Tutto quello che c’è da sapere per andare nelle Isole di Tahiti senza spendere una fortuna

Manti sabbiosi, palme ondeggianti al vento e acque azzurre: uno scenario mozzafiato di quelli che vivono negli angoli proibiti della mente tra sogno e desiderio. Una dimensione palpabile solo ad occhi chiusi, meta cult per la luna di miele – perché in fondo non c’è niente di più romantico di un tramonto in un paradiso esotico, l’aroma dei fiori e i colori di sole. Un po’ come ritrovarsi all’improvviso in una tela di Gauguin, tra ragazze dalla pelle ambrata, mare e tanto verde.

Le Isole di Tahiti sono il cliché della vacanza celestiale, esclusiva. Inarrivabile. E non solo per le 24 ore di viaggio in aereo, ma anche per i prezzi a volte alti delle strutture alberghiere e dei loro all-inclusive.

Ma c’è anche un’altra faccia di queste isole, decisamente più a portata di mano tra ritmi di viaggio più lenti e aspirazioni liberali per chi è pronto a cogliere il vero fascino selvaggio delle Isole di Tahiti che a volte si trova racchiuso in un semplice istinto di curiosità, buon senso e voglia di vivere. Le Isole di Tahiti possono assumere un profilo più conciliante con il patrimonio culturale locale e una linea low-cost che inizia con l’acquisto di un biglietto aereo economico (basta comprarlo con largo anticipo e per date di bassa stagione) e con un no secco agli hotel sette stelle con piscine architettoniche e ristorazione intercontinentale.

L’altra faccia delle Isole di Tahiti si vive nei graziosi campeggi in riva al mare e nei B&B gestiti dalla popolazione locale: si tratta di strutture pulite, caratteristiche e a buon prezzo (spesso costano anche meno di 50 euro a notte e per piccoli sovrapprezzi si può usufruire di servizi come affitto di tavole da surf, biciclette e giardini tropicali privati).

Un viaggio di relax tra bacini di ninfee e rosse infioriture di zenzero, lagune e spiagge leggendarie che di sicuro non hanno niente in meno rispetto alla The Beach di Leonardo di Caprio – e poi pesca con gli esperti pescatori locali e l’emozione di scoprire ogni giorno un angolo diverso di mondo.

Per quanto riguarda cosa mangiare a Tahiti, la risposta è semplice: segui i consigli e l’istinto – soprattutto se siete di fronte ai coloratissimi food truck. L’ideale è infatti immergersi a 360° nella magnifica terra in cui ti trovi, anche a tavola. Delicata ma allo stesso tempo saporita, la cucina tahitiana è anche un equilibrio di influenze della cucina francese e cinese, dove vincono gli ingredienti genuini e le cotture tipiche del Pacifico – a partire dal hima’a (forno interrato), perfetto per gli stufati di maialino, pollo fafa e po’e.

Il grande protagonista è il cocco: crudo, cotto, sotto forma di olio, latte o liquore, acqua hari, qui il cocco regna incontrastato nelle ricette dolci e salate – e nei coloratissimi cocktail by the beach. Da provare anche il poisson cru, una sorta di sushi di tonno rosso con lime, latte di cocco, pepe. E poi la frutta, il trionfo di pompelmo, papaia, mango e ananas.

Chi ha in mente una vacanza itinerante potrà farlo senza tradire l’anima low-cost dei propri  progetti. La distanza tra Tahiti e Moorea è di poco meno di un’ora di traghetto e costa circa 8 euro – e si ha l’opportunità di farsi una foto in mezzo al mare su un ferry caratteristico.

Anche Fakarava è a portata di mano, e se anche Matisse ne rimase impressionato negli anni ‘30 allora un motivo per vederla c’è davvero. Alcune navi mercantili, come Mareva Nui, Kura Ora in servizio tra Pape’ete e vari atolli, permettono anche di usufruire di giri più complessi della durata di 15 giorni a partire da 35 euro.

Girare un po’ è davvero un’ottima idea: Le Isole di Tahiti non sono solo mare, sole e Gauguin, ma anche canyon incontaminati, tuffi sotto cascate maestose di acqua dolce e arte coloniale o locale. Una visita alla Cathédrale Notre-Dame che domina dall’alto la città, al Musée de la Perle e il coloratissimo marché tra i banchi di frutta e i cappelli di paglia – senza dimenticare la casa natale di James Norman Hall, seconda penna del Bounty. Interessanti i percorsi fotografici sulle orme di Errol Flynn e Marlon Brando.

A Tetiaroa è possibile restare a bocca aperta davanti il rifugio di quest’ultimo, oggi un eco-resort esclusivo da 4.000 dollari a notte, poco lontano dalla leggendaria Cook Bay di Moorea, location di una delle scene che consacrarono il divo Marlon Brando tra le leggende di Hollywood.

Tahiti low-cost è decisamente possibile, e a volte può essere anche più emozionante se non vissuta in resort tutto incluso.

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A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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