La leggenda vuole che Siviglia sia stata fondata da Ercole, così come risulta scritto su una delle porte d’ingresso alla città :” Ercole mi edifico’, Cesare mi cinse di mura e il re santo mi conquistò”.

Forse per questo si nota un desiderio di potenza che si esplica nella verticalità di molte sue strutture monumentali come la Torre dell’oro che si erge per 36 metri ed ha una pianta decagonale con tre sezioni principali, fu costruita nel XIII secolo dai musulmani e progettata come struttura di difesa. La Torre che si chiama così per i suoi riflessi sul fiume, è la sede del Museo Navale della città.

 

Cattedrale de Santa Maria di Siviglia

Il più grandioso monumento del mondo cristiano, dopo la Basilica di San Pietro, è la Cattedrale de Santa Maria di Siviglia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco che occupa una superficie di 23.500 metri quadrati. 

E’ costituita da cinque navate interne, in stile gotico, e da due cappelle, la Cappella Reale e la Cappella Maggiore.

Molto suggestivo il sepolcro che contiene i resti di Cristoforo Colombo portati qui da Cuba nel 1902, che veniva qui a pregare prima dei suoi viaggi. La tomba è sorretta da 4 araldi che simboleggiano i regni della corona spagnola: Castiglia, Leon, Navarra e Aragon. 

Siviglia, elegante capitale dell’Andalusia, appare prostrata sul fiume Guadalquivir, quasi volesse ammirare il riflesso della sua sontuosa bellezza. 

Palcoscenico  di vita gaudente che inneggia alla sensualità del flamenco, con tapas, carrozze e fascino di toreador. Uno scrigno che racchiude fra strette viuzze e quartieri aristocratici, edifici in stile arabo, un patrimonio architettonico di inestimabile valore. 

Il Barrio Santa Cruz, chiamato anche Juderia o quartiere ebraico, sorge sull’area un tempo abitata dagli Ebrei, è l’antico quartiere di Siviglia che racchiude alcuni tra i monumenti più significativi della città ed è per questo Patrimonio dell’Umanità, con piazzette dal tono raffinato e fiorite palme.

La Giralda

La Giralda, torre simbolo della città, rispecchia lo stile degli Almohadi, rigidi in ambito religioso, ostili al lusso ma abili nel coniugare la maestosità alla raffinata semplicità; edificata su quella che era la Moschea maggiore della città, troneggia di fianco alla Cattedrale, dai 96 metri è impagabile la vista che si gode a 360 gradi sulla città.

Essa deve il suo nome alla statua della Fede (detta anche Girardillo) che la sovrasta e che gira su stessa in base alla direzione del vento.

L’Alcazàr

Altri monumenti imponenti sono l’Archivio delle Indie e i Reales Alcazar (Palazzi reali) la cui caratteristica è la mescolanza di stili, dall’islamico al neoclassico. 

L’Alcazàr, un’antica fortezza araba, è un magnifico esempio di architettura muéjar con saloni, patii ed eleganti giardini che affascinano per la grande combinazione di colori.

Un passaggio obbligato della fortezza è quello che conduce al Patio de las Doncellas (Cortile delle Donzelle) con le sue decorazioni in gesso tipiche dell’arte arabo-andalusa e quello de las Muhecas (Cortile delle bambole), chiamato così per via delle piccole teste di donne ch ornano i capitelli.

Il salone de los Embajadores, in stile mudejar , è la stanza più lussuosa dell’Alcazar ed è sovrastata da una grande cupola ornata di arabeschi del 1427.  Sulla riva occidentale del fiume Guadalquivir, ammicca con la sua caratteristica piacevolezza il quartiere di Triana, in origine popolato da marinai, operai e ceramisti.

Altro luogo pittoresco è il mercato coperto nel quale è possibile ritrovare testimonianze della civiltà araba e romana.

Un intreccio di stili diversi: barocco, gotico e rinascimentale, contraddistingue la bellezza del Barrio de San Bartolomé, un labirinto di stradine con casette basse e avvolte da un’aurea silenziosa e solitaria.

La Casa di Pilato, voluta da Don Fadrique, viene considerata un capolavoro dell’arte rinascimentale del XV secolo, e si ispirerebbe alla casa di Ponzio Pilato a Gerusalemme.

Nell’area monumentale di Siviglia, al centro della Plaza del Triunfo sorge la Casa Lonja (1583-98) in stile tardo rinascimentale, ospita l’Archivio generale delle Indie, in cui sono conservati materiali sulla colonizzazione europea del Centro e Sudamerica. Decorata con mattoni, ceramiche e marmi colorati, la piazza, con la sua forma semicircolare richiama il senso dell’abbraccio della Spagna nei confronti delle sue nuove colonie, le 58 panchine ricoperte di piastrelle mirabilmente decorate, rappresentano le province spagnole.

Il Palacio Espanol al suo interno, testimonia il prestigio della potenza mondiale spagnola. La piazza guarda verso il fiume, la rotta da seguire per raggiungere l’America.

Il Museo de Artes Y Costumbres populares de Sevilla è un bellissimo edificio creato nel 1972, che contiene oggetti e utensili che documentano usanze del vivere tipico del vivere della zona, si trova nel Padiglione Mudejar, progettato per L’Esposizione Iberoamericana del 1929. 

Nel quartiere di Santa Cruz si erge una forma architettonica inconsueta: Il Metropol Parasol chiamato dai sivigliani “setas”, ossia funghi. L’edificio fu realizzato dall’architetto tedesco Jurgen Mayer come progetto di riqualificazione della zona di Plaza de la Encarnacion,iniziato nel 2004 e terminato nel 2011, è alto 28 metri ed è formato da mega reticoli in legno micro-laminato e si articola in cinque livelli.

Ha la forma del simbolo di Siviglia, il NO8DO, che è costituito da due sillabe separate da una matassa o gomitolo a forma di 8 che in spagnolo si dice “madeja”. Il re regalò alla città il simbolo onorario che in dialetto andaluso significa “ NO ma deja DO”, “ non mi ha abbandonato”, per significare che egli non fu abbandonato dai suoi concittadini.

Questa affascinante struttura attesta il grande contrasto di stili di una città autentica il cui sapore intenso, ritengo di poter dire che non mi abbandonerà così come l’intrigante paesaggio andaluso dall’alto delle  sue magnifiche torri che si pavoneggiano nel fiume Guadalquivir rivendicando l’antica potenza spagnola.

 

A proposito dell'autore

Giuseppina Serafino

Oltre alla passione per la scrittura, un modo per "viaggiare" con le parole nelle molteplici sfaccettature della realtà, mi piace dedicarmi al trekking e al cicloturismo. Ho iniziato a viaggiare a quattro mesi, quando i miei genitori si sono trasferiti dal sud a Milano per motivi di lavoro, ripetendo lo stesso percorso, ogni anno, fino alla maggiore età. Ho visitato molti stati europei organizzando meticolosamente il viaggio e documentandolo grazie alla mia inseparabile macchina fotografica.

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