Dopo le vicissitudini che hanno caratterizzato il mio ultimo viaggio in Africa, ho avuto modo di riflettere a lungo sulle cause di ciò che mi è accaduto e la conclusione è che si tratta di una concomitanza di esse. Una di queste è sicuramente il comportamento spesso sbagliato che i turisti hanno nel momento in cui visitano un paese economicamente svantaggiato, sia esso in Africa o in altri posti del mondo.

Mantenere un corretto comportamento aiuterebbe ad evitare di innescare determinati comportamenti tanto lesivi per la popolazione che si visita quanto per il turista stesso, anche se spesso quest’ultimo non si rende conto di come la cosa gli si possa ritorcere contro.

Per questo motivo ho deciso di scrivere questo articolo, sperando di poter essere d’aiuto o poter dare suggerimenti preziosi a chi si presta a fare un viaggio di questo tipo.

Innanzi tutto, che cos’è il turismo responsabile? 

Una definizione che ho trovato particolarmente esauriente è questa:

Il turismo responsabile è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.

Nell’ambito del turismo etico/ responsabile è quindi centrale il tema del rispetto delle culture e delle comunità locali. Poichè, a mia opinione, non esistono cattivi viaggiatori ma soltanto viaggiatori male informati, ho ritenuto utile stilare un breve vademecum sulle buone pratiche comportamentali da tenere nell’interagire con le popolazioni locali in Africa:

  • Prima di partire, se possibile, impara le parole base della lingua locale così da rendere più facile l’interazione (saluti, frasi standard del tipo “come stai?”, ecc)

  • Rispetta usi e costumi senza imporre le tue abitudini e stili di vita. E’ buona pratica, per esempio, avere particolare attenzione in tema di abbigliamento: è necessario infatti che, in alcuni paesi, anche le turiste si coprano il capo o che gli uomini  utilizzino pantaloni lunghi e non bermuda

  • Cerca l’interazione con la popolazione locale in modo da creare un rapporto il più possibile paritetico e di allontare l’idea che tu sia, per loro, solo l’uomo ricco che può dare/regalare loro qualcosa. Invitali, per esempio,  a pranzo/cena per far capire loro che ti fa piacere approfondire la loro conoscenza e passare del tempo insieme. 

  • Gioca con i bambini, non regalare loro cose. Un suggerimento possono essere, per esempio, bolle di sapone che rappresentano un bel gioco da fare, si possono portare facilmente, occupano poco spazio, creano un effetto stupore bellissimo e possono essere usate per giocare con i bambini senza doverle regalare ad uno in particolare

  • Non regalare soldi. Regalare soldi è una pratica molto diseducativa e che tende a porre il viaggiatore e il locale su due piani differenti, non paritetici, fatto che rende molto più difficile la creazione di un arricchente scambio culturale.  Questo tipo di comportamento rischia anche di innescare un circolo vizioso per cui non ci si possa interfacciare con loro se non pagando

  • Non regalare caramelle o altre tipologie di cibo ai bambini. Anche in questo caso, il donare cibo, fa sì che venga meno il rapporto e lo scambio paritetico. Inoltre, alcuni alimenti come per esempio le caramelle, possono portare problemi che le famiglie dei bambini non possono affrontare (es. Cure dentistiche)

  • Per le donazioni, in generale, siano esse finanziarie, alimentari, vestiarie, giochi o materiale scolastico, affidati ad una struttura che opera localmente e che conosce le reali necessità della popolazione locale. Se non è presente una struttura, affidati al capo villaggio o comunque ad una persona che ritieni autorevole per decidere come distribuire ciò che hai donato. Anche una semplice t-shirt, regalata ad un bambino con altri che vedono, innesca tra loro competizione e litigi. Inoltre, anche in questo caso, si rischia di alimentare la spirale che porta le persone locali a vedere nell’azione del mendicare una via per ottenere qualunque sorta di regalo.

Inoltre, per quanto riguarda  i giochi e il materiale scolastico, suggerirei di portare preferibilmente cose nuove, in particolare non giocattoli con pezzi mancanti che li rendano inutilizzabili e che darebbero l’idea di usare il paese che si visita come una discarica

  • Chiedi sempre il permesso prima di scattare una foto ad una persona

  • Non fare fotografie a chi ti chiede di non essere fotografato
  • Una volta che hai scattato la foto, mostra lo scatto e cerca, attraverso di esso, di innescare un contatto umano. Inoltre, se hai una polaroid o una mini stampante digitale, portale con te: scattare una foto e poterla regalare alla persona alla quale la si è scattata è un gesto che li farà molto felici e che lascerà anche a loro un bel ricordo

  • Usa i servizi gestiti dalla popolazione locale, in particolare i trasporti e le strutture ricettive. In questo modo conoscerai meglio il Paese e la gente che lo abita e favorirai l’economia locale.
  • Paga il giusto: il rispetto dei luoghi passa dal rispetto del valore dei beni e servizi che si acquistano. La moneta è un mezzo di scambio ma è anche un mezzo tramite cui si è creato un equilibrio economico, spesso fragile, in un paese. Intervenire in questo equilibrio in modo arbitrario altro non farebbe che creare scontenti e sottolineare divari economici

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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