Non mi sono mai piaciuti gli zoo o i parchi costruiti per le frotte di turisti della domenica, ho un elevata considerazione di tutti gli animali con cui condividiamo il pianeta che ci ospita.

Mal volentieri mi reco ad esplorare quei parchi africani strutturati, con strade asfaltate, incroci e piazzole dove vedere gli animali semi addomesticati, non mi stimolano, ne mi danno piacevoli sensazioni e spunti fotografici.

 

Sono cosciente che ormai per la salvaguardia e la protezione degli animali africani i parchi siano necessari e indispensabili, ma a mio avviso devono essere il più possibile rispettosi nel lasciare il territorio che li ospita come veramente la natura lo ha creato.

Non sempre è facile, ma un luogo in cui l’uomo è riuscito a creare un buon compromesso tra ecosistema, animali e impatto ambientale (a mio avviso) è il Parco Nazionale di Pilanesberg in Sud Africa.

Non è un parco molto esteso, sono 580 KM quadrati, e si trova anche in una zona che non offre delle gran bellezze naturalistiche. L’uomo sfrutta quei territori da tempo per scopi minerari e si è sempre preoccupato poco dell’ambiente.

Il Parco di Pilanesberg si trova a poche centinaia di chilometri da Johannesburg e da Pretoria, caratterizzato da un lago centrale, nato dalla costruzione della diga Mankwe; praterie e affioramenti rocciosi creano un habitat perfetto per gli animali e le molteplici strade sterrate che lo percorrono ci permettono di sentirci inseriti nella natura che ci circonda.

Cercandoli nei loro spazi naturali, si possono incontrare e fotografare i “Big Five“ così denominati gli animali principi della savana, il rinoceronte, l’elefante, il leone, la giraffa e l’ippopotamo.

Naturalmente si possono vedere anche tutti gli altri mammiferi e uccelli che l’ ecosistema della savana africana offre.

Io preferisco muovermi in autonomia, in auto, senza scendere. Almeno che non vi troviate in zone dove è consentito muoversi liberamente, non è consigliato scendere dal veicolo dove vi trovate in quanto gli animali predatori sono sempre in caccia.

Le multe sono salate e i ranger non scherzano. Comunque si possono fare anche tour guidati utilizzando jeep speciali che offrono una posizione elevata e quindi privilegiata per il fotografo.

Un altro modo di esplorare il parco è la mongolfiera, un punto di vista eccezionale per avere un panorama del “bush” e delle mandrie di animali che si spostano sotto i vostri piedi.

Un mezzo silenzioso che si fonde benissimo con il contesto naturale, a differenza degli elicotteri, che talvolta vengono usati, a mio avviso fuori luogo, dove solo il vento e i suoni degli animali dovrebbero farla da padroni.

Fuori dal parco ci sono innumerevoli guest house dove pernottare, ma anche all’interno del parco si trovano lodge di lusso per i visitatori senza problemi di budget.

L’estate è calda, ma si può visitare il parco durante tutto l’anno e nei periodi di accoppiamento e riproduzione.

Molti laghetti disseminati nel parco aggregano gli animali e da alcune postazioni si possono fare foto interessanti, naturalmente le lenti lunghe sono consigliate. Nonostante la quantità d’ acqua, spesso stagnante, la zona è malaria free, piccolo particolare che ci farà fare sonni tranquilli al rientro dal nostro viaggio.

Buona caccia fotografica!

 

 

 

 

A proposito dell'autore

Massimo Ziino

Cresciuto con la subacquea, sono un professionista con migliaia di immersioni alla spalle in tutto il mondo. Sempre in cerca di nuove mete, ho esplorato le cavità ipogee come speleologo e le vette himalayane. Appassionato di fotografia, ho partecipato a numerose produzioni nazionali e internazionali come tecnico e cameraman.

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