Si sa che quando di si va all’Artigiano in Fiera si mangia di tutto e di più con la scusa del “o lo mangio adesso o non lo mangerò mai più”, bene, oggi ero ospite dello stand della Lettonia per una piacevole presentazione e ho mangiato.

Lettonia: curiosità e qualche informazione

L’incontro è stato organizzato dall’Ambasciata (sede a Roma) per promuovere la Lettonia appunto, che si sta preparando a festeggiare i suoi 100 anni di indipendenza. In questo scenario un po’ insolito abbiamo così partecipato ad una simpatica presentazione del Paese e abbiamo scoperto che: il 40% dell’energia usata è di tipo ecologico, infatti usano biocarburante, la superficie totale è pari a 12 volte la Liguria e la “montagna” più alta misura 300 mt sul livello del mare.

La scelta lettone è quella di esportare la propria cultura e l’amore per la natura proponendo alternative sia culturali che sportive. Infatti è possibile ammirare bellissimi palazzi in stile Liberty, perdendosi tra le vie della capitale Riga e poi spingersi al di fuori grazie alle piste ciclabili messe a disposizione dei turisti e non, in questo momento l’amministrazione locale sta investendo nella mobilità sostenibile creando infrastrutture e incrementando la rete ciclabile già presente e molto utilizzata.

Gli amanti del mare hanno a disposizione 500 km di spiagge bianchissime con temperature niente male per farci un bel tuffo, infatti il console Artis Bertulis assicura una temperatura di 26 gradi in estate. Anche gli amanti della musica saranno attratti da questo paese che vanta un coro a cappella di ben 15.000 elementi che si esibisce durante un famoso festival di musica tradizionale che si tiene a Luglio, inoltre organizzano concerti in notturna (altra curiosità: due dei cinque migliori direttori d’orchestra sono lettoni) e molte altre attività legate proprio alla musica.

Aggiungo inoltre che i rapporti con l’Italia non sono solo di tipo economico, ma anche culturale e storico, infatti il governato di Riga, nominato nel 1812, era l’italiano Filippo Paulucci e uno dei principali architetti, che diede lustro alla capitale, fu sempre un italiano Bartolomeo Restelli.

Non so voi ma io un giretto lo farei volentieri, soprattutto dopo aver assaggiato la loro cucina.

A pranzo con il Console

Il menu proposto, almeno sulla carta, mi lasciava un po’ perplessa, ma mi sono dovuta ricredere al primo assaggio. Partiamo dal presupposto che la cucina lettone presenta dei gusti molto forti, intensi e decisi, sia di terra che di mare, mischiando spesso questi elementi, quindi bisogna prepararsi a qualcosa di diverso. I due chef (non stellati, ma ci stanno lavorando, Eriks Dreibants e Juris Dukajskies) hanno proposto come antipasto degli spratti affumicati (trattasi di un pesce simile alle nostre acciughe) su crema di canapa con sciroppo di succo di betulla: davvero buoni!

La delicatezza del pesce e della crema erano in contrasto con lo sciroppo dal gusto molto più corposo e deciso. Il primo piatto invece era un insieme di tanti ingredienti adagiati con maestria per far risaltare il filetto di persico in casseruola, condito con burro caramellato e abbinato ad un purè di cavolfiore fritto, sale di mare e salsa di granchio. Ok forse detta così non suona benissimo, ma vi assicuro che era delizio, c’era un equilibrio tra dolce e salato incredibile, io avrei fatto il bis!

Per concludere in bellezza, un dolce tipo, che si serve in Lettonia da almeno 400 anni, anche in questo caso è un piatto strutturato e composto da vari elementi: panna acida, marmellata di mirtilli, briciole di pane si segale, miele e frutta candita. Anche i sapori a contrasto diventavano un tutt’uno creando una sinfonia di gusto che non credevo potesse piacermi. Il tutto è stato innaffiato con birra, sidro di mele e “limonata” locali; io ho assaggiato la limonata che in realtà è una sorta di vino analcolico al gusto di limone leggermente frizzante, fresco e dissetante.

Quando si parte?

Speriamo presto!! A parte gli scherzi, la simpatia del Console e la bella presentazione sono stati davvero decisivi per far decidere di mettere questa meta nella lista “dei posti da visitare“, il periodo migliore pare essere la primavera e l’estate, che presentano temperature miti e giornate lunghissime (in estate hanno solo 3 ore di buio).

Anche in inverno non è male farci un salto e, tranquilli, non fa più freddo di qui!

A proposito dell'autore

Sandra Chiappa

Piemontese di nascita e lombarda d’adozione mi ritengo soprattutto cittadina del mondo, viaggiatrice seriale e buona forchetta. Il viaggio per me è sperimentazione e conoscenza di se stessi e di ciò che ci circonda. Datemi un biglietto aereo e mi farete la persona più felice sulla terra. La mia terza passione? Scrivere, così posso raccontarvi le mie avventure..

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1 risposta

  1. Claudia

    Magnifica Riga! Sono appena tornata da un bel viaggio organizzato da me 🙂
    Ho trovato molto semplice organzzare il viaggio, molto semplice spostarsi dall’aeroporto alla città e in ogni punto della città con i mezzi pubblici. Riga mi ha dato l’idea di una città sicura, pulita e tranquilla che ha tanto da offrire ai turisti che sceglieranno di visitarla.
    La cucina lettone mi è piaciuta molto: ho apprezzato soprattutto il salmone e i dolcetti!
    Ho visitato Jurmala ma in inverno è molto grigia e spoglia, però decisamente affascinante! Mi piacerebbe tornarci in estate… chissà!

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    • sandra

      Ciao Claudia!! interessante questa tua testimonianza, la voglia di andarci cresce!! Chissà che il 2018 sia la volta buona! Intanto ricordo con piacere i manicaretti che ho assaggiato, divini!!

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