Quando si parla di Thailandia non si può fare a meno di nominare i suoi mercati galleggianti, alcuni sono ad uso e consumo del turista, altri invece mantengono purezza ed autenticità. Essendo stata più volte a Bangkok durante il mio ultimo soggiorno non mi sono dedicata ai monumenti più conosciuti della città, già visti ed apprezzati in passato, ma ho girato senza meta a caccia di spunti e scorci più nascosti, ma non per questo meno belli. Mi sono imbattuta in viuzze strettissime che sembrano non finire mai, straripanti di bancarelle.

Incredibile credere a quante sono, vendono ogni sorta di merce, imitazioni di grandi marche e lo slogan è ‘same same but different‘, prodotti per la cura personale, erbe medicinali, cianfrusaglia varia. Commercianti intenti a mangiare dentro a ciotoline sul marciapiede ad ogni ora del giorno e della notte, bancarelle alimentari ovunque e odore di cibo permane nell’aria, matasse di cavi elettrici penzolano dall’alto, ladyboy con vertiginosi tacchi a spillo sfilano fra i passanti, manager in giacca e cravatta procedono velocemente.

Tutto scorre lesto e bisogna stare al passo, ragazzi in jeans stretto e tatuati conducono tuk tuk facendosi spazio fra il traffico e il caos, si fanno i conti talvolta anche con strade sporche infestate da toponi e mancanza di marciapiedi, ma non importa perché a breve distanza c’è un tempio buddistha e al suo interno si ritrova pace e serenità.

Come non citare Chinatown uno dei quartieri più affascinanti e caratteristici della città, cambio aspetto se la si visita di sera gremita di luci oppure durante il giorno in piena attività, la merce viene trasportata su carretti da magazzini stracolmi alle numerose e antiche botteghe che mi ricordano molto Hong Kong.

Tailing Chan

COSA FARE NEL TEMPO LIBERO A BANGKOK?

Bangkok alterna un grande numero di centri commerciali all’avanguardia, veri colossi con al loro interno boutique e grandi marchi dell’elettronica, a tipici e nascosti mercati, c’è il mercato dei fiori, dei talismani, lo sconfinato mercato del weekend Chatuchak dove giovani designer espongono le proprie creazioni, il mercato degli indumenti all’ingrosso di Pratunam. Un’altra via altrettanto commerciale e punto di riferimento dei turisti specialmente il genere zaino in spalla, canottiera e profusione di tatuaggi è Khaosan Road, qui si trova da dormire, mangiare, fare shopping, tatuarsi, droghe e stateci alla larga perché la pena è durissima, ci si può procurare pure una laurea falsa e poi ovviamente, come dappertutto in città, centri massaggi, alcuni seri altri adatti solo ad un pubblico maschile.

A Bangkok si trova anche una fiorente vendita di pietre preziose e oro. Fra la rosa di attività meno conosciute da fare ci sono anche corsi di cucina e la visita alla snake farm, vi mostreranno un buon numero di serpenti vivi e come si estrae il veleno per scopi medici. Se viene fame improvvisa nel cuore della notte, c’è sicuramente un 7eleven a pochi minuti a piedi e in generale si spazia da lussuosi ristoranti, sontuosi brunch a cibo di strada.

Per rimanere a bocca aperta basta recarsi a uno degli skybar della città e lì la vista è davvero sbalorditiva. Dove i grattacieli finiscono ci sono i canali con case affacciate sull’acqua, panni stesi, fiori sui balconcini in legno, una vita sospesa fra acqua e terra al cospetto di altissimi e moderni edifici che a volte sembrano inghiottire tutto quello che sta attorno. Impossibile rimanere indifferenti ai mille volti di questa città, che ho osservato e gustato con calma e mi ha restituito momenti di pura soddisfazione.

Tailing Chan

IL RISTORANTE GALLEGGIANTE A BANGKOK: TAILING CHAN

Alla domenica a pranzo sono stata a Tailing Chan, ci sono arrivata con un taxi, mentre al ritorno un signore thailandese conosciuto sul posto, mi ha consigliato di prendere una long tail, che mi ha lasciata ad uno dei moli affacciati sul fiume Chaw Praya, in prossimità del Palazzo Reale, costo 100 Bath. Le barche percorrono regolarmente il fiume e offrono una valida alternativa per muoversi in città.

Tailing Chan non è proprio un mercato galleggiante bensì un ristorante galleggiante, si svolge solo nel fine settimana, appena arrivata attraversando l’ingresso principale ho incontrato un gruppo di monaci avvolti nella loro tunica arancione, una splendida macchia di colore, impegnati a consumare il pasto e avevano appena terminato il momento dei canti, che si tiene qui verso le 11.

Tailing Chan

Un po’ più in là su una banchina riparata dal sole ci sono tavolini bassi, ci si siede in ginocchio e si lasciano le scarpe a lato, è buffo come si inciampa facilmente in scarpe altrui, i camerieri prendono l’ordinazione e comunicano attraverso una ringhiera alla cuoca, che cucina piatti tipici all’istante su barchette ormeggiate sul canale, le materie prime sono esposte secondo armonia cromatica e appagano molto l’occhio oltre che l’appetito.

Tailing Chan

Anche se le stoviglie si lavano in un secchio sono pulite, il luogo è informale ma gradevole e i prezzi sono onesti. Ad arricchire questo quadretto di per sé già molto caratteristico c’è musica dal vivo, qualche bancarella, una signora che vende pastura per i pesci e un’altra che chiede un’offerta per liberare una piccolo e indifesa tartarughina, a scandire i momenti lo stridio del treno che passa sul ponte elevato. Ho apprezzato molto questo luogo dove oltretutto ho trovato pochissimi turisti, la maggior parte della clientela era thai.

Tailing Chan

A proposito dell'autore

Anna Ragazzoni

Sono Anna, un'instancabile e insaziabile viaggiatrice convinta che la vita vada vissuta al 100 per cento. Paesi visitati fino adesso oltre 80, ma non ho ancora esaurito l'entusiasmo, l'energia e la curiosità di esplorarne altri, spesso in solitaria.

Post correlati

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: