Manca ancora un mesetto all’Immacolata, la prima festività che segnerà l’entrata nel periodo natalizio.

Non mi sembra però troppo presto per iniziare a segnare sul calendario le date di tre eventi che caratterizzano quel giorno, il periodo circostante e le tradizioni del centro Italia.

Tutte e tre le manifestazioni sono incentrate sull’idea della luce, e ambientate in borghi che con la loro cornice di storia e arte aggiungono incanto agli spettacoli: dal castello di Candelara, con la torre dell’orologio settecentesco, al palazzo ducale di Atri, fino alla Chiesa di San Francesco di Agnone, solo per citarne alcuni.

Candele a Candelara

Iniziamo da Candele a Candelara, che si tiene appunto a Candelara, frazione medievale del comune di Pesaro, nelle Marche, e che quest’anno si svolgerà dal 23 novembre al 15 dicembre.

Cuore dell’evento è il mercatino natalizio, che si differenzia dai tanti che iniziano in questo periodo perché ogni pomeriggio per mezz’ora la zona è rischiarata solo dalla luce di tantissime candele, dando vita, come potrete immaginare, ad un’ambientazione unica e incantevole.

Inoltre saranno molte le iniziative che faranno da corollario, tra le quali spettacoli di artisti di strada e zampognari, mercatini di artigianato locale, e un laboratorio per bambini per imparare la preparazione delle candele in cera d’api.

Candelara, Marche

La notte dei Faugni

In Abruzzo, invece, e precisamente ad Atri, nella provincia di Teramo, la notte tra il 7 e l’8 dicembre è rischiarata da La Notte dei Faugni. Questi ultimi sono fasci di canne portati in processione all’alba, dopo essere stati accesi da un falò benedetto in Piazza Duomo.

Quello che un tempo era un rito della vita contadina in onore del dio fauno, dio della natura, è stato poi congiunto nel tempo alla Festa dell’Immacolata.

Così l’alba dell’8 dicembre vede un corteo di moltissime persone, ormai trepidanti dopo l’attesa della nottata, percorrere le strade della cittadina con il proprio fascio fiammeggiante.

La processione termina infine di nuovo in Piazza Duomo, dove i resti dei faugni vengono gettati nel falò.

La notte dei Faugni

La Ndocciata

Infine, non si può certo dimenticare quello che credo sia il più famoso dei tre, e che probabilmente avrete sentito almeno nominare: la ‘Ndocciata di Agnone, in Molise, che si ripete ogni anno l’8 e il 24 dicembre.

Anche qui la tradizione vede le sue radici negli antichi riti pagani, in questo caso quelli legati al solstizio d’inverno e al dio sole, inglobati poi dal cristianesimo e divenuti riferimento appunto alla Luce del Mondo, al Dio cristiano.

Le ‘ndocce sono infatti grandi e affascinanti torce, realizzate con strisce di legno di abete bianco legate tra loro in spessi fasci, che vengono accese e portate a spalla tra le vie del paese dai cosiddetti “portatori” delle varie contrade.

Uno spettacolo, anche in questo caso, affascinante ed imponente.

Ndocciata in molise

A proposito dell'autore

Giulia Magni

Amo il cibo in tutte le sue sfaccettature: dalla cucina alla tavola (sia di piatti tramandati nella mia famiglia sia di abbinamenti nuovi e tipici di un luogo), fino allo studio del cibo come aspetto culturale del Belpaese. Nel mio blog mi diletto a parlare di tutto ciò e anche delle tradizioni e delle festività delle regioni italiane.

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