Cosa scegliere di vedere in una città che si estende su 14 isole se non si ha molto tempo a disposizione? Nonostante il centro di Stoccolma (Svezia) non sia grandissimo, le cose da fare e i punti di interesse sono molti. Basta armarsi di una cartina della città, di scarpe comode e di una giacca impermeabile. E anche di una Access Card che ci permetterà di viaggiare per 24 ore su tutta la rete dei trasporti urbani: dai tram, alla metro, ai traghetti.

Gamla Stan, il cuore della città vecchia

Gamla Stan è la parte più antica di Stoccolma e si estende principalmente sull’isola di Stadsholmen. Si ha l’impressione di trovarsi in una fiaba, forse per le case alte e strette dipinte di giallo, rosso e arancione pastello, forse per le vie di ciottoli consumati dal passaggio delle carrozze che portavano i nobili a Palazzo Reale. Sembra improbabile in una città di nemmeno 800.000 abitanti, ma il Kungliga Slottet è la residenza reale più grande del mondo, con oltre 600 camere e una superficie che occupa un quinto della città vecchia.

Dal Kungliga Slottet una passeggiata di poche centinaia di metri porta allo Stortorget, la piazza più antica e colorata della città, nonché uno dei centri medievali più antichi e meglio conservati.

Non lontano si trova Mårten Trotzigs Gränd: con una larghezza di appena novanta centimetri, è la via più stretta di tutta la città.

Il giro in battello tra le isole e i canali

È un’ottima opportunità per riposarsi e per vedere la città da un’altra prospettiva. Ogni ora un’imbarcazione parte dal molo di Strömkajen, in pieno centro, diretta verso il canale di Djurgården, passando sulla superficie dell’acqua accanto a edifici storici, parchi e musei.

Ci sono diverse compagnie che seguono percorsi diversi; noi abbiamo scelto la Royal Canal Stromma per la comodità degli orari di partenza e per i tempi di percorrenza. La maggior parte delle compagnie offre dei tour hop on & off, permettendo di scendere a una delle tante fermate e risalire dove si preferisce, continuando così il tour.

L’ora della fika

Come ogni svedese che rispetti, abbiamo interrotto i nostri vagabondaggi pomeridiani per l’appuntamento imperdibile con la fika. Non è una parolaccia né una cosa da quartiere a luci rosse: si tratta dell’appuntamento di metà pomeriggio per bere una bevanda calda – tè, caffè, cioccolata, latte chai – accompagnandola a un dolce. Secondo la tradizione, quando si riceve un ospite in casa è buona educazione offrire sette tipi diversi di dolci: biscotti allo zenzero, pudding al rabarbaro, torta di carote, frolle al cardamomo e via dicendo.

Io mi sono innamorata del kanelbulle, il dolce alla cannella, e del kardemummabulle, al cardamomo.

Passeggiare a Södermalm

Questo quartiere vivace, chiamato semplicemente Söder dagli abitanti del posto, deve il suo nome alla posizione geografica: söder indica infatti il sud rispetto al centro di Stoccolma. È una zona meno turistica rispetto a Gamla Stan, dove la gente cammina decisa portano pesanti borse della spesa, lungo le strade che un tempo appartenevano ai bassifondi della capitale svedese.

Come spesso avviene nelle grandi città, questo quartiere ha subito un processo di gentrificazione e poco alla volta è diventato trendy, tanto per usare due luoghi comuni nella stessa frase. Vale la pena di perdere un po’ di tempo tra queste vie poco trafficate, tra un negozio di dischi e un parco dove si respira il profumo del mare.

Mangiare lo smørrebrød

Per sentirsi almeno un po’ svedesi non basta passeggiare tra i quartieri preferiti dagli abitanti di Stoccolma: bisogna provare uno dei piatti simbolo della cucina scandinava. Lo smørrebrød, il panino aperto di pane di segale servito con burro salato e guarniture che variano dai gamberi al salmone affumicato, dall’aringa marinata alla carne di renna.

Noi lo abbiamo provato da Nybroe, un locale all’interno del mercato coperto Östermalms Saluhall, ma è presente nei menu della maggior parte dei locali di Stoccolma.

Cover photo © Unsplash

A proposito dell'autore

Silvia Demick

Abito in un piccolo paese di provincia e lavoro in un ufficio in una stradina secondaria. Immagino però di vivere a Notting Hill, di lavorare a Williamsburg, di prendere un aperitivo a Montmartre e di cenare a North Beach. E magari di fare shopping sulla Fifth Avenue. Non so cucinare, ma adoro mangiare. Mi piace conoscere un posto nuovo attraverso il suo cibo e le sue tradizioni culinarie. Non riesco a fare a meno di raccontare quello che ho scoperto agli altri.

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