Se dopo aver letto il mio post sull’Alentejo vi fosse venuta la curiosità per questa regione e voleste progettare un on the road in questa zona del Portogallo ancora poco conosciuta dal turismo sopratutto italiano, questo post vi potrebbe ispirare.

Come detto nel precedente articolo, la regione dell’Alentejo affascina per la varietà di possibilità e paesaggi: dal mare alla montagna (leggi Costa atlantica e Sierra) attraversando una campagna dai colori intensi, l’ospitalità autentica e le forme sincere.

Un tour in questa regione, non può prescindere dalla scoperta di borghi e città, fra cui la più grande è Evora, paesi dai caratteri forti, accoglienti e ordinate.

8 tappe che mi sento di consigliare per un viaggio in Alentejo

1 – Mértola

Usciti da Faro, abbiamo superato il confine dell’Algarve e ci siamo imbattuti in questo borgo, che ha segnato il mio primo incontro con l’Alentejo.

Mértola è una cittadina bianca, fortificata su una collina che sale ripida dal fiume Guadiana e con un castello molto ben conservato. Questo paese vale una visita, una sosta per passeggiare, mangiare qualcosa, scattare scenografiche foto. Si viene accolti da un piccolo viale alberato le cui cortecce sono state coperte da tessuti colorati in uncinetto e si raggiunge brevemente i piedi del castello, dove ci sono alcuni locali in cui sostare.

La salita al castello, dolce e panoramica, offre scorci armonici sulle valli ed il Guadiana, accompagnati da una dolce brezza, anche in piena estate. Ai suoi piedi, la piazza del comune offre un ultimo saluto a questo paese, da una terrazza in cui scorgere tetti, fiume, muri bianchi, cielo e angoli di campagna dorata.

2 – Serpa

Parcheggiando limitrofa alle mura, accedendo da una delle porte antiche, non immagini ancora quante bellezze possa celare questo paese, fortificato, ma non in salita, se non per un minimo dislivello verso i resti del castello.

Visitare Serpa vuol dire impiegare almeno una mattina, magari rivolgendosi al sito del turismo che fornisce indicazioni sulle cose da vedere, dove mangiare e quali le specialità.

Le strade parallele del centro conducono alla piazza principale, quella del Comune, dove si trovano anche un paio di bar ed un ristorante che ci ha cucinato fra i migliori piatti di carne e pesce assaggiati in Alentejo (Restaurante O Zé).

La parte più sopraelevata rappresenta il borgo più antico, moro e cristiano. Qui si trova l’Igreja de Santa Maria, ciò che rimane dell’antica torre di guardia del castello, la Torre do Relógio e il Museu de Arqueologia. Da quest’ultimo si può accedere sopra le mura, totalmente percorribili alla ricerca dello scorcio migliore fra tetti rossi, muri bianchi e cielo terso.

Serpa è famosa in tutto il Portogallo per un formaggio tipico, realizzato artigianalmente in piccole latterie locali presenti nel centro: il Queijo Serpa, un pecorino a latte crudo fatto con il caglio di cardo che gli conferisce un colore molto acceso.

Serpa Portogallo

Serpa Portogallo Serpa Portogallo

3 – Monsaraz

Non lontano da Evora, Monsaraz è un paese museo, perfetto nelle sue forme e colori.

Adagiato sulla sommità di una valle che costeggia il fiume Guadiana è vicino al confine tra Portogallo e Spagna: raggiungerlo regala fra i paesaggi più toccanti dell’Alentejo.

Il paese, visitabile solo a piedi, inizia dal balcone sulla valle da cui ci si affaccia appena lasciata la macchina e, a perdita d’occhio, si scorge la tavolozza dei colori dell’Alentejo.

Piacevole la passeggiata nel borgo fra negozi e bar, facciate bianche e tetti rossi. Tanta perfezione, fra i sali-scendi acciottolati, forse poco si sposa con l’immagine di un paese animato da gente che vi vive nella quotidianità e non per esercizi turistici. Al di là dell’idea a tal proposito, Monsaraz rimane una tappa imprescindibile a cui non si può rinunciare.

Monsaraz Portogallo

4 – Vila Viçosa

Vale una sosta, di passaggio verso Evora per visitare il palazzo ducale, unico nel suo genere, ed una eventuale notte nella Dimora di Gusto in pieno centro. Il palazzo è visitabile solo con guida ed in orari stabiliti; dentro una serie di stanze molto ben conservate, divennero negli anni anche dimora reale privata.

La Casa Colégio Velho, la dimora dove abbiamo soggiornato, ricorda in chiave borghese, i fasti ed il benessere di alcune famiglie di questa città che si trova fra le valli più floride del Portogallo, ricca di cave di marmo. L’anziana proprietaria ha adibito una parte del palazzo di famiglia ad Hotel boutique, con tanto di piscina nel giardino interno. Gli arredi sono originali: un autentico salto nel passato con stile ed eleganza.

5 – Marvão

Anche Marvão può essere definito un paese museo ma, a mio modesto parere, al contrario di Monsaraz, ha un carattere di maggiore spessore.

A ridosso della Sierra, accanto al confine con la Spagna, Marvão si svela passeggiando tra le sue vie fortificate, fra casette restaurate, locali sui vicoli in cui sostare, giardini pubblici, fontane ed un castello.

La presenza di abitanti stanziali non appare notevole, molte di certo le seconde case; ciò nonostante, in questa cittadina si respira un’aria di autenticità e lasciarla dispiace tanto quanto si è lieti di averla incrociata.

Dopo un pranzo vicino al fiume assaporando i gusti autentici della montagna si può proseguire verso una delle tappe che più mi sono piaciute nella scoperta dell’Alentejo

Marvão Portogallo

6 – Castelo de Vide

Fra le visite più interessanti, questa cittadina possiede un ampio centro storico alla cui apice sorge un castello, con vicinissime case bianche e gialle che formano, vicolo dopo vicolo, una piacevole ragnatela che la gente del luogo anima chiacchierando con la vicina, innaffiando le piante, stendendo i panni alle finestre, dando da mangiare al gatto, mentre i bambini giocano a pallone sfidando la forza di gravità fra le stradine in discesa.

Il mio consiglio è di trascorrere alcune ore passeggiando senza fretta in direzione castello, godendosi la bellezza di queste stradine e la vita che la attraversa per poi raggiungere la meta e ammirare il mirabile paesaggio. Diversi i locali nel centro storico dove mangiare o bere qualcosa.

Castelo de Vide

Per soggiornare molto interessante l’ospitalità del nuovo complesso a 3 km dal paese, immerso nella campagna Monte Das Mariolas, 5 case in completa armonia con la natura e studiate secondo un pensiero architettonico contemporaneo.

Le case sono finemente arredate con elementi di gran gusto e tutte con un’anima differente fra di loro. Molto interessante l’ambiente circostante ed interno alla proprietà: una piscina con filtri naturali è adiacente ad uno stagno con tantissime rane e ninfee.

Assolutamente imperdibile un bagno al tramonto con il simpatico sottofondo delle “reali” padrone di casa, un po’ contrariate della presenza di estranei ma comunque accoglienti.

7 – Evora

Capoluogo di provincia ha tutte le caratteristiche di una città fra le più grandi del Portogallo e turisticamente attraente.

Qui gli unici italiani che abbiamo incrociato oltre a turisti di altre nazionalità a dimostrazione che Evora sia già un polo di attrazione conosciuto e stimato.

Evora

Dopo un pranzo nell’elegante e centrale – limitrofo alla La centrale Praça do Giraldo – Café Alentejo, dove assaporare ottima carne e baccalà innaffiati dall’ottima cantina presente nel ristorante, si può girare per Evora alla ricerca delle sue principali attrazioni tutte centrali raggiungibili a piedi. I resti di un tempio romano di origine augustea, è il punto di arrivo di tutti i turisti per fare un sosta nei limitrofi giardini.

Evora

Imperdibile l’eccentrica sala del Los Ossos del sedicesimo secolo, nel complesso Igreja de São Francisco, voluta da un monaco francescano a monito della vanità della vita.

Accedendovi non si sfugge al monito Nós ossos que aqui estamos pelos vossos esperamos (“Noi ossa che qui stiamo, le vostre aspettiamo”) ed una volta entrati se ne comprende meglio il senso.

Migliaia di scheletri, smembrati sono “l’abbellimento” delle pareti di questa cappella: un ossario a monito di ogni cattolico dalla fede profonda dell’aldilà.

Evora

Interessante la visita a La Sé di Évora, chiesa fortificata di tracciato gotico, è la più grande cattedrale del Portogallo da cui si può accedere, pagando ad un magnifico belvedere su cui dominare la citta e le mura stesse della cattedrale.

Una azienda agricola rilevata da una coppia di olandesi, può essere una ottima possibilità di soggiorno per turisti di passaggio ad Evora Monte da Serralheira.

Lucia, la proprietaria è anche guida abilitata e può essere un’esperienza interessante aderire ad uno dei suoi tour trip. L’azienda ha adibito ad ospitalità alcune case con cucina e giardino autonomo in cui viene servita la colazione.

Oltre l’ampio giardino, curato con attenzione dalla stessa Lucia, una piscina può essere uno spazio adatto per ore di relax.

 

8 – Vila Nova de Milfontes and Zambujeira do Mar

Due ammirevoli paesi sulla costa atlantica, lontani dal cemento dell’Algarve, che si affacciano su ciò che un tempo veniva definito il confine del mondo.

Porto Covo e le sue coste, lunghe spiagge dorate, oceano, coste percorribili attraverso lunghi sentieri curati che conducono a fari fra la vegetazione mediterranea, case bianche, locali per turisti ma non solo, chiese che si affacciano su piazze a picco, ragazzi con la muta ed il surf con sé.

Ho amato trascorrere due giorni in questi paesi, alla scoperta della loro costa vivibile ma allora stesso tempo animata, che può offrire molto fra cui passeggiate a cavallo sulla spiaggia, alla ricerca di un punto di vista differente fra la bellezza di una costa che non finisce di stupire per le sue forme e i suoi colori.

La bellezza di questa parte di Alentejo si apprezza ancor di più se si ha la possibilità di soggiornare in un luogo come Natur Arte, unico nel suo genere. Natura ed arte, come dice il suo nome trovano in queste due strutture un connubio unico nel suo genere ma c’è tanto altro.

Oltre la vicinanza alla costa di Porto Covo, soggiornare in questo rural hotel può dare la possibilità di realizzare camminate a cavallo, trekking, bici o semplice relax in riva alle piscine che si affacciano sulla campagna.

A proposito dell'autore

Barbara Ciccola

Insegnante di professione, turista per passione, fotografa per diletto. Amo sognare e progettare i miei viaggi come un modo per conoscere e scoprire me stessa. Parecchi i viaggi fatti, molti di più quelli ancora da fare e da raccontare.

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