Valencia mi è piaciuta dal primo momento, è una di quelle città che ti entrano dentro, dove sai che starai bene perchè ti senti a tuo agio e respiri libertà e così…mi ci sono trasferita. Diciamo che ha influenzato la scelta anche l’origine di mio marito che è nato qui, il fatto che la vita è molto meno cara rispetto all’Italia e che il clima è buono per molti mesi all’anno.

Da allora  scoprire la città e quello che offre è diventata una passione perchè c’è molto più di quello che dicono le guide.

Uno dei luoghi più belli di Valencia si trova in realtà fuori, ad una ventina di chilometri in auto (ma raggiungibile anche in autobus dal centro città o – perchè no- in bici) e si chiama Parco Naturale dell’ Albufera.

E’ una laguna d’acqua dolce separata dal mare da una fascia di sabbia e una pineta, ricca di fauna e flora in equilibrio costante con l’ambiente che la circonda e la popolazione che vive di pesca, turismo e coltivazione del riso. Le sue acque sono appunto utilizzate per irrigare i campi al momento in cui la crescita del ‘arroz’ lo richiede e sono protette perchè da esse dipende tutto l’ecosistema della zona, un sistema di chiuse permette di regolare il flusso dell’acqua che viene dal mare in base alle necessita’ della stagione.

Si possono fare delle belle passeggiate dentro la pineta partendo dalla spiaggia del Saler, i percorsi sono curati e ci sono indicazioni con informazioni di tipo naturalistico su piante e animali presenti lungo il cammino, vestite comodi e portate acqua perchè non ci sono punti di ristoro e alcuni percorsi sono davvero lunghi.

Inoltre è possibile fare un giro in barca grazie ai numerosi imbarcaderi della zona, barche spesso utilizzate per la pesca e che ora trovano un nuovo utilizzo, mostrare ai visitatori le meraviglie della zona. Il giro dura mezz’ora/ quarantacinque minuti, costa 20 euro, ma se si raggiunge il numero di 5 partecipanti (cosa che accade spesso) si paga solo 4 euro a persona. In base a dove si salpa la barca percorre una zona diversa della laguna, ci si addentra tra i canneti o si costeggia la riva da cui si possono vedere le ‘barracas’ ovvero le case tipiche della huerta valenciana (la campagna attorno a Valencia).

Uno dei momenti più affascinanti per il ‘paseo en barco’ è sicuramente il tramonto quando il cielo si infiamma e le acque riflettono i suoi colori. Sempre c’è la possibilità di vedere numerose specie di uccelli e la barca passa tranquillamente all’interno dei canali creati dai canneti senza disturbare, il tipo e la quantità di animali dipende dalla stagione della visita.

 

E’ molto interessante ascoltare le curiosità sulla laguna che racconta il marinaio che accompagna la barca, ogni volta scopro qualcosa di nuovo… per esempio nell’ultimo giro ci hanno spiegato perchè sopra le barracas c’è una croce, non perchè sono chiese come ha risposto qualcuno, ma perchè al tempo della presenza dei musulmani le case si differenziavano con una mezzaluna se erano abitate da musulmani o con una croce se erano abitate dai cristiani e ad un certo punto quando i musulmani sono stati cacciati è stato più sicuro indicare che la casa era cristiana per evitare attacchi.

Se fate il giro in barca di mattina, potete seguire la tradizione ovvero andare nel vicino paese del Palmar che si dedica quasi interamente all’offerta gastronomica e pranzare li (potete pranzare fino a tardi, ricordatelo!), ci sono molti ristorantini dove gustare i piatti tipici: paella, fideua (paella con pasta al posto del riso, solo di pesce e crostacei) o l’ambitissimo ‘all i pebre’ a base di anguilla pescata dall’Albufera.

Si può arrivare al Palmar con l’autobus n.25 che parte da Colon, ferma direttamente alle porte del paese e anche li trovate alcuni imbarcaderi senza fare troppa strada. Se invece arrivate in macchina, prima di arrivare al paese già vedrete molti cartelli che segnalano gli approdi, una volta raggiunto il Palmar invece consiglio parcheggiare nell’ampio parcheggio alle porte del paese e entrare a piedi perchè è molto piccolo, se vi mantenete sulla destra passeggiando , lungo il canale, il paesaggio è molto piacevole. Se invece vi addentrate piu’ nel paesino potrete scorgere una barraca da vicino. Incontrerete di sicuro qualche fornaio aperto, entrate perchè offrono delle specialità uniche a base di farina di chufa come biscotti (galletas) o torte (coca o bizcocho) e potrete portare a casa un pezzo dell’Albufera.

Le zone che circondano la laguna, destinate alla coltivazione del riso, sono chiamate ‘arrozal’ (bellissimo da vedere quando i campi sono inondati d’acqua e il sole sta tramontando); non mi ero resa conto dell’importanza del riso in questa zona finchè non ci sono venuta a vivere, è un po’ come la pasta per noi. Vi basti pensare che oltre alla tipica paella valenciana ( di pollo e coniglio), le varietà sono tantissime, dal pasce, ai crostacei alle verdure e che, oltre al tipo di cottura ‘secca’, ci sono piatti come l’arroz meloso o l’arroz caldoso in cui il riso è presentato in minestra (ottimo l’arroz meloso di bogavante/ astice). L’arroz per fare la paella è ben specifico e si chiama Bomba, lo potete trovare in qualsiasi supermercato della città.

Valencia è una città bellissima, ma una gita all’ Albufera merita davvero.

A proposito dell'autore

Chiara Basato

Mi chiamo Chiara, adoro viaggiare, quando non viaggio leggo perchè 'ci somiglia'. Mi affascina scoprire posti nuovi, assaggiare cibi tipici e mimetizzarmi tra la gente. Sogno di dormire in un faro, nel frattempo esploro castelli e isole.

Post correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: