Se ci fosse una classifica dei luoghi insiti nell’animo e nel DNA di un uomo del Mediterraneo, tra i primi posti non potrebbe mancare Itaca, l’isola di Ulisse. Da tutti nota per le vicende legate all’eroe omerico Odisseo, fa parte dell’arcipelago delle isole Ionie con Corfù, Lefkada, Zante e Cefalonia. Fra queste è quella meno frequentata dal punto di vista turistico, anche per una maggiore difficoltà nel raggiungerla, ed un numero assai inferiore di strutture ricettive. Itaca è infatti dedicata ai velisti od a chi è alla ricerca di vacanze all’insegna della tranquillità per un soggiorno di mare, riposo ed ottimi ristorantini di pesce.

Come arrivarci

Per chi non possiede un autonomo mezzo nautico, il porto di partenza è normalmente quello della vicina Cefalonia, da cui dista circa 40 minuti di traghetto. Il mare è calmissimo durante la traversata, e la cosa fa particolarmente piacere se si viaggia in moto, pensando al modo in cui è stata legata nelle stive della nave.

Arrivati al porto di Vathi, capoluogo dell’isola, il paesaggio che si offre alla vista è quello di piccole case in stile veneziano, di negozi e baretti ricostruiti all’insegna della tradizione dopo il devastante terremoto del 1953.

La baia è veramente bella e protetta dal mare, nel quale si intravede l’isola di Lazareto, dove i marinai in passato trascorrevano il periodo di quarantena prima di approdare sull’isola.

Alle spalle del paese un territorio montagnoso dove un tempo regnavano le querce ed ora ulivi, pini, cipressi e filari di vite, oltre ai gigli selvatici. Il tempo appare subito distorto, rallentato da ritmi antichi e da un’atmosfera affascinante, charmant direbbero i francesi.

Come si arriva sull’isola si viene quindi immediatamente presi da un senso di serenità e rilassatezza che colpisce i cinque sensi. Davanti agli occhi passano colori pastello, forti, dell’azzurro del cielo, il blu del mare, il verde delle colline ed il bianco delle case. Per non perdere le altre sensazioni occorre quindi chiuderli e sentire il caldo del sole sulla pelle, mitigato dalla brezza marina, il frinire dei grilli e le urla dei gabbiani in caccia, il profumo del mare e delle conifere. Per il gusto ci penseranno poi le taverne del porto.

Un po’ di storia

Dal punto di vista storico l’isola fu abitata già dal XXI secolo a.C., e sicuramente era attiva in età micenea; gli archeologi hanno infatti individuato almeno 30 siti antichi, ma non la residenza di Ulisse e del padre Laerte. In realtà non è certa nemmeno l’attribuzione alla Itaca attuale dell’isola di Ulisse, per una serie di contraddizioni presenti nel poema, la più evidente delle quali riguarda l’aspetto morfologico: descritta come pianeggiante da Omero, il moderno viaggiatore si trova di fronte invece a montagne a picco sul mare; più adatta alle descrizioni omeriche parrebbe invece essere Lefkada, poco più a nord.

L’isola

Itaca è attraversata da un’unica strada principale, con delle laterali che portano al mare od a piccoli centri disseminati nel verde; il percorso è particolarmente piacevole specialmente su due ruote, visto come l’itinerario sia ricco di curve, salite e discese sempre senza traffico anche in alta stagione, con un paesaggio entusiasmante a fare da contorno.

Quando si arriva invece al livello del mare, è impossibile non rimanere affascinati dagli incredibili colori e dalle baie meravigliose dove la vegetazione giunge fino ad esso.

Le spiagge sono solitamente di sassi che finiscono in un’acqua limpidissima, poi azzurra e quindi sempre più blu man mano che aumenta la profondità: la perfezione per il Mare Nostrum.

Il mare

Se si ha la fortuna di praticare attività subacquee, non è difficile fare immersioni con una stupenda visibilità e temperature di 27 gradi in superficie e 20 sul fondo, come a Saint John’s Wall, dove si trovano resti di anfore e cocci per un antico naufragio. Non si incontra mai però il quantitativo di pesce che ci si attende da questo magnifico mare, per la mancanza di aree marine protette e l’abitudine greca di pescare indiscriminatamente tutto ciò che si trova sott’acqua.

Itaca è per chi vuole navigare attraverso un affascinante arcipelago o per coloro che cercano il Mediterraneo di una volta, senza fronzoli, con attività certamente rivolte al turista, ma senza mai imporsi, senza confusione, con serenità. D’altronde in tempi moderni l’isola è stata frequentata da celebri personaggi in vacanza, come Onassis e Jackie O, Carlo principe di Galles e lady Diana in viaggio di nozze, o la cantante Madonna.

Itaca in moto

Per chi viaggia su due ruote è una tappa estremamente rilassante, tra strade tortuose e piccoli paesi, dove il passaggio di una moto è guardato con curiosità. Il mio viaggio si svolge con una Moto Guzzi 1200 Sport che non fa eccezione, anche in versione ‘traveller’ com’è in questo lungo viaggio in Grecia, durante il quale per il suo peso, unito a quello dei bagagli e dei due passeggeri, si guadagnerà il nome di Dinosauro.

Durante una sosta il ragazzo che mi fa benzina mi guarda e mi dice in inglese: bella la tua moto. La frase inorgoglisce sempre, e la mia risposta è semplice: è una Moto Guzzi, la conosci? Mi guarda ancora e mi dice no, è una marca nuova?

Il Villaggio di Kioni

La strada termina a Kioni, un tradizionale e pittoresco villaggio di pescatori, la cui vista apre il cuore, facendo tornare il visitatore indietro di millenni.

Piccole botteghe artigianali si alternano a case in pietra con cortili pieni di fiori, bar e ristoranti con i tavolini praticamente sull’acqua. Impossibile non godersi un tramonto davanti ad un piatto di feta od una grigliata di pesce, con una bottiglia di vino fresco ad addolcire l’anima.

A proposito dell'autore

Paolo Ponga

Sono area manager di una multinazionale alimentare, ma in realtà viaggiatore "compulsivo" da tutta la vita, senza possibilità di guarigione, da quando ho capito che i viaggi sono la benzina per il motore della mia anima. Alterno viaggi di scoperta o fatti per nutrire la mente ad altri specificatamente pensati per le immersioni, fatte ovunque ci sia abbastanza acqua.

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