Più di cento accaniti appassionati dell’arte del camminare si sono dati appuntamento in Costa Azzurra per esplorare le rocce dell’Esterel nei pressi di Saint Raphael.

La storia di questo luogo inizia 250.000 anni fa durante un’intensa attività vulcanica quando un’eruzione produsse rocce minerali, tra le quali la più diffusa fu la riolite che caratterizza il sito per il colore rosso.

La leggenda narra che la fata Estérelle , consultata dalle donne per ottenere la fertilità, sia all’origine del nome del massiccio. Più probabilmente, durante un movimento di placche tettoniche, la terra si fessurò lasciando risalire la lava in superficie e dando origine alla roccia viola: la riolite o porfido rosso.

La vera origine del nome del massiccio deriverebbe dall’aggettivo francese “stérile” che rispecchia il territorio brullo dell’Estérel. La foresta demaniale copre 6.017 ettari ed è ricca di una particolare biodiversità protetta dall’Unione Europea (Natura 2000) e ospita una Riserva biologica integrale.

Ci inoltriamo attraverso quello che ci appare come un paesaggio lunare contraddistinto dal color porpora delle rocce, il verde scuro della vegetazione e il blu brillante del Mediterraneo. L’essenza dominante di questo territorio è la sughera (Quercus suber) ma anche delle fioriture endemiche precoci in primavera  come l’Erica arborea e tardive in autunno come la Calluna vulgaris.

Il luogo è contraddistinto da profonde fenditure rocciose create dalle forti piogge. Sul litorale le creste rosse dell’Estérel si tuffano nel mare offrendo a noi escursionisti uno spettacolo straordinario: una costa dentellata che alterna calanchi a punti rocciosi.

Dalla sommità di Cap Roux, del Pic de L’Ours o di Cap Dramont, scopriamo degli scorsi che procurano un senso di fantastica vertigine. Alla curva di un sentiero si può osservare un menhir, una fontana romana, un oppidum o la via Aureliana lungo la costa fino ad Agay.

Nel Medioevo, l’Estérel fu rifugio per gli eremiti, fra cui Saint Honorat, che diede il nome ad una famosa grotta e nel 17°  -18° sec. vi si rifugiarono prigionieri che fuggirono dalla prigione di Tolone e che si unirono a Gaspard de Besse, il ladro dal cuore grande che qui avrebbe nascosto il suo tesoro non ancora ritrovato.

Dal 1996 questo massiccio eccezionale è classificato con il titolo di paesaggio, costituisce un luogo importante per il periodo invernale degli apicoltori poiché qui le api trovano un clima temperato.

Il nostro sguardo spazia rapito dai colori fantastici di un ambiente che ci sembra quasi surreale, e che ci fa sentire fortemente appagati della fatica del nostro lento e inebriante camminare nell’affascinante Costa azzurra.

A proposito dell'autore

Giuseppina Serafino

Oltre alla passione per la scrittura, un modo per "viaggiare" con le parole nelle molteplici sfaccettature della realtà, mi piace dedicarmi al trekking e al cicloturismo. Ho iniziato a viaggiare a quattro mesi, quando i miei genitori si sono trasferiti dal sud a Milano per motivi di lavoro, ripetendo lo stesso percorso, ogni anno, fino alla maggiore età. Ho visitato molti stati europei organizzando meticolosamente il viaggio e documentandolo grazie alla mia inseparabile macchina fotografica.

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