Una breve vacanza motociclistica è l’ideale per spezzare la monotonia di una routine quotidiana che a volte avvolge la nostra vita come una nebbia densa.

L’arrivo dei primi caldi e la scomparsa delle brume metereologiche fanno entrare così nel sangue di ogni centauro un desiderio irrefrenabile che si può contenere solo riattivando la polizza assicurativa e riaccendendo il motore della propria amata. È quindi con queste sensazioni, unite ad una voglia di libertà e di un pizzico di avventura che carico borsoni, cartine e moglie sulla moto e parto in direzione della Costa Azzurra francese.

Questa ci regala un paio di giornate di sole, tepore e cieli azzurri ideali per ritemprarci dalle fatiche del lavoro e da quelle del viaggio. Il tempo a disposizione scorre però veloce ed il desiderio di esplorare l’interno del territorio si fa sempre più forte, complici racconti ed articoli che riguardano un paesaggio pressoché unico e molto noto ai motociclisti di mezza Europa.

Decidiamo così di ripartire cullati dal borbottio placido del bicilindrico della mia moto, uscita un tempo dalla fabbrica in versione sportiva ed ora trasformata in viaggiatrice di lunghi percorsi grazie a borse, baule e cupolino, mentre guido con grande attenzione davanti ad un panorama mirabolante superiore alle aspettative.

Le gole del Verdon

Ci troviamo lungo la famosa strada delle Gole del Verdon, inerpicata fra le rocce per un tratto lungo quasi 50 km che si dipana serpeggiante sopra il fiume e le scogliere.

Il fiume Verdon ha infatti scavato in questa zona la roccia creando il più grande canyon europeo che sembra davvero un canyon americano, con il fondo che a volte raggiunge i 700 metri e ti fa girare la testa per l’incredibile altezza dello strapiombo.

Durante il Triassico, la Provenza venne ricoperta dalle onde del mare, che durante l’età dei dinosauri, il Giurassico, divenne poco profondo, favorendo la formazione dei coralli. Nel Cretaceo, la tendenza fu invece contraria, con il ritiro delle acque e la conseguente formazione delle Alpi. Durante il Quaternario infine, lo scioglimento dei ghiacci portò alla formazione dei fiumi che iniziarono impetuosi a scavare la roccia formata dai sedimenti calcarei corallini.

Uno di questi fiumi era il Verdon, il cui nome deriva probabilmente dal latino Viridium che significa “luogo verdeggiante”, a causa delle microalghe che contengono le sue acque. Nato presso il Col d’Allos, nel massiccio dei Tres Evéches (2819 mt), crea il suo percorso tortuoso fino a gettarsi nella Durance, dopo 175 km.

Spettacolo della natura

Lo spettacolo della natura è meraviglioso in questo punto, con paesaggi che tolgono il fiato per la loro maestosità ed una lieve sensazione di pericolo mentre guidi la moto lungo il percorso.

È territorio di attività sportive adrenaliniche: alpinisti che si arrampicano su pareti a picco, persone in acqua per rafting sul fiume o canyoning, trekking ed ovviamente ciclisti e motociclisti lungo il percorso con il naso all’aria per ammirare il paesaggio.

Questi luoghi sono ormai famosi, malgrado la frequentazione turistica sia di breve durata: è solo infatti a partire dalla fine degli anni ’20 del secolo scorso che si è sparsa la voce su questo magnifico territorio, su impulso del Touring Club Francese.

Adesso è un paradiso conosciutissimo nel mondo dei motociclisti e degli appassionati free climber per le pareti di roccia mozzafiato che arrivano a gettarsi 700 metri sotto il piano stradale che si percorre in mezzo alla natura: si tratta infatti del canyon più profondo d’Europa e sito naturale protetto.

Ci muoviamo quindi assolutamente a velocità contemplative, ammirando lo scenario che ci avvolge mentre rischiamo di farci prendere dalle vertigini per le incredibili altezze che ci circondano.

Il lago di Sainte Croix

Viaggiando così molto attenti ma entusiasmati dallo spettacolo della natura, giungiamo infine al lago di Sainte Croix, di un bel color turchese, grazie al fondo argilloso.

Il lago è di origine artificiale, grazie alla diga costruita nel 1973, quando il vecchio abitato di Salles-sur-Verdon venne evacuato, distrutto e fatto inabissare. Da allora gli abitanti e le autorità hanno cercato di mantenere la purezza di questo luogo, limitando il più possibile la presenza di inquinanti e proclamando tutta la zona sito naturale protetto.

Anche il lago offre quindi panorami molto belli, ma stavolta in un clima di serenità e relax. Questo è infatti il regno delle spiaggette dove prendere il sole o tuffarsi nelle rinfrescanti acque del lago, oppure noleggiare canoe, pedalò o imbarcazioni elettriche per visitare una parte dei 2200 ettari del bacino.

L’altopiano di Valensole

In questo modo l’attenzione all’ambiente ha preservato il lago che risplende nella sua naturale bellezza, tra le gole del Verdon e l’altopiano di Valensole, luogo di coltivazione della lavanda. Qui ci aspetta un incantevole albergo lungo le rive del lago per un po’ di meritato riposo ed una cenetta raffinata a prezzi purtroppo molto francesi.

Dopo esserci rifocillati e riposati, ripartiamo per nuove avventure motociclistiche, in un’area dove i percorsi paiono infiniti e tutti ricchi di fascino, in mezzo a montagne ed una natura meravigliosa che ci condurranno lentamente verso il confine italiano.

A proposito dell'autore

Paolo Ponga

Sono area manager di una multinazionale alimentare, ma in realtà viaggiatore "compulsivo" da tutta la vita, senza possibilità di guarigione, da quando ho capito che i viaggi sono la benzina per il motore della mia anima. Alterno viaggi di scoperta o fatti per nutrire la mente ad altri specificatamente pensati per le immersioni, fatte ovunque ci sia abbastanza acqua.

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