Dal mio hotel, l’Esperia Cordoba, basta lanciare lo sguardo oltre il Guadalquivir e il ponte romano a 16 arcate e ci si trova di fronte la Mezquita in tutto il suo imponente splendore. Complice di questo incantevole quadretto è l’illuminazione della città: calda, avvolgente, suadente.

Siamo in Andalusia e ogni vicolo di questa città racconta la storia di innumerevoli culture e di tre monoteismi che, intrecciandosi e combattendosi, hanno creato una miscela artistica inconfondibile.

Cordoba era la capitale del regno di Al – Andalus, un califfato potente emblema dell’integrazione tra la Cristiani, Ebrei e Islamici, prima che i sovrani cattolicissimi iniziassero a scacciare i Mori dalla Penisola Iberica.

CORDOBA: COSA FARE?

Camminare per i vicoli della Juderia, il quartiere ebraico, e imbattersi nelle possenti mura della Mezquita significa annullare in un colpo solo il divario di secoli che hanno raccontato le vicende del sud della Spagna e trovarsi tutto lì, a portata di mano. Perseguitati dai Visigoti, gli Ebrei, che detenevano posti di comando, si allearono con i Musulmani nel X secolo. Segno che una convivenza era possibile. Anche nei particolari architettonici: ogni sguardo oltre una cancellata in ferro battuto scopre un patio lussureggiante, curato, con fontane, teerie e vinerie da cui esce il baccano tipico degli spagnoli del sud.

Poi ci sono innumerevoli aranci, uno dopo l’altro, rigogliosi, carichi di arance da piegarsi, come dei pois su un velluto verde sfarzoso.

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La Mezquita è qualcosa di speciale, un luogo in cui s’intrecciano la storia, la cultura, l’arte, l’architettura e la religione di tutta Europa. Dal 784 in poi, man mano che l’importanza di Cordoba la consacrava a capitale del Regno andaluso, ogni emiro ha voluto abbellire, ingrandire, rifare, lasciare un segno insomma.

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Il risultato è che in un colpo solo si entra nella storia antica e in quella moderna riconoscendo il segno del passaggio dei Longobardi, dei Musulmani e dei Cristiani.

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Proprio questi ultimi hanno costruito la cattedrale all’interno della Mezquita, creando un curioso mix di liturgia cristiana (ad es. la pala d’altare tronfia di decorazioni e il solenne coro in mogano)  accanto a centinaia di archi e arabeschi moreschi che ci accompagnano dolcemente verso la mihrab, costellata di tessere di mosaico giunte da Bisanzio apposta per celebrare la grandezza del califfato e ricordare la Moschea di Damasco.

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In questo splendore non vedo la celebrazione di particolari divinità, ma della grandezza del genio artistico umano, alla ricerca di qualcosa di ineffabile. Nel Patio de los Naranjos un tripudio di frutti odorosi.

Il campanile, sul quale vale la pena di salire, ha inglobato il vecchio minareto. Dall’alto dei suoi 54 metri si domina tutta la città e si apprezza la complessità architettonica della Mezquita. Sullo sfondo la rurale Sierra Morena.

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Nel girovagare per le antiche vie di Cordoba ci imbattiamo nel Palacio de Viana, una residenza nobiliare caratterizzata da 12 splendidi patio.

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In estate dev’essere qualcosa di unico con le fioriture pensate per lasciare a bocca aperta i turisti. Per chi, come me, visita la residenza prima della fioritura hanno pensato a una stanza sensoriale dove annusare il profumo delle varietà dei giardini nel pieno della fioritura, come esserci stati.

L’altra attrazione imperdibile di Cordoba è l’Alcazar de Los Reyes Cristianos, la fortezza del XIII sec. dove, sulle sue assolate terrazze, si dice che Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia ricevettero per la prima volta Cristoforo Colombo.

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Tapear per Cordoba è piuttosto economico e gustoso; consiglio i due piatti tipici (e no, non consiglio il terzo: il rabo – la coda – del toro): le melanzane a listerelle fritte col miele e il salmorejo, una sorta di gazpacho più denso, con uova soda e prosciutto a pezzetti.

Cordoba, insieme alla vicina Siviglia, è la città della Semana Santa e tutti i locali hanno le pareti tappezzate da foto di questo evento, ma per godersi al meglio la quiete di queste vie consiglio di evitare la Pasqua vista l’enorme affluenza di turisti.

 

INFORMAZIONI UTILI SU CORDOBA

Dove dormire: NH Cordoba, Avenida Fray Albino 1 

Dove mangiare: Casa Pepe de la Judería, Calle Romero 1

 

ph: Lorenzo Capirone

A proposito dell'autore

Barbara Franco

Viaggiare, come leggere, mi permette di vivere numerose vite. Ad accompagnarmi sono gli stimoli che vengono dall’arte, il piacere che deriva dalla buona tavola, la meraviglia che provo per tutto ciò che non conosco e mi affascina. Troppo sensibile, molto suscettibile. Innamorata della natura e degli animali.

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