Il sito americano magical-planet.com sta diventando uno dei miei preferiti, visto che mi consente di addormentarmi con un sorriso sulle labbra, facendomi sentire culturalmente superiore alla marea di bufale che scrive e che purtroppo impazzano su internet. Per esempio appare decisamente interessante la classifica dei 10 paesi che non vogliono essere visitati, visto che contiene ovvietà e magnifiche perle di saggezza.

Per comprendere appieno la classifica, ponetevi questa domanda di base, nata dai seguenti presupposti: sono una persona onesta, mi piacerebbe spendere dei soldi nel tuo paese per poterlo visitare. Ci sono dei problemi?

Secondo il sito americano sì, ed ecco la classifica dei 10 paesi che non vogliono essere visitati.

 

1. Arabia Saudita = richiede ad ogni visitatore di essere “sponsorizzato” da un cittadino locale, ed in ogni caso l’ottenimento del visto non è sicuro.

L’unica esperienza personale riguarda un paio di stopover con la Saudia Airlines, in un aeroporto nuovo di zecca e ricco di marmi, ma di una bruttezza e freddezza infinite. Possibilità di uscire zero, poliziotti strafottenti, la commessa dell’unico negozio aperto ti guarda attraverso l’unica striscia di pelle scoperta e ti risponde in arabo alle domande fatte in inglese (che invece conosce benissimo). Amici storici degli Stati Uniti e dell’Amministrazione Trump, i sauditi sono chiusissimi e razzisti nei confronti degli occidentali e dei musulmani di altre nazioni ritenute inferiori. Impossibile visitare il paese in alcun modo.

Il giudizio in questo caso è quindi azzeccato, anche perché ampiamente tollerato dal governo americano.

2. Iran = dal 1979 non esiste un’ambasciata americana, ed è quindi visitabile solo attraverso il Pakistan

In questo caso il problema è squisitamente loro. Pur con delle limitazioni e qualche difficoltà, la visita dell’antica Persia non è assolutamente preclusa ad un viaggiatore occidentale. Pur non avendo avuto la fortuna di visitare l’Iran, so che si tratta di un paese magnifico abitato in gran parte da bravissime persone. Musulmani sciti, sono avversi all’Isis sunnita, ma l’amministrazione Trump la pensa diversamente. Facciamo un esempio: è come se dicessero a me “Tu sei cattivo perché sei iraniano” “Guarda, veramente sono nato a Milano” “A noi non importa, per noi Milano è in Iran”. Ho reso l’idea?

3. Corea del Nord = visitabile solo in gruppi accompagnati, sempre.

In effetti stavolta non si può dare torto al sito americano, speriamo che la nuova ventata di pace fra le due Coree porti novità positive anche dal punto di vista turistico.

4. Siria = ci sono la guerra e problemi di visto.

Bella scoperta da parte del sito americano. Sette anni di devastante guerra civile non ancora conclusa stanno radendo al suolo i tesori e le anime di un paese una volta meraviglioso. Mi rimarrà per sempre il rimorso di non averlo visitato prima. Non è però la gente che non vuole i turisti, unica possibilità insieme al petrolio per risollevare un’economia inesistente: sono le pallottole che passano a renderlo invisitabile.

5. Cuba = certo che affermare che sia Cuba a non volere turisti è incredibile.

Ci sono stato due volte e raramente ho trovato persone così gentili e solari e felici di vedere un turista. Il turismo è infatti un’entrata importantissima per lo stato cubano e per la povera gente. In effetti per uno statunitense non è facile recarsi nell’isola caraibica, ma a causa degli stessi USA: ci ha provato Obama a chiudere l’inutile sessantennale embargo contro Cuba, che è stato invece di nuovo fortemente ribadito dall’amministrazione Trump.

6. Somalia = la situazione, seppur migliorata rispetto ad una ventina di anni fa, è in effetti ancora molto molto pericolosa.

Pirati in mare, signori della guerra e dell’oppio, bande di criminali armati che spesso effettuano scorrerie oltre i confini con il Kenya. La situazione del Corno d’Africa non vede purtroppo una soluzione in tempi brevi.

7. Angola = difficile ottenere il visto

In realtà, non ci sono motivi per cui il governo o la popolazione non gradiscano i turisti. Il problema è l’estrema povertà figlia di infiniti conflitti, le mine disseminate nei territori dell’interno, la delinquenza e le endemiche malattie contagiose qui tutt’altro che debellate. Peccato, magari fra qualche anno.

8. Repubblica Centro Africana = niente visto e mancanza di relazioni diplomatiche

Il problema piuttosto sono furti, rapine e rapimenti all’ordine del giorno nella CAR. Scontri fra milizie armate avvengono in tutto il paese; come se non bastasse ci sono malaria, colera, Zika, dengue… dolore e morte sono quotidiani. Da evitare assolutamente.

9. Libia = I cittadini USA non possono avere il visto ed inoltre sono malvisti dalla popolazione

Noi italiani, volendo, possiamo invece ottenere senza grossi problemi il visto per la Libia. Ma sicuramente non è una buona idea. La provocata caduta del regime dittatoriale, come spesso è capitato nella storia, non è stata fatta seguire da un intelligente progetto di rinascita, lasciando così il paese nel caos e diviso in fazioni in lotta tra loro con una forte presenza di matrice jihadista. Azioni ostili, attacchi, attentati sono all’ordine del giorno. Sono state fatte delle tragiche scelte in nome della giustizia o della libertà, oppure per interessi legati all’oro nero ed alla ricostruzione? Chissà.

10. Algeria = occorre prenotare hotel e tour prima dell’arrivo

L’Algeria viene da un periodo terribile, il decennio nero degli anni novanta, dove fu teatro di una vera e propria guerra civile, ora la situazione è molto migliorata, ma sono ancora ad alta tensione i territori meridionali e le zone di confine. Forse è ancora presto per tornare a visitare questo magnifico paese.

Alla fine della lettura dell’articolo di magical-planet.com, mi sono messo davanti ad una cartina del mondo e mi sono chiesto: ma davvero esistono paesi che non mi vogliono? Dove la gente non avrebbe piacere di vedere un italiano con la macchina fotografica al collo, qualche soldino da spendere in tasca ed un sorriso sulle labbra? Penso in nessun posto del mondo.

Basta non sentirsi superiori, adattarsi ad usi e costumi diversi e dare e ricevere rispetto. Il problema sono le guerre, le malattie, i criminali nati dalla povertà e qualche governo che non vuole che la propria gente possa interagire con mentalità diverse, come in North Korea od in Arabia Saudita. Ci sono dei posti dove non voglio andare io, piuttosto, perché non riflettono i miei desideri o sono davvero pericolosi (alla lista aggiungerei ovviamente Nigeria, Iraq, Afghanistan, Pakistan).

Ma quanto sia bello viaggiare in posti completamente diversi da quello in cui vivi, quanto affascinante interagire con le persone, i loro usi, mangiare il loro cibo, quanto tutto ciò riesca ad aprirti la mente solo chi viaggia è in grado di capirlo.

A proposito dell'autore

Paolo Ponga

Sono area manager di una multinazionale alimentare, ma in realtà viaggiatore "compulsivo" da tutta la vita, senza possibilità di guarigione, da quando ho capito che i viaggi sono la benzina per il motore della mia anima. Alterno viaggi di scoperta o fatti per nutrire la mente ad altri specificatamente pensati per le immersioni, fatte ovunque ci sia abbastanza acqua.

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