Tra le ultime aperture al pubblico della città di Roma, quella dei Fori Imperiali è assolutamente da non perdere! Accessibile per ora solo con gruppi accompagnati, è però una visita che non deluderà!

Per la prima volta infatti dopo molto tempo, è possibile passeggiare realmente all’interno dell’immensa area del Foro di Traiano, il più grande dei Fori Imperiali e sfruttando il passaggio al di sotto di via dei Fori Imperiali, ci si troverà nel Foro di Cesare.

Ma andiamo con ordine. La città di Roma alla fine della Repubblica era già molto estesa e occupava in larga parte tutta la zona ai piedi dei colli Palatino e Campidoglio. Vi fu però un uomo in quegli anni – Giulio Cesare – che decise di ampliare il centro cittadino, creando quello che sarebbe poi diventato il primo vero e proprio Foro imperiale. Fu così che Cesare fece realizzare una grande piazza rettangolare porticata con al centro la propria statua equestre, ponendo poi sul lato di fondo l’edificio più importante, il Tempio di Venere Genetrice. Si ispirò all’ordine e alla precisione del mondo greco nella forma della nuova piazza (foro appunto) e ben presto molti altri seguirono il suo stesso esempio. Il nipote infatti, Ottaviano Augusto, fece realizzare un secondo foro comunicante con il precedente: un’altra piazza porticata con al centro il Tempio di Marte Ultore e cioè vendicatore. Ottaviano infatti aveva vinto lo scontro con Bruto e Cassio, i congiurati che uccisero Cesare!

Qualche tempo dopo saranno i Flavi a dare il via alla realizzazione di altri due Fori: Vespasiano costruì il Tempio della Pace e qualche anno dopo il figlio Domiziano iniziò la costruzione di un’altra piazza che però tutti noi conosciamo come Foro di Nerva, poiché venne inaugurato dal suo successore. Anche in questo caso non poteva mancare un edificio di culto, il Tempio di Minerva.

Chi però decise di superare in grandezza e spettacolarità tutti i Fori Imperiali realizzati tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C. fu l’imperatore Traiano. Costui infatti non si limitò ad utilizzare l’ormai poco spazio rimasto a disposizione, ma decise di ampliare l’area facendo sbancare parte dei colli Viminale e Quirinale. Fu così che grazie al raffinato aiuto dell’architetto Apollodoro di Damasco l’imperatore riuscì a creare qualcosa di straordinario: un immenso foro in cui edificare non più un tempio, ma una serie di importanti edifici, tra cui la Basilica Ulpia – così chiamata dal nome dell’imperatore – due Biblioteche per lo studio, la spettacolare quinta scenografica dei cosiddetti Mercati – un grande centro polifunzionale per l’amministrazione dell’intero Foro – e la Colonna istoriata! Questa svetta alta (misura infatti quasi 40 metri) proprio al centro del Foro: il suo fusto è interamente rivestito da una serie di rilievi che raccontano, dal basso verso l’altro, con dovizia di dettagli, le due vittoriose campagne militari intraprese dall’imperatore contro i Daci (una popolazione che viveva nell’attuale Romania).

In alto oggi si trova la statua di San Pietro, ma in origine vi era quella dell’imperatore, visto che proprio la base della colonna fu scelta da Traiano come luogo della sua eterna dimora: le ceneri dell’imperatore infatti, raccolte in un’urna, furono proprio qui poste. Fu grazie al ricco bottino di guerra che Traiano ebbe a disposizione una ricchezza tale per poter realizzare una delle opere più immense dell’antichità!

Cosa accadde ai Fori Imperiali dopo la caduta di Roma? L’intera area fu abbandonata, iniziarono le lente spoliazioni, ma soprattutto già a partire dal Medioevo, esattamente al di sopra degli antichi edifici, anno dopo anno e secolo dopo secolo, iniziò a crearsi un vera e propria area residenziale, il quartiere Alessandrino. Case, palazzi, vie, chiese e numerosi altri edifici finirono per sovrastare e coprire completamente l’antico centro di Roma. Sarà Benito Mussolini, nei primi anni del Novecento, ad ordinare la sua totale demolizione per riportare alla luce le antiche vestigia della città e soprattutto per consentire l’apertura di via dell’Impero, oggi via dei Fori Imperiali.

Dell’antico quartiere Alessandrino oggi infatti non resta più nulla, ma passeggiando al di sotto della via odierna, è possibile passare dal Foro di Traiano a quello di Cesare, attraversando proprio i vani che un tempo costituivano le cantine del quartiere! Una passeggiata archeologica che sicuramente regalerà al visitatore infinite e continue sorprese. Emozionante poi è camminare realmente all’interno di edifici e resti così possenti e imponenti, che si sono conservati in buona parte fino ai nostri giorni, e grazie ai quali sarà possibile comprendere pienamente tutto il fasto del glorioso passato della Roma Imperiale.

A proposito dell'autore

L'Asino d'Oro

L’Associazione Culturale “L’Asino d’Oro” nasce nel 2013 dall’incontro di tre giovani archeologi (Ilaria Brera, Federica Padovani e Ghiath Rammo) con la passione per Roma e l’Antico Oriente. L’Associazione organizza visite guidate e passeggiate per adulti e bambini alla scoperta della capitale.

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