Torniamo a Montreal da Quebec City dopo tre giorni nella città più storica del nord America. Questa volta però decido di non percorrere la stessa strada che ci aveva portati a Ville du Quebec dall’Aeroporto di Montreal, il giorno dell’arrivo.

Montreal

Decido di prendere la strada che mi farà arrivare in città da sud, semplicemente perchè voglio percorrere una strada alternativa. Mi renderò conto che la mia decisione sarà pessima quando, in prossimità della città, mi troverò ad avere a che fare con traffico intenso, pioggia e soprattutto deviazioni causa lavori di viabilità. Praticamente risulta impossibile seguire il navigatore, che a mezzogiorno mi informa di essere a quaranta minuti dalla destinazione, quando invece alla meta ci arriverò dopo due ore e mezza di traffico e lavori in corso.

Così Montreal non mi da una bellissima impressione. Passando per Downtown, sede di grattacieli appartenenti a banche e assicurazioni, mi rendo conto che la città è molto più metropoli di Quebec city, e molto più in stile americano. Allo stesso tempo è una città piena di contrasti e dai mille volti, che passa dall’antico al moderno, catapultandoti poi a diecimila chilometri di distanza fino in Cina quando cammini per le vie di China Town, passando per l’Italia di Little Italy e ritornando in Canada attraverso il quartiere delle arti.

Montreal

Nei nostri due giorni a Montreal non abbiamo stabilito un vero e proprio itinerario, ma una serie di cose da visitare, che abbiamo visto a seconda di alcune variabili: cose interessanti, punto della città in cui ci trovavamo, distanze delle attrazioni tra loro, facilità del loro raggiungimento con la metro.

Ecco cos’abbiamo visto.

Montreal

Iniziamo a visitare la città lo stesso pomeriggio dal punto in cui la città si sviluppò, ossia la città vecchia. Non si può paragonarla a quella visitata qualche giorno prima a Quebec.

La città vecchia di Montreal sorge vicino al porto vecchio, non è una città muraria ma è delimitata da tre vie: Rue Sœurs-Grises a ovest, Rue St-Antoine a nord e Rue St-Hubert a est, e comprende anche il vecchio porto di Montréal a sud. Girare per la città vecchia non l’ho trovato suggestivo come a Quebec city.

Montreal

Qui ci sono per lo più ristoranti e bar da aperitivi, con la gente che passeggia al calar del sole da qui fino al porto e viceversa. Uno dei luoghi senza dubbio più belli da visitare nella città vecchia è la Basilica di Notre Dame, che per forma, stile neogotico e per dimensioni richiama la stessa basilica di Parigi.

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Vale la pena spendere i 6 dollari di ingresso per ammirarla. Gli interni sono per lo più in legno, l’altare si trova sotto una bellissima cupola azzurro viola mentre sul lato opposto si trova un organo a canne sotto una cupola color azzurro. 

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A poca distanza dalla basilica si trova China Town, con l’ingresso indicato da una gigantesca porta con ideogrammi cinesi a segnarne l’inizio. Camminare per le vie significa venire avvolti dall’odore di fritto proveniente dai mille ristoranti cinesi, vietnamiti e coreani.

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La comunità cinese si riversa per le vie come fossero le stesse vie di Pechino e Shanghai, con tutti gli usi e costumi della tradizione cinese. A pochi passi da downtown si trova un grattacielo che richiama con una vistosa insegna, ma soprattutto per i suoi colori, le olimpiadi svoltesi qui nel 1976.

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Il quartiere Latino e la Montreal Sotterranea.

Particolarità di Montreal è quella di avere 33 chilometri di tunnel costruiti sotto la stessa città. Questi tunnel sono utilizzati dagli abitanti tutto l’anno, ma è in inverno che fanno il loro “lavoro”, che è quello di permettere agli abitanti di vivere comunque la città , quando le temperature esterne scendono anche a -25 di notte. La neve ricopre come una bianca coperta Montreal e per evitarne la completa paralisi, anche gran parte degli edifici lavorativi hanno degli ingressi qui sotto.

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Nei tunnel potete trovare vari negozi, supermercati, centri commerciali, caffè, bar, ristoranti, farmacie, accesso agli uffici e ai musei. Lo stesso museo dell’arte contemporanea, situato a pochi passi da Place des Arts, ha uno dei suoi ingressi qui sotto. C’è solo un piccolo problema: potreste non riuscire a trovare gli ingressi. Abbiamo girato per circa un quarto d’ora, chiesto a più persone dove fossero i tunnel. Alcuni rispondevano scocciati, altri stranamente sorpresi. Ce li siamo trovati da soli, ma è stata dura. Nella piantina che avevo io non erano segnati gli ingressi, solo i tunnel.

Il museo si trova nel quartiere latino, un quartiere vivace e popolato da giovani. Il cuore del quartiere Latino è Place des Arts, dove alcune installazioni artistiche si trovano esposte nella stessa piazza. La piazza è facilmente riconoscibile per la presenza di una scalinata colorata.

A pochi passi dal quartiere latino si trova The Village, il quartiere della comunità LGBT forse più famoso di tutto il Canada, del Quebec sicuramente. In passato quartiere malfamato e degradato, venne poi riqualificato, infine colorato. Si, perchè particolarità della zona è quella di avere Rue St. Cathrine addobbata con palloncini colorati che guardati in prospettiva fino alla fine della via creano la bandiera della pace. Ai lati della strada trovate molti locali come night club e bar, mentre nelle vie laterali potete trovare anche dei bellissimi murales per gli amanti della street art.

 

Il quartiere può risultare interessante per gli amanti del genere, la gente invece ci va più per curiosità che per altro. Ammetto che è un quartiere molto carino e curato.

Percorsa la via e tornati indietro per una delle parallele, siamo attirati in Rue St Denis da musica e cibo di strada. La strada si presenta come affollata, ma è numerosa la presenza di bar e ristoranti popolati da giovani, una valida alternativa per chi volesse passare una serata tra coetanei.

Ultima tappa del nostro peregrinare è Parc La Fontaine, un’oasi di pace in una metropoli, che noi usiamo per rilassarci dopo una giornata in cammino. Pensavamo di rilassarci stendendoci in una delle panchine ma al nostro arrivo veniamo quasi assaliti da una decina di scoiattoli. Abituati alla presenza umana e forse affamati ci ritroviamo circondati dalla comunità del luogo e i nostri figli non riescono a resistere al richiamo di questi buffi animali ( e neanche io se è per quello).

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Ci mettiamo nelle mani delle briciole di pane trasgredendo alle regole. Gli scoiattoli si avvicinano incuriositi, annusano e se ne vanno quando scoprono che non è il cibo per loro. Non vi dico le urla di gioia, anche dei piccoli che arrivano dopo di noi, quando questi roditori si appoggiano alle loro mani per annusare il cibo. Ci sediamo a fatica nelle panchine rincorsi dagli scoiattoli e ci fermiamo ad ammirare il parco, con un’erba color verde intenso, quasi da prato inglese.

La gente viene qui per correre a piedi o in bici e per sfruttare della pace e della tranquillità, dove il traffico metropolitano sembra lontano anni luce. Noi facciamo lo stesso, nell’attesa di andare a cena.

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Dove mangiare

Appena arrivati a Montreal e parcheggiato la macchina, siamo andati nel quartiere di Little Italy, vicino a casa. Data l’ora, quasi le tre del pomeriggio, ci siamo fiondati dentro il primo ristorante aperto, un locale italiano, di nome Amici Pizza Pasta Grigliata, gestito da un quarantenne, molto simpatico e disponibile di cui non ricordo il nome. Nato in Canada ma di origine abruzzese, gestisce il ristorante lasciatogli dal padre e si trova nella via principale che taglia in due il quartiere di Little Italy, Boulevard St. Laurent. Si mangia bene, si spende quello che spendereste da noi in Italia e la pizza non è affatto male – un’italiano che mangia la pizza all’estero potrebbe sembrare un’eresia, ma l’aveva ordinata mia figlia. E che faccio, butto la pizza? -.

Altro posto che vi consiglio, se siete di fretta e volete un panino, è il Cafè Titanic. Situato a pochi passi dalla basilica di Montreal, in Rue St Pierre, è un caffè molto frequentato dai Montrealesi. Fanno dei panini deliziosi, in particolare quello col salmone è una vera bontà.

 

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Infine, se volete assaggiare il piatto tipico del Quebec, la Poutine, vi consiglio il ristorante La Banquise, una vera istituzione a Montreal. Si trova a pochi passi dal Parc La Fontaine, quello degli scoiattoli, in Rue Rachel.

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Non andateci alle sette di sera perchè trovate già la coda, anticipate di quindici o venti minuti l’ingresso. Per chi fosse interessato alla poutine: io l’ho trovata quasi una schifezza. E’ una bomba calorica composta da patatine fritte, molto spesso di colore scuro, ricoperta da salsa per poutine (una sorta di brodaglia di color marrone resa cremosa) con formaggio fuso. Il ristorante offre delle varianti e delle aggiunte. Io ho aggiunto la carne.

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Non mi avevano specificato che si intendevano pezzi di wurstel e carne macinata, quella usata per il ragù di carne per intenderci. Ho mangiato mezzo piatto poi c’ho rinunciato. Sinceramente pensavo molto meglio. A paragone, il panino col salmone batte di gran lunga la poutine. Comunque in ogni caso andava provata.

A proposito dell'autore

Luca Pery

Sono Veneto e e sono cresciuto in quel di Caorle, un perla che si affaccia sull'Adriatico. Amo viaggiare con i miei inseparabili compagni di viaggio: la mia compagna e i nostri due figli. Mi organizzo e vivo i miei viaggi per poi raccontarli. Tornare a casa mi rende triste, ma per buttare via la tristezza mi preparo subito per organizzare il prossimo viaggio verso una nuova destinazione.

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