A circa 30 km da Roma, vicinissimo al sito di Ostia Antica, nella località definita Isola Sacra, un tempo delimitata dal Tevere, dal canale di Fiumicino e dal mare, sorge una interessante necropoli (città dei morti) romana, datata tra il I e il IV secolo d.C.

La Necropoli di Porto

Ciò che è oggi visitabile, corrisponde in realtà solo ad una piccola porzione della necropoli originaria, che doveva essere ben più estesa. Era destinata agli abitanti di Porto, una cittadina sorta nei pressi della costa, che divenne via via sempre più importante grazie alla vicinanza dei porti di Claudio e Traiano costruiti tra il I e il II secolo.

Ancora oggi è possibile vedere in questo straordinario sito immerso nel verde, riportato in luce negli anni Venti del Novecento, un tratto dell’antica strada Flavia Severiana – la principale direttrice che collegava l’insediamento con Ostia Antica – intorno alla quale, come di consuetudine, sorgevano le tombe.

Era infatti molto importante per i romani costruire i propri cimiteri al di fuori del perimetro della città per motivi igienici, ma anche per realizzare le proprie tombe in luoghi di passaggio, così da essere sempre visibili: l’immortalità in fondo passa anche dal ricordo che i vivi hanno dei morti!

Ovviamente, come accade ancora oggi, i vari lotti in cui era divisa l’area sepolcrale potevano avere differenti costi e i più benestanti non solo potevano scegliere il posto più visibile, ma anche costruirsi una tomba più grande ed elegante da destinare all’intera famiglia.

E’ importante sottolineare come tra le circa 150 tombe rinvenute si noti comunque una certa omogeneità nella loro struttura e l’assoluta mancanza di tombe monumentali, fatto spiegato dalla vocazione prettamente commerciale e mercantile della città di Porto.

La maggior parte degli abitanti infatti svolgeva mestieri inerenti al mare e molti di loro erano ex schiavi che con un po’ di fortuna avevano raggiunto un certo stato di benessere. Questo spiega anche perché la maggior parte delle tombe rinvenute siano del tipo a camera quadrangolare, in laterizio e travertino nelle rifiniture e potevano ospitare più sepolture sia ad incinerazione, sia ad inumazione.

La costruzione di questa tipologia andò nel tempo a creare un vero e proprio fronte compatto, che costeggiava non solo la strada principale, ma anche le vie limitrofe, fino a riempire ogni spazio disponibile. La caratteristica di questi fronti è che spesso avevano in facciata una lastra in terracotta (e più raramente in marmo) scolpita e incisa con le generalità del defunto e con la rappresentazione del mestiere svolto! Si è così potuta riconoscere la tomba dell’ostetrica e del mietitore, del chirurgo e del fabbro, dell’acquaiolo e del marinaio.

Non mancano anche le decorazioni interne come pitture e mosaici, ma purtroppo si tratta solo di sporadiche testimonianze. Tra le varie tipologie di tombe spicca quella con la scritta in greco e il sepolcro comune, dove cioè furono sepolte le persone appartenenti ad uno stesso collegio o corporazione lavorativa.

Ovviamente ci sono anche molte tombe più semplici, come quelle costituite da soli bauletti in calce o addirittura terrigne, dove l’unico segnacolo era un’anfora capovolta, tanto da definire questa zona della necropoli come “campo dei poveri”.

Non mancano tra i resti qui rinvenuti i piccoli forni e le banchine dove si cuocevano e mangiavano i cibi per i banchetti rituali in onore del defunto: ennesima conferma del ruolo di primo piano che il culto dei morti e degli antenati aveva nella religione romana!

Con l’avvento della religione cristiana la necropoli venne abbandonata, anche perché alla fine del IV secolo le zone a ridosso della costa non erano più sicure a causa delle scorribande dei barbari che provenivano dal mare e tutta la zona si spopolò improvvisamente. Sebbene in un primo momento alcune tombe furono usate come materiale di spolio, l’insabbiamento della costa ben presto le ricoprì totalmente, preservandole per centinaia di anni fino alla loro riscoperta.

A proposito dell'autore

L'Asino d'Oro

L’Associazione Culturale “L’Asino d’Oro” nasce nel 2013 dall’incontro di tre giovani archeologi (Ilaria Brera, Federica Padovani e Ghiath Rammo) con la passione per Roma e l’Antico Oriente. L'Associazione organizza visite guidate e passeggiate per adulti e bambini alla scoperta della capitale.

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