Se esistesse l’isola degli Iperborei citata da Erodoto ed Esiodo e sita in un oceano lontano, questa sarebbe Madeira in Portogallo.

E’ l’isola dalla vegetazione rigogliosa e lusureggiante, subtropicale ed oceanica, non a caso è stata dichiarata Patrimonio Unesco della biosfera per le sue foreste di laurisilva, una pianta sempreverde, tipica anche della Micronesia. Luogo amato per il suo clima mite tutto l’anno.

Nel passato, vi soggiornarono spesso la principessa Sissi, Winston Churchill e la regina del Fado: Amalia Rodriguez.

Qui non si superano i 25-26 gradi ed è sempre battuta da un venticello fresco, ivi fece tappa anche Cristoforo Colombo, durante il suo viaggio per le Americhe. Isola che nel passato fece la sua fortuna con la coltivazione delle banane, delle viti e della canna da zucchero, basata, purtroppo, sullo schiavismo dei neri. Rimane un ricordo di questa coltivazione nell’aperitivo locale; il “poche” a base di un distillato di zucchero di canna, miele e limone.

Madeira è un luogo sia di mare che di monte, infatti, picchi scoscesi si buttano nell’oceano e per chi ama la montagna c’è un’infinita proposta di passeggiate nei boschi lungo le “levadas” , sentieri che costeggiano i canali e che si immergono tra i campi coltivati, le selve e gli strapiombi.

SPIAGGE

Io ho scelto la Madeira oceanica, perché, dopo un’infanzia vissuta nel mare di Forte dei Marmi che sembra una broda per maiali, amo le profondità, il color piombo e l’acqua fresca dell’oceano, dove nulla è mai fermo, ricco di fauna marina e di spuma.

Essendo un’isola vulcanica le spiagge risplendono di sassolini neri e le più belle, a mio parere sono Praia Formosa, nel centro sud dell’isola a circa 6 km dalla capitale Funchal e la spiaggia di Canical nel sud est dell’isola. Entrambe incontaminate e luccicanti di rocce scure basaltiche.

Esiste poi, per chi volesse fare in relax qualche bagno lo stabilimento balneare Frente Mar sul lungomare di Funchal vicino al centro storico, dove per 4 euro, puoi entrare e noleggiare un lettino. Anche qui una piccola spiaggia nera, varie discese al mare e tutte le comodità di uno stabilimento. Io spesso mi fermavo qui dopo qualche escursione per rilassarmi e farmi un bagno di sole e di mare.

FUNCHAL

Ma prima di visitare l’isola bisogna imprescindibilmente passare dalla capitale: Funchal.

Io ci sono arrivata prendendo un volo della TAP con partenza da Bologna facente scalo a Lisbona, per poi arrivare all’aeroporto Cristiano Ronaldo, gloria e vanto dell’isola, essendo nato qui e a cui è dedicato pure un museo!

Non esiste un volo diretto dall’Italia. Una volta arrivata ho noleggiato subito l’auto, indispensabile per chi vuole visitare in piena libertà le meraviglie del territorio. Ci sono gli autobus, ma sono piuttosto lenti.

Il centro della capitale si snoda tutto tra il lungomare e la cattedrale in bello stile Manuelin con interni barocchi, trionfanti d’oro.

Mercado dos Lavradores

Il cuore è il “ Mercado dos Lavradores” che conserva inalterata la sua struttura Art Decò, compresi i preziosi azulejos, con la sua merce esposta in un caleidoscopio di colori, dato dai frutti tropicali, tra cui spiccano le mini banane per cui è famosa l’isola, le maracuja, i tamarilli, i manghi e l’anoma, un frutto che io non avevo mai sentirto nominare che si mangia tagliato a metò con il cucchiaino e che ho poi scoperto crescere anche in alcune limitate zone della Calabria. E’ ottimo.

Ma anche le bancarelle dei fiori tropicali di cui puoi comprare anche i bulbi e i semi e quelle degli oggetti in sughero, dagli zoccoli, alle borse, ai portafogli, fino ai coloratissimi cappellini locali.

Rua de Santa Maria

La via più bella ed antica è, a mio parere, “Rua de Santa Maria”, un viottolo un tempo malfamato, che ora si è trasformato in un susseguirsi di ristoranti con i tavolini all’aperto, cappelle e locali di artigiani. La particolaritò è che ogni porta o portone è stato dipinto da un artista locale. Il che rende la via un museo en plein air.

Qui gli antichi palazzi dei mercanti e le più modeste case dei pescatori hanno trasformato le loro vecchie cantine, che contenevano merce proveniente dai traffici atlantici, in bar e ristoranti.

Jardim Tropical

Alle spalle di Rua de Santa Maria c’è la teleferica che ti porta nella parte alta della città dove è situato il Jardim Tropical. E’ piuttosto costosa (11 euro solo andata e 16  A/R), ma io l’ho presa per vedere il panorama, poi son tornata in taxi. Col senno di poi avrei ben risparmiato utilizzando l’auto.

Il giardino nacque come la residenza del console britannico, poi a fine anni ’80 fu acquistata da Josè Berardo che trasformò villa e relativi giardini in una delle attrazioni imperdibili dell’isola. Qui si cammina per centinaia di metri tra flora tropicale, felci e  fiori di ogni tipo, per giungere ad angoli in cui sono state ricreate scene di genere con la relativa vegetazione: la pagoda cinese, il giardino giapponese, quello all’italiana con il bosso ben rasato in siepi, il lago con i cigni su modello viennese…

Essendo così vasto all’interno ci sono 2 bar e due collezioni: una di minerali e gemme ed un’altra di arte africana contemporanea, molto interessante soprattutto quest’ultima.

 

All’uscita ti attende un’altra delle attrazioni dell’isola: la discesa sulla slitta di vimini. Un tempo queste slitte erano il mezzo più usato per trasportare merci su e giù per le ripide vie di Funchal; oggi portano i turisti che vengono fatti scendere per 2km sulla slitta frenata da 2 conducenti in un costume che assomiglia a quello dei nostri gondolieri, solo che loro son dotati di scarponi di gomma per frenare la slitta.

Io non l’ho fatto perchè 30 euro per scendere 2km e poi risalire a piedi mi è sembrato eccessivo e con un gran sentore di “trappola per turisti”.

L’Orto Botanico

Un altro giardino stupendo da visitare (e qui son giunta in auto) situato sempre a nord est di Funchal, é l’Orto Botanico. La parte più interessante è quella della flora endemica già così varia e ricca, ma c’è anche la zona delle piante officinali, quella delle piante grasse con immensi cactus, il giardino all’inglese con i roseti e quello all’italiana con i cipressi potati in strane forme geometriche.

Qui vivono anche i famosi pappagalli di Madeira, quelli che si vedono su tutte le cartoline. E così, tra un fico d’india e un cespuglio di fucsia si trascorrono 2 ore molto piacevoli.

CANICAL

Una visita vale sicuramente la cittadina di Canical a sud est dell’isola sia, per come dicevo prima, qualche ora di sole e bagni nella fantastica spiaggia nera, sia per visitare il “ Museu do baleia”; un moderno museo tutto interamente dedicato alla vita di questi cetacei ed alla loro caccia di cui un tempo gli abitanti di Canical erano esperti.

E’ uno spazio museale interattivo, multimediale, gran parte del tempo lo trascorri con gli occhiali per vedere in 3D i filmati sulla vita e la biologia di questi animali o per fingere di immergerti nell’oceano in  loro compagnia. Hanno saputo unire la parte ludica con quella scientifica e divulgativa in modo molto riuscito.

E’ un museo adatto anche ai bambini di cui sentivo le esclamazioni di sorpresa ed entusiasmo. E’ dotato anche di un bel bookshop con gioielli e manufatti in osso di balena. All’uscita poi c’ è un simpatico, minuscolo bar proprio sopra il mare, dove una granita o una birra costano 1 euro.

Sulla via del ritorno mi son fermata, appena nell’entroterra, a Camacha per visitare la famosa fabbrica del vimini , nella quale esperti artigiani, con questo materiale povero, forgiano ancor oggi oggetti di ogni tipo: slitte, ceste e cestini, animali, divani e poltrone… Giusto una visita di mezz’ora.

SANTANA

Un must per chi visita l’isola: la zona dove sorgono le famose case con i tetti in paglia talmente acuti che quasi raggiungono il suolo.

In realtà si tratta di un parco tematico nel nord est dell’isola, dove tutto è ricostruito, anche questo molto adatto ai bambini, perché dotato di trenino, laghetto con carpe koi e papere, cinema in 3d e svariate casette ricostruite. Niente di che, ma tutto sommato è risultato piacevole trascorrervi un po’ di tempo.

IL MADEIRA

E’ il prodotto più famoso dell’isola. Fu coltivato fin dal 1600 con viti di malvasia e di verdelho a cui si aggiungeva zucchero di canna. E’ un vino liquoroso che qui vien bevuto anche come aperitivo, ma, a mio parere, è più adatto ad un fine pasto. Ne esistono di 4 varietà: il dry, il medium dry, il medium sweet e lo sweet. Io queste cose le ho imparate visitando la cantina D’Oliveiras dove l’ho degustato in un wine testing gratuito.

La cantina si trova in rua De Ferreires, a 2 passi dalla cattedrale di Funchal e qui viene prodotto fin dal 1619. L’ambiente è molto suggestivo, con immense botti antiche e bottiglie di inestimabile valore che risalgono al passato.

In quest’isola si respira un ritmo di vita lento, da gustare, con una sua saudage della partenza e del ritorno, con alberi di  ibiscus immensi ad ombreggiare piazzette dove a sera si canta il Fado. Come scrisse qualcuno “ Queste sono le isole: una piccola parte di mondo a sè ed anche un luogo profondamente legato al resto del mondo”

A proposito dell'autore

Francesca Manfredi

Nata a Reggio Emilia, città un cui vivo e lavoro. Giro qua e là perché sono curiosa o perché mi annoio. Quando non lavoro, viaggio o mi annoio, sto con i miei 5 cani e una gatta nera.

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