Un territorio estremamente variegato è quello che caratterizza Framura, tra Sestri LevanteLevanto, dove i monti incorniciano bruscamente il mare, come a voler racchiudere le straordinarie bellezze naturalistiche che connotano questa zona, tra i suoi profumi e colori unici.

Sul versante meridionale sono disseminati quattro piccoli borghi: Costa, Setta, Ravecca e Anzio, mentre poco sopra si erge Castagnola, il cui nome ricorda la pianta che i Liguri utilizzavano come grano.

Agglomerati di casette, edificate come mezzo di difesa dalle incursioni barbaresche, paiono quasi dipinte da un bizzarro artista che voleva creare (riuscendoci) effetti cromatici peculiari, spezzando il grigiore di una vita scandita solo dal ritmo delle campane della possente “Torre carolingia” e dalla vicina Pieve di San Martino, oltre che dalle cinquecentesche torri delle frazioni in prossimità del mare.

Framura

Castagnola

Ci addentriamo fra viuzze e scalinate dalle quali è possibile catturare scorci paesaggistici dal fascino straordinario. Nella discesa al mare, il primo nucleo abitativo che s’incontra è il borgo di Setta con tracce di murature medioevali e archi in pietra , la cosiddetta “pietra di Levanto“. Si notano, inoltre, alcuni edifici con giardini pensili appartenuti alle facoltose famiglia locali che controllavano la viabilità diretta dal mare verso la costa.

Ottima l’idea di fermarci nel giardinetto adiacente alla Gastronomia “Le cose buone” di Enrica, dove la sorridente proprietaria ci delizia con assaggi di alcune delle sue gustosissime specialità liguri, accompagnate dal vino tipico di queste terre.

Lo sguardo, inebriato adesso anche dagli appaganti sapori del palato, spazia sulle colline circostanti nelle quali appaiono come macchiette casolari sparsi, circondati da terrazzamenti e da una odorosa e rigogliosa vegetazione mediterranea. A malincuore si riparte verso Ravecca, un insediamento di mezza costa, con le case inerpicate su speroni di roccia quasi a voler fermare la dolorosa intrusione della presenza umana nel silenzioso paesaggio che quasi rapisce con la sua magica immobilità data dai segni del tempo.

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Setta

Ammiriamo il porticciolo turistico protetto dal più grande scoglio della Liguria, chiamato Ciàmia, dinanzi al quale fanno capolino spiaggette dalle acque cristalline, premiate più volte con Bandiera Blu e Tre Vele di Legambiente. Qui ci attende come gradita sorpresa un’altra pausa enogastronomica presso l’enoteca l’Agave, aperta appositamente in via del tutto eccezionale, per permetterci di degustare altre straordinarie prelibatezze, illustrateci con dovizie di particolari ed estrema professionalità dal simpatico gestore.

Seduti sul terrazzino intorno ad una lunga tavolata, osserviamo incantati lo scenario marino circostante, entrando quasi a farne parte, in un inscindibile connubio che ci restituirà il profumo intenso di questo straordinario lembo di paradiso in cui desideriamo già far ritorno, ancora prima di abbandonarlo.

Il giorno successivo, dopo aver fatto incuriosire le socie di stanza con i resoconti della nostra gita naturalistica capitanata dal serafico Enrico, ci accingiamo a ripartire. La sottoscritta, con il “cavallo di S. Francesco”, ha fatto ritorno a Levanto, percorrendo la ciclovia lungo le antiche gallerie della ferrovia, che restituiscono il fascino di un lembo di terra antico, “assaporato” nelle sue molteplici essenze.

Framura

Pista ciclabile

Per maggiori informazioni: framuraturismo.it

A proposito dell'autore

Giuseppina Serafino

Oltre alla passione per la scrittura, un modo per "viaggiare" con le parole nelle molteplici sfaccettature della realtà, mi piace dedicarmi al trekking e al cicloturismo. Ho iniziato a viaggiare a quattro mesi, quando i miei genitori si sono trasferiti dal sud a Milano per motivi di lavoro, ripetendo lo stesso percorso, ogni anno, fino alla maggiore età. Ho visitato molti stati europei organizzando meticolosamente il viaggio e documentandolo grazie alla mia inseparabile macchina fotografica.

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