La verità è che non vedevo l’ora di scrivere questo articolo. La visita della foresta Amazzonica in Colombia è stata una delle esperienze di viaggio più appassionanti che io abbia fatto. Proprio per questo motivo mi sento assolutamente di raccomandare questa tappa nel vostro itinerario di viaggio in questo paese.

Trovarsi di fronte ad una natura tanto imponente quanto sorprendente è una di quelle avventure che difficilmente si dimenticano.

foresta Amazzonica

La meraviglia ci ha già colti a partire dal volo aereo che da Bogotà ci ha portati a Leticia, base di partenza per le maggiori escursioni in questa zona: per più di mezz’ora il nostro aereo ha sorvolato una zona interamente ricoperta da una fitta foresta con rarissime aperture che scoprivano piccoli villaggi immersi nel verde.

foresta Amazzonica

Leticia non si può certo definire una bella cittadina ma vale comunque la pena di essere scoperta perché in sé racchiude molte tracce di quella che è la vita “ai confini del mondo”.

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Ed è proprio qui che ho vissuto la prima grandissima emozione. Siamo infatti atterrati nel primo pomeriggio e la nostra stravagante e vulcanica guida Max ci ha accompagnati al nostro albergo, proponendoci di vederci poche ore dopo: “Voglio farvi vedere una cosa”.

Incuriositi, ci siamo presentati puntuali all’appuntamento e Max ci ha accompagnati nei giardini di fronte alla chiesa invitandoci a sederci sulle panchine. Ammetto che ci siamo chiesti cosa stessimo facendo in quel luogo senza particolare fascino, ma, come da invito di Max, abbiamo pazientemente atteso, nonostante non sapessimo cosa stavamo attendendo.

Nessuno di noi poteva immaginarsi quale spettacolo si sarebbe svelato da lì a poco: grandi stormi di pappagalli hanno iniziato ad arrivare proprio in quel luogo affollando i rami dei numerosi alberi dei giardini.

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Verso il tramonto la situazione è diventata quasi surreale ed è difficile rendere a parole quello che abbiamo vissuto. I pappagalli erano centinaia di migliaia e arrivavano da tutte le direzioni tanto che anche il rumore si era fatto assordante. Max ci ha spiegato che i pappagalli della foresta, da sempre, scelgono gli alberi cittadini, a riparo dai pericolosi predatori notturni della foresta, come ricovero per la notte.

Ovviamente lo stesso spettacolo si ripresenta all’alba, quando i pappagalli lasciano la città per tornare nella foresta, esperienza che noi abbiamo poi vissuto alcuni giorni dopo.

Insomma, questo è stato il nostro battesimo con la foresta Amazzonica e con la sua natura sorprendente.

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L’avventura è continuata il giorno seguente nel quale, con una barca privata, abbiamo intrapreso un lungo tragitto solcando le acque del Rio delle Amazzoni raggiungendo, come prima tappa il Maikuchiga Monkeys Sanctuary. Maikuchiga, che tradotto dalla lingua indigena di Tikuna significa storia della scimmia, è un santuario degli animali e un centro di riabilitazione situato nel cuore dell’Amazzonia.

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Fondato circa 11 anni fa dalla biologa Sara Bennett, il santuario offre un luogo sicuro per gli animali che sono stati confiscati dal traffico illegale di animali.

L’obiettivo principale è la riabilitazione delle woolly monkeys (Lagothrix lagothricha), una specie di primate amazzonico attualmente minacciato di estinzione.

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La fondazione Maikuchiga ha altre 2 importanti funzioni. La prima è l’educazione delle comunità locali sull’importanza della conservazione. Oltre a Sara, lo staff è composto interamente da membri della comunità locale indigena e da giovani volontari che, per lo più, arrivano dall’Europa. Insieme tengono anche dei corsi di formazione per le nuove generazioni e tengono incontri con i cacciatori di comunità circostanti nella speranza di stabilire pratiche di caccia sostenibili.

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La seconda funzione importante è il monitoraggio delle popolazioni delle woolly monkeys selvatiche. In questo luogo abbiamo trascorso circa due ore riuscendo a vedere ben 4 specie diverse di scimmie riuscendo anche ad interagire in modo molto divertente con alcune di loro.

foresta Amazzonica

Dimenticavo…il santuario si raggiunge in circa un’ora di passeggiata attraverso la foresta durante la quale si può godere di tutta la sua bellezza.

foresta Amazzonica

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Per il pranzo, con circa un’altra ora di navigazione, ci siamo spostati a Puerto Narino, una località molto più suggestiva di Leticia.

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Ciò che mi ha davvero sorpresa è il perfetto mantenimento di case, strade ed edifici pubblici di questa piacevole cittadina situata lungo un affluente del Rio delle Amazzoni. Subito dopo il pranzo siamo andati a “caccia” ( termine da prendere rigorosamente in senso metaforico) dei famosi delfini rosa di queste zone.

Il tranquillo lago Tarpato è stato il primo luogo nel quale abbiamo avvistato in lontananza i primi esemplari ma Max non era per niente soddisfatto per cui si è mosso lungo il fiume trovando un punto nel quale i delfini erano numerosissimi.

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Il ritorno in barca a Leticia è stato molto lungo ma, la fatica di un lungo spostamento, si sente molto meno quanto si è vissuta una giornata così straordinaria.

Il giorno seguente, sempre con la nostra guida Max e con una imbarcazione privata, abbiamo navigato in direzione della Marasha Natural Reserve, situata nella parte peruviana della foresta. Qui abbiamo fatto un bellissimo trekking nella foresta sostando poi, per il pranzo, nei lodge della riserva completamente immersi nella natura, tra scimmie, alligatori e coloratissimi pappagalli.

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Molto affascinante è stato anche il ritorno alla nostra imbarcazione poiché ci hanno trasferiti con una barca di legno attraverso degli stretti canali che collegano il Rio delle Amazzoni ai suoi affluenti: abbiamo di nuovo provato quella sensazione di essere ai confini del mondo e di star vivendo la nostra piccola avventura da “Indiana Jones in erba”.

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Un piccolo rammarico mi è rimasto però e credo sia utile condividerlo con voi.

Per l’organizzazione della nostra terza giornata in Amazzonia, ci siamo voluti fidare della Lonely Planet organizzando un’escursione in uno dei luoghi da loro consigliati: Mundo Amazonico, ovvero una riserva situata a pochi chilometrici da Leticia. Sebbene il fine che ha portato i proprietari a lavorare a questo ambizioso progetto sia molto nobile, tutelare la flora e la fauna dell’Amazzonica facendo anche formazione alla popolazione locale, l’esperienza è risultata molto più artefatta e molto meno emozionante di quella dei giorni precedenti.

A Leticia noi abbiamo alloggiato al WairaSuites Hotel, uno dei più belli della città, considerando però che il livello è basso. Il Waira è un’ottima soluzione perché ospita anche uno dei pochi ristoranti a aperti la sera a Leticia, e si mangia davvero molto bene.

L’ultimo consiglio che voglio darvi è quello di munirvi di tutto ciò che serve per proteggervi dalla pioggia perché, se anche voi sceglieste come noi la stagione più secca, nella foresta Amazzonica gli scrosci d’acqua sono molto intensi e possono arrivare in qualunque momento visto che il tempo cambia molto velocemente.

Ancora una volta mi sento in dovere di ringraziare il nostro tour operator Luca ( [email protected]) che ha saputo trovare una preparatissima guida locale ( Max)  che ha reso il nostro soggiorno in Amazzonia davvero speciale.

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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1 risposta

  1. Veronica

    Complimenti per la scelta della meta e per la meravigliosa esperienza che avete vissuto…l’America Latina è una terra davvero sorprendente, sarà senz’altro uno dei miei prossimi viaggi…ancora indecisa tra Bolivia e Patagonia cilena…
    Un abbraccio e buona giornata❤

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