BRESCIA: ITINERARI CULTURALI NELLA CITTÀ ANTICA

 

« Lieta del fato Brescia raccolsemi,

Brescia la forte, Brescia la ferrea,

Brescia lëonessa d’Italia

beverata nel sangue nemico. »

 

La si vede già da lontano, adagiata sui Ronchi e circondata dal fascino crepuscolare delle nebbie padane. La annuncia il colle Cidneo che, con l’antico Castello, si erge a guardiano di tutta la valle circostante. Brescia, la Leonessa d’Italia, mi porge il suo benvenuto con la grazia di un’elegante signora.

È vero, in Lombardia c’è anche e soprattutto Milano. Ma Brescia occupa un posto di tutto rispetto nel panorama culturale e artistico norditaliano: fa parte del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”, inserito dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio dell’umanità.

Quella che si presenta ai miei occhi è una città tutta italiana, che ha vissuto intensamente i suoi 3000 anni di storia: ogni scorcio ne porta i segni e il fascino, con palazzi e chiese che parlano di secoli fra loro lontani e arricchiscono di suggestioni già il primo sguardo.

Il Castello se ne sta limpido e orgoglioso in cima al Cidneo. Da Via Piamarta mi avvicino al verde intenso del colle, quando all’improvviso i rumori della città si dissolvono nel fiabesco silenzio dei sentieri che conducono fino alla sommità.

Passeggio lungo i secoli avanzando verso il castello, passando per l’architettura veneta cinquecentesca, quella austriaca ottocentesca, fino alle mura più interne, risalenti al Medioevo. Il Castello stesso è inoltre sede di due musei storici: il Museo delle Armi “Luigi Marzoli” e il Museo del Risorgimento.

Scendo ai piedi del Cidneo, percorrendo Contrada Sant’Urbano. La vegetazione si dirada e ha inizio il centro storico, un tempo incluso nel tracciato delle antiche mura di epoca veneta, poi abbattute. Mi fermo in Piazza della Loggia. Sono davanti all’omonimo Palazzo, che oggi ospita gli uffici comunali. La folla del mattino scivola dai caffè alle banche, lungo i portici rinascimentali di una piazza che nel 1974 fu teatro di un sanguinoso attentato in occasione di una manifestazione antifascista.


Attraverso un porticato e mi ritrovo in Piazza della Vittoria, dove i vezzi rinascimentali cedono il posto al rigore dell’architettura fascista di Marcello Piacentini. Imbocco Via Trieste per finire in Piazza Duomo, in cui si raccoglie gran parte del fascino storico-artistico bresciano: Duomo Vecchio e Duomo Nuovo si fiancheggiano portando i vessilli di due epoche distanti quasi sei secoli, mentre il loro profilo conduce lo sguardo a nord, verso gli alberi e i morbidi fianchi del Cidneo.

Mi rimetto in cammino lungo Via Trieste fino a Piazzale Arnaldo. Qui ha inizio un itinerario culturale a Brescia di circa mezza giornata, facente parte degli itinerari proposti dal Circuito Città d’Arte della Pianura Padana, di cui Brescia fa parte dal 2000 circa assieme ad altre otto città della Pianura Padana. L’associazione nasce con l’intento di fornire un’alternativa significativa alle tradizionali grandi mete italiane, come Roma, Milano, Firenze o Venezia, attraverso la costruzione di nuovi e alternativi itinerari.

Questo percorso mi conduce lungo le vie e i reperti architettonici più antichi della città: da Piazza Arnaldo, passando per Via Musei col complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia, attraversando Piazza del Foro, fino a Corso Magenta:

  • edificata nel Medioevo, Piazza Tebaldo Brusato è, insieme a Piazzale Arnaldo, anche uno dei punti di riferimento delle serate bresciane, con alcuni dei bar e ristoranti più frequentati della città;
  • il Capitolium è il più importante resto romano, posto a coronamento dell’antica Via dei Musei;
  • numerosi gli esempi di architettura civile: il cinquecentesco Palazzo Cigola, la più importante residenza bresciana, caratterizzato da ricche decorazioni marmoree; Palazzo Soardi, edificato nel ‘700 su una preesistenza quattrocentesca, evidente testimonianza del barocco in città; iniziato nel ‘500, Palazzo Martinengo Cesaresco ospita vestigia romane nei suoi sotterranei ed è attuale sede dell’Università Cattolica;
  • la Basilica altomedievale di San Salvatore, il Sacello di Santa Maria, dove è esposto il Tesoro di Santa Giulia, e la Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo e convento dei Gesuati, col suo portale rinascimentale in marmo e numerosi affreschi dei secoli XV e XVI.

Come del resto molte altre in Italia, Brescia offre anche “suggestioni” enogastronomiche, che si tratti di variazioni sul tema di ricette lombarde o piatti tipici dell’area bresciana in particolare.

Ho provato I casoncelli bresciani, probabilmente il piatto più famoso: pasta a forma di mezzaluna con ripieno di salsiccia e formaggio e condita con grana padano grattugiato, burro, pancetta e salvia.

Degno di nota anche il piccione farcito, un altro piatto tipicamente locale, caratterizzato da un ripieno a base di uova, pan grattato, mandorle e brodo impastato con i fegatini. La persicata è una chicca per gli amanti dei dolci: bastoncini di confettura solida di pesca passati nello zucchero.

Alla fine di Via Magenta, saluto Brescia con l’intento di percorrere altri itinerari del Circuito.

A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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