Visto che Beppe mi ha appiccicato l’etichetta di quello che fa viaggi strani, dopo la settimana nell’Amazzonia peruviana e il Camino Primitivo di Santiago, ho deciso di parlare della Ruta de la Muerte in Bolivia.

Mi sono di nuovo divertito a raccontare sadicamente la disavventura del mio amico, che si è risolta comunque bene, e l’esperienza di partire in bici da una altezza equivalente alla cima del Monte Bianco, passare tra le coltivazioni di coca e arrivare nelle prime propaggini della foresta amazzonica boliviana.

Cosa c’è di bello? La vivacità di La Paz nonostante i 4.000 metri, la compagnia di ragazzi di un po’ tutto il mondo, la strada che scende nella nebbia, le cascate che la inondano e le croci sul ciglio che ricordano perché si chiama Ruta de la Muerte. Un’esperienza, checché ne pensi Beppe, alla portata di tutti. 

Buon ascolto..

 

A proposito dell'autore

Luigi Lazzaroni

Cresciuto, tanti anni fa, sui romanzi di Kipling, Salgari e Verne, ho ritrovato l’anno scorso su un mio quaderno delle elementari un tema che descriveva un fantastico viaggio in piroga su un fiume nel cuore della giungla indiana. È da lì che evidentemente è nato il mio amore per le culture del sudest asiatico, l’India in primis, e per i fiumi lontani e le foreste oscure a partire dalla mitica Amazzonia.

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