1 – Chi ha paura del lupo nero?

Timore non bisogna averne per chi decide di affrontare questa città che si apre tutta intorno alla Cattedrale gotica di Colonia, immensa, nera, che si staglia come il monolite di “Odissea nello Spazio”, con un che di inquietante e di apocalittico. Costruita a partire dal 1248 e più volte rimaneggiata, s’impone al centro della città con le sue guglie acuminate, i suoi pinnacoli e le sue vette basaltiche.

L’interno contiene tesori di valore inestimabile a partire dall’Arca dei Re Magi che fu portata qui da Federico Barbarossa dopo averla trafugata da Milano. Si narra, contenga le reliquie dei tre sapienti.

E’ la più grande arca occidentale;  fu costruita in legno e ricoperta d’argento laminato in oro. E’ situata dietro l’altare maggiore e si può ammirare solo da una distanza sacrale e siderale.

Ciò che si impone, invece, immediatamente alla vista, sono le innumerevoli cloisonnes, le prime risalenti al 1400 che illuminano di luce tralucida l’interno del duomo, tra figure bibliche ed evangeliche dipinte con tutti i colori possibili su questa terra ed infatti è entrata da parecchi anni nel Patrimonio UNESCO.

L’ idea di monolite solitario è data anche dal fatto che, essendo uno dei pochi monumenti non bombardati, è inserita in un contesto moderno, di vie alla moda, di edifici in cemento ed acciaio, di Mediaworld, Vuitton e di Kebab take away, con perfino l’uscita della stazione appena di lato.

La città, ad un primo impatto m’ha dato l’idea di un’accozzaglia di Occidente venuta su così, un po’ a caso, nelle varie epoche, come erba infestante, senza un’ idea precisa, ma, si sa, noi Italiani veniamo da una cultura rinascimentale di città ideali, dove ogni costruzione ha una sua logica ed un suo significato simbolico.

Colonia va apprezzata per i suoi scorci inaspettati, per i dettagli, per gli spazi espositivi, per la vita culturale, per le antiche birrerie, per le statue medievali che sbucano da un portone, per gli elementi stile Liberty che caratterizzano alcune abitazioni.

E’, insomma, una città da sorseggiare lentamente e con attenzione.

Io l’ ho visitata in inverno, ma  sicuramente, in primavera ed in estate, con giornate soleggiate, le passeggiate e le crociere  ( cosa che peraltro detesto) sul Reno la rendono più piacevole e vivace.

2 – Ludwig Museum

Imperdibile è il “Ludwig Museum” a due passi dal duomo. Qui è raccolta una collezione immensa di arte moderna e contemporanea divisa per sezioni: pittura, scultura, fotografia, ceramica, con una logica tutta sua di percorso per epoche e stili.

Incontri Picasso, Matisse, Warhol, Leger, Bacon , Jasper Jons, Christo, Fontana… solo per citarne alcuni. Io mi sono imbattuta in una mostra monografica di una pittrice espressionista tedesca a me sconosciuta che lavorò e visse con Kandinskij ed appartenne al movimento “ Der Blauer Reiter”. Il suo nome: Gabriele Munter.

Nelle sue opere spiccano i viola intensi e i blu cobalto, sia che raffiguri una persona, un paesaggio o una natura morta; la sola mostra vale il prezzo del biglietto, peraltro contenuto (13 euro), se si tiene conto che è una struttura ultramoderna di tre piani ricca di opere interessantissime e dotata di un ricco bookshop e di un bel bar di design.

Scendendo dal museo si sfocia nei quartieri lungo il fiume, i miei preferiti, perchè ancora integri, con locande ottocentesche, i negozi artigianali, i piccoli bar pieni di mignon di tutti gli alcolici possibili, quelli che in Italia non trovi più, dal Rosso Antico all’Amaro del Cacciatore, esposti come profumi uno accanto all’altro.

Io, per scaldarmi, ne tenevo sempre qualcuno in borsetta, anche se il clima, per essere gennaio, non è sceso mai sotto gli 8 gradi, quindi affrontabilissimo. In zona si trova anche il mercatino natalizio con bancarelle di dolciumi, palle di Natale, gnomi portafortuna, bigiotteria… vicino c’è anche la pista di pattinaggio sul ghiaccio.

 

3 – L’Acqua di Colonia

Belli, ma proprio belli  sono poi i negozi che vendono il prodotto più rinomato del luogo: l’Acqua di Colonia, un distillato che trova le sue origini nell’estro di un piemontese qui trasferitosi nel 1600. Il prodotto ebbe un successo internazionale perchè la sua fragranza risultava più fresca rispetto alle pesanti essenze seicentesche, use a coprire odori non molto piacevoli, vista la scarsa igiene della nobiltà del tempo.

L’essenza originale, all’olfatto del cliente moderno risulta sgradevole e pesantissima , ma i produttori si son ingegnati a rivisitarla, aggiungendo bouquet alla pesca, all’arancia, alla fresia… in questo modo i profumi sono risultati piacevolissimi ed adatti al gusto odierno.

Per chi, come me, viaggia spesso con il solo bagaglio a mano, esiste un negozio ben fornito nel duty free dell’aeroporto, così mi son sbizzarrita a provarne di tutti i tipi scegliendo poi un’Acqua di Colonia ai fiori d’arancio e basilico. Detta così potrebbe risultare rivoltante, ma credetemi, è deliziosa.

4 – Museo “EL DE”

Dopo tanta frivolezza non poteva mancare una visita al museo “EL DE”, sede della Gestapo locale, che, in un anonimo palazzo, conserva ancora le prigioni, la cella di tortura e i vari uffici, compresa la portineria dove, tra le altre belle pensate si progettava la pedagogia per la gioventù hitleriana, tra le urla dei seviziati.

Ci sono interessanti esposizioni fotografiche che partono dall’eutanasia per i malati di mente, per passare poi alla deportazione dei Rom e chiudere in bellezza con quella degli Ebrei.

Un percorso della paura e del disgusto, finchè da lontano senti una musica swing americana che segui come il canto delle sirene, che ti accompagna verso l’uscita, finalmente fuori dalla pancia orrorifica della balena nazista.

Come cittadina europea, come insegnante, ma soprattutto come essere umano, mi sento in dovere di visitare questi luoghi, che, certamente non sono esperienze piacevoli, e non solo per non dimenticare, ma per tenermi allenata alla disumanità e saperla poi riconoscere.

5 – Birrerie Storiche

Come ultimo argomento non si può non parlare delle antiche birrerie sparse per tutto il centro storico con i loro bancali in legno, gli addobbi natalizi, le stube, le cameriere vestite all’antica dotate di abbondanti scollature, gli stinchi di maiale accompagnati da patate, le zuppe calde e gli eterni wurstel su letto di crauti.

Le due più famose sono “Frueh” e “ Peter Brauhaus”. La prima si sviluppa su tre piani in un antico palazzo che conserva gli affreschi originali sul soffitto. L’atmosfera è calda, informale, ma molto accogliente. Ottimo qui lo strudel di mele con salsa alla vaniglia.

La seconda  è leggermente più elegante e meno rustica di quella citata prima. Il menù è un po’ più vario e si trovano anche piatti per vegetariani. In entrambe mangiando un piatto unico, birra media e dolce non ho speso più di 20 euro.

6 – Voli

I prezzi dei voli, poi, sia da Milano che da Bologna, da cui sono partita io, sono molto bassi, sia con la Ryanair che con la Wingsair che io ho preferito, perchè ti concede ancora un bagaglio a mano dignitoso.

Dopo una prima perplessità, considero ora Colonia una città assolutamente da visitare, da prendere con calma per osservare gli scorci meravigliosi che ti offre; quindi perchè non partire subito?



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A proposito dell'autore

Francesca Manfredi

Nata a Reggio Emilia, città un cui vivo e lavoro. Giro qua e là perché sono curiosa o perché mi annoio. Quando non lavoro, viaggio o mi annoio, sto con i miei 5 cani e una gatta nera.

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2 Risposte

  1. Ettore Olivieri

    Mi piacerebbe fare un viaggio in Germania ma non avevo mai considerato l’idea di Colonia.. prenderò spunto dal tuo articolo

    Rispondi

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