profumano ancora di più. Il buffet è diverso ogni mattina e parlare di colazione sarebbe davvero riduttivo. Rifocillati a meraviglia potrete passeggiare nel verde della tenuta e, se le temperature lo consentono, usufruire delle bellissime piscine. In caso contrario le coccole della spa non saranno un ripiego.

Cucina salentina in un pub irlandese

C’è un’ultima, ma non per importanza, tappa culinaria che ci tengo a menzionarvi: Pub da Jameson. E’ un locale polifunzionale che sfugge a possibili classificazioni e per questo è ricco di fascino. Entrando vi sembrerà di essere in una grande pub irlandese ma poi noterete un palco per la musica dal vivo e una grande cucina in grado di servire oltre 180 coperti. Se Jameson é senza dubbio il posto perfetto per trascorrere una serata con gli amici, io mi rivolgo a buongustai di ogni tipo per la cucina eccezionale che propone il locale. Non c’è un menù fisso perché la varietà delle proposte segue la stagionalità delle materie prime impiegate, rigorosamente autoctone. La cucina è fedelissima alle ricette salentine più antiche: senza rivisitazioni, con estremo rispetto di tutte le fasi di preparazione.

Il soffritto della nonna di Antonio

Il proprietario del locale, Antonio, attivissimo in cucina, è un orafo di origini contadine.  Mi ha incantata raccontandomi delle sue ispirazioni culinarie che sanno di famiglia e ricordi indelebili. Un esempio? Il soffritto della sua nonna, quello che profumava casa alle cinque di mattina e che nonna preparava per i piatti della colazione, quando il lavoro dei campi chiedeva davvero il pieno di energie. Verdure, legumi, cereali ormai rarissimi se non quasi scomparsi, si ritrovano in tutte le proposte della cucina e soprattutto nel “Piatto Jameson”, 9 mini portate in cui ritrovare un’ alchimia preziosa fatta di saperi antichissimi e una dedizione completa ai tempi di cottura, lunghissimi e rigorosi, tipici dei sapori di un Salento d’altri tempi.

A proposito dell'autore

Mara Stragapede

Digital PR e Web Editor con una smodata passione per i viaggi (e per la pizza). Dopo una decina di diari segreti si è aperta al web e oggi condivide in rete esperienze e pensieri. Esperta di moda, scrive di lifestyle per TheOldNow.it e di viaggi per NonsoloTuristi.it.

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