Se state pianificando un viaggio in Costa Rica esclusivamente con mezzi pubblici, vi accorgerete ben presto come la Penisola di Nicoya sia relativamente difficile da raggiungere. Le strade sono spesso non asfaltate, il che significa distanze brevi ma velocità ridotta, nonché polvere a volontà -o fango quando piove-. I trasporti pubblici tra le varie cittadine sono molto limitati, tanto che il mio viaggio in questa zona della Costa Rica si è limitato a Santa Teresa e Montezuma.

Ciononostante queste due mete della costa pacifica mi hanno subito affascinato e innamorato con i loro 30° e sole perenni. Sono pertanto due tappe da non perdere se siete alla ricerca di natura incontaminata, passeggiate, mare e relax, ma al tempo stesso attività quali surf, yoga o anche vita notturna.

1. Santa Teresa

Per raggiungere questa meta del surf, da San José prendete l’autobus per Puntarenas. Il traghetto per Paquera parte sei volte al giorno e la traversata dura circa un’ora. Una volta qui, prendete l’autobus per Santa Teresa con scalo a Cóbano. Le coincidenze lasciano un po’ a desiderare, ma potete sempre aspettare l’autobus in una “soda”, la tipica tavola calda costarricense, sorseggiando un ottimo frullato di frutta fresca.

Santa Teresa è la Costa Rica americana. Un’unica strada percorre parallela alla costa, da Playa del Carmen a Playa Hermosa. La gente indossa bandane per coprirsi il viso dalla polvere che si alza continuamente al passare delle moto e dei quad, polvere che ricopre tutto, dai tavoli dei ristoranti, ai vestiti, ai capelli.

Appena ho visto Playa del Carmen, me ne sono innamorata: la distesa di sabbia incorniciata dalle palme da una parte, l’oceano e l’orizzonte infinito dall’altra, i tramonti sul mare ammirati al bar Banana Beach, le mattine trascorse facendo surf, i pomeriggi di yoga e le serate in compagnia ascoltando musica di ogni genere. Il tutto accompagnato da un clima perfetto e da un ambiente giovane, gente da tutto il mondo, che cammina scalza per strada, con la tavola da surf sotto braccio.

Non c’è da stupirsi che i miei tre giorni si siano trasformati tranquillamente in una settimana.

2. Montezuma

A circa un’ora di distanza da Santa Teresa si trova Montezuma, una versione molto più piccola e rilassata di Santa Teresa, con un’anima hippie, tanto che il paesino si gira a piedi in dieci minuti.

Playa Grande e Playa Cocolito

Se amate passeggiare, prendetevi un’intera giornata per visitare queste spiagge incontaminate. Non si tratta di un sentiero vero e proprio, perché si cammina lungo la costa, sulla sabbia e sotto il sole (a parte minimi tratti di cammino sotto le palme) quindi partite davvero presto, idealmente verso le ore 7, magari dopo aver ammirato il sole sorgere sul mare tra le montagne della Costa Rica centrale.

Dalla spiaggia di Montezuma, Playa Grande si raggiunge in un’oretta in cui attraverserete la Reserva Absoluta Nicolas Wessberg e Playa Colorada. Vi renderete conto di essere arrivati a Playa Grande quando vedrete il piccolo fiume sfociare nella spiaggia.

Playa Grande si sviluppa per tre chilometri: da qui, se proseguite, raggiungerete Playa Cocolito in un’altra ora di cammino. Playa Cocolito si riconosce per alcune “case” tra le palme. E proprio in fondo alla spiaggia vedrete El Chorro, un ruscello che, dalla scogliera, si getta nell’oceano formando una cascata.

Le cascate di Montezuma

Se siete stanchi di spiaggia o semplicemente volete esplorare la foresta, prendete il sentiero che si allontana da Montezuma verso Cabo Blanco, a nord, e in 10 minuti raggiungerete l’entrata del parcheggio.

Da lì il sentiero risale il fiume e potrete osservare varie cascate lungo il cammino. In circa mezz’oretta arriverete alla cascata più grande, dove potrete anche rinfrescarvi nella piscina naturale. Ricordatevi il repellente per gli insetti.

 

Cabo Blanco

Prendete il primo autobus da Montezuma (alle ore 8) per Cabo Blanco, che raggiungerete in mezz’oretta. Questa riserva naturale è la prima area protetta della Costa Rica e merita soprattutto per la bellissima spiaggia bianca alla fine del “sentiero svedese” del parco.

Sono due ore di camminata nel bosco, con notevoli sali e scendi, ma ne valgono davvero la pena. Partite la mattina presto, prima di tutto perché fa decisamente caldo durante la giornata, poi perché il parco chiude alle ore 16, per cui dovrete lasciare comunque la spiaggia alle 14 per rimettervi in cammino.

Se fate lo sforzo di venire fin qui, non potete perdervi il fico strangolatore più grande della Costa Rica a Cabuya, a metà strada tra Montezuma e Cabo Blanco.

Dal momento che l’autobus non si ferma nelle vicinanze, l’unico modo per raggiungere questo albero spettacolare -se non avete un’auto- è con l’autostop. Provato personalmente –ragazza sola con zaino in spalla-, è una pratica molto comune in Costa Rica, soprattutto nelle zone rurali dove il servizio degli autobus è sporadico, per questo mi sento di raccomandarlo, sempre con le dovute precauzioni.

 

A proposito dell'autore

Alice Boschi

Cresciuta tra i colli bolognesi ma da sempre viaggiatrice, sognatrice e un po' pazzerella, Alice ha vissuto a Gran Canaria, New Orleans e Londra, prima di stabilirsi a Minorca, nel bel mezzo del Mediterraneo. Racconta le sue avventure in terra minorchina sul blog "Minorca all'improvviso"

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