Per il quarto anno consecutivo, un gruppo di blogger e giornaliste è stato invitato al Villaggio La Francesca per promuovere il turismo secondo un’ottica femminile. Proprio qui, infatti, venne ospitata Rita Mattei, l’ideatrice della mimosa come simbolo della Festa della Donna. Ciò che mi ha immediatamente colpito di questo luogo, incastonato a picco sul mare nella Liguria occidentale, è stata la straordinaria pace che lo contraddistingue.

“La Francesca” deve il suo nome alla mulattiera che nel medioevo permetteva di dirigersi lungo la costa da Portovenere alla Francia. Angolo di paradiso tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione, la ferrovia risale infatti al 1880, mentre la strada asfaltata arriva soltanto nei primi anni Sessanta.

Un’oasi di lussureggiante vegetazione che si trova letteralmente a picco sul mare e in un’area protetta di circa 16 ettari all’interno del Parco Naturale Regionale del Bracco – Mesco, il villaggio è formato da 55 piccole abitazioni disseminate fra pini marittimi e d’Aleppo; giace quindi quasi adagiato in una delle conche di mare nei tre piccoli golfi di questa parte di costa tra Bonassola e Levanto.

L’attività è stata avviata più di 30 anni fa a partire da un’idea alquanto innovativa di Gloria Bortolotti De Poli: nell’estate del 1953 la giovane signora milanese, che aveva vissuto intensamente gli anni della Resistenza e del difficile Dopoguerra, cercava solo di concretizzare il più grande dei suoi sogni nell’ultimo lembo della Riviera di Levante. A Riomaggiore incontrò un sacerdote anticonformista, Don Nello Castiglioni, che la indirizzò verso Bonassola. I proprietari e comproprietari della tenuta erano in tutto 32, alcuni dei quali emigrati in Cile. “Furono necessari ben 4 anni per comprarla”, ci racconta il figlio Marco.

In “Ossi di seppia” Montale descrive la natura aspra di questo angolo di Liguria e, tra le piante citate, molte sono presenti a La Francesca: “…gli alberi sacri alla mia infanzia, il pino selvatico, il fico e l’eucalipto…”, “l’agave che si abbarbica al crepaccio dello scoglio e sfugge al mar…”. La Francesca, inserita nel più ampio arco della costa ligure di Levante aspra e scoscesa, resa fertile dal millenario lavoro dell’uomo, è una piccola oasi salva per miracolo, o per previdenza, dall’avidità, dallo scempio edilizio, dall’inquinamento.

Il tratto di mare compreso tra Punta Mesco e Riomaggiore ad est del villaggio, dalle particolari caratteristiche ambientali e marine, è un’area protetta, istituita per conservare la biodiversità e gli habitat, regolando gli usi e le attività che vi si svolgono.

Disseminate nel parco de La Francesca, quasi a sottolineare la bellezza del paesaggio circostante in una sorta di galleria “en plein air”, si trovano sculture, formelle, bassorilievi, statue. Da qui partono, inoltre, numerosissimi sentieri che collegano paesi, borghi collinari, scogliere a picco sul mare e che permettono così di conoscere un po’ questo territorio, gustandone appieno la meravigliosa e quieta bellezza.

A proposito dell'autore

Giuseppina Serafino

Oltre alla passione per la scrittura, un modo per “viaggiare” con le parole nelle molteplici sfaccettature della realtà, mi piace dedicarmi al trekking e al cicloturismo. Ho iniziato a viaggiare a quattro mesi, quando i miei genitori si sono trasferiti dal sud a Milano per motivi di lavoro, ripetendo lo stesso percorso, ogni anno, fino alla maggiore età. Ho visitato molti stati europei organizzando meticolosamente il viaggio e documentandolo grazie alla mia inseparabile macchina fotografica.

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