L’autunno è una stagione ideale per godersi mete che d’estate sono prese letteralmente d’assalto dai turisti: è questo il caso di Alcúdia, graziosa località nella parte nord orientale dell’isola di Maiorca. Qui infatti, oltre alle spiagge di sabbia bianca lambite dal mare turchese – tanto apprezzate dai turisti in estate – c’è tanto di più…

Eccovi allora le 5 esperienze da fare assolutamente ad Alcúdia, in qualsiasi periodo dell’anno.

Passeggiando per il centro di Alcúdia con la cartina in mano

Mappa di Alcúdia

Visita della città vecchia di Alcúdia 

Alcúdia è un grazioso borgo medievale, risalente al XII secolo, che sorge a pochi chilometri dalla costa, ma lontano dal caos della zona più turistica. Il suo centro storico – composto da un dedalo di viuzze, palazzi medievali e rinascimentali e i deliziosi bar e ristoranti che offrono piatti della cucina locale – è circondato da possenti mura, lungo le quali si può passeggiare per ammirare la cittadina da un’altra prospettiva e cogliere al meglio il paesaggio che la circonda.

Passeggiata lungo le mura medievale di Alcúdia

Le mura che cingono la città di Alcúdia

Passeggiando per il centro non dimenticatevi di visitare anche la chiesa di Sant Jaume ricostruita nel 1870 in stile neogotico. E ricordatevi che il martedì e la domenica, proprio nel cuore storico di Alcúdia si tiene il chiassoso e colorato mercato rionale dove potrete acquistare prodotti tipici del territorio come frutta e verdura, ma anche formaggi e salumi. Insomma, un’occasione da non perdere per immergervi nella cultura locale.

Uno degli angoli nascosti del centro storico di Alcúdia

Scorcio della città vecchia di Alcúdia

Visita della città romana di Pollentia

Appena fuori dalle mura medievali di Alcúdia, sorge la città romana di Pollentia, fondata intorno al 123 a.C. L’impianto urbanistico si estende su una superficie di 20 ettari e comprende 3 domus, tra le quali la meglio conservata è la cosiddetta Casa dei due tesori, il Foro, il tempio Capitolium, due piccoli templi minori, una vasta area commerciale, un sistema per l’acqua potabile e uno per le fognature e infine il Teatro Romano. Quest’ultimo risale al primo secolo d.C. ed è composto da 3 sezioni: e gradinate per il pubblico di forma semicircolare, l’orchestra sempre di forma semicircolare e la scena di forma rettangolare.

Tramonto nel sito romano di Pollentia ad Alcúdia

Il sito romano di Pollentia ad Alcúdia

Visitare questo sito archeologico al calar del sole per poi cenare fra le sue rovine –  assaggiando piatti preparati secondo le ricette della Roma antica, recuperate dall’associazione MareMagnum – è stata un’esperienza davvero unica. Certo, alcune pietanze e bevande – come per esempio il vino rosso servito con il miele, il cosiddetto vinum mulsum – erano davvero particolari e molto distanti dai nostri gusti, ma è stato comunque istruttivo e divertente.

Visita del museo Sa Bassa Blanca

Se alla storia antica preferite l’arte moderna, sappiate che la vostra curiosità sarà soddisfatta. Infatti, a circa 6 chilometri da Alcúdia, sorge il famoso museo Sa Bassa Blanca: un luogo incredibile dove natura, arte e architettura si fondono alla perfezione creando un’opera d’arte totale, idea derivata dal genio di Richard Wagner per un’opera che integrava musica, teatro e arti visive.

Il museo fa parte della Fondazione Yannick e Ben Jakober, fondatori e ideatori di questo paradiso per gli amanti dell’arte, e consta di più spazi: l’edificio principale in stile ispanico moresco, ideato dall’architetto egiziano Hassan Fathy, che ospita mostre temporanee e una permanente nel cosiddetto Aljibe, ovvero l’antico deposito dell’acqua; lo spazio Sokrates, edificio di più recente costruzione, che mira a integrare le opere di arte moderna non solo nel tempo ma anche nello spazio; e ancora il parco delle scultura, grande spazio verde che circonda l’edificio, dove avrete l’impressione di essere all’interno di un grande parco zoologico; infine, forse lo spazio che più mi ha emozionato, è stato l’osservatorio e la sua camera oscura che si raggiunge dopo una piccola escursione a piedi dall’edificio principale e che in pratica mostra concretamente alcuni principi base del cinema e della fotografia.

Visita e degustazione in un’azienda del territorio

Non si può lasciare Alcúdia senza aver visitato almeno un’azienda che produce olio extra vergine o vini di eccellenza del territorio. Io, per esempio, ho avuto la fortuna di visitare due realtà molto interessanti…

Iniziamo con Oli Solivellas, un’azienda familiare che produce olio extra vergine di oliva di qualità, grazie alle condizioni climatiche ideali di questa zona, che permettono alle olive di raggiungere caratteristiche organolettiche perfette.

Dopo la visita nell’uliveto e aver capito esattamente compreso il procedimento attraverso il quale viene prodotto l’olio extra vergine di oliva, avrete anche modo di degustare il frutto del lavoro di questa bella azienda a gestione familiare, a partire dal classico Olio Extravergine di oliva con denominazione di origine “Olio di Maiorca”, dal gusto gentile e per questo molto versatile in cucina.

Altra interessante realtà a conduzione familiare, che ho avuto modo di scoprire durante la mia esperienza ad Alcúdia, si chiama Son Simón Vell ed è una bella tenuta storica circondata da vigneti di Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah, vitigni nobili dai quali viene prodotto il “Pecat” – in catalano “Peccato” – vino rosso corposo ed elegante dal profumo intenso di violetta, mora, prugna, cacao e quell’inconfondibile gusto minerale che ricorda il lapiz. Viene affinato 18 mesi in barriques di rovere francese e da ciò deriva la sua complessità olfattiva e gustativa che rende il “Pecat” un vino unico e adatto a raccontare il territorio.

Scoperta della cultura gastronomica locale

Infine, come potrei non consigliarvi di scoprire anche il lato più gustoso di questo angolo di isola se non assaggiando la sua cucina in uno dei ottimi ristoranti? Ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le tasche. Io ve ne segnalo due in cui ho pranzato: il primo si trova in una bella posizione lungo la passeggiata nel porto di Alcúdia e si chiama Miramar. Qui abbiamo assaggiato un misto di antipasti locali e una paella mista (di carne e pesce) per due persone davvero saporita e soprattutto abbondante… Vi confesso che abbiamo avuto serie difficoltà a terminarla.

Anche il secondo ristorante che vi consiglio si trova nella zona del porto di Alcúdia, ma in una stradina più interna. Si chiama il Jardín ed è guidato da una chef donna piena di talento: Macarena de Castro, insignita di una stella Michelin. Abbiamo pranzato nel bistrot del ristorante ed è stato un vero viaggio nel gusto attraverso piatti e sapori nuovi o della tradizione ma abilmente rivisitati. Porzioni abbondanti, ingredienti ricercati e tanta tecnica nella preparazione dei piatti, abilmente presentati da camerieri attenti ed esperti. I prezzi sono medio alti, ma non vi alzerete da tavola insoddisfatti.

Insomma Alcúdia è stata una bella sorpresa ed è entrata a far parte della mia lista di località da visitare anche fuori dalla stagione estiva, magari proprio in autunno, quando le temperature sono ancora piacevoli e ci sono meno turisti. E poi c’è tanto altro da vedere… Quindi a presto Alcúdia!

A proposito dell'autore

Valentina Macciotta

Sono orgogliosamente sarda e milanese di adozione. Lavoro come SEO Copywriter e Community Manager Freelance, coltivando le mie più grandi passioni: i viaggi, la scrittura e la fotografia. Ho un diploma da sommelier e un blog personale in cui parlo dell’Italia da vedere e da gustare: www.enogastronovie.it.
Amo l’Italia, ma ho la valigia sempre pronta per viaggiare e scoprire nuovi luoghi di cui innamorarmi!
Collaboro da tempo come blogger e PR per Non Solo Turisti.

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