Sono molti i viaggi che ho fatto, ma sono pochi quelli in cui ci ho lasciato dei pezzetti di cuore – e scusate il romanticismo che non mi si addice, ma ogni tanto salta fuori – .

Un pezzetto l’ho lasciato in Canada, un pezzetto l’ho lasciato a Cuba. Per festeggiare i 500 anni dell’Avana, siamo stati inviati al compleanno della città per le celebrazioni, in collaborazione con l’ente del Turismo Cubano.

Hotel Nacional

Devo dire che tornare a L’Avana dopo 12 anni dalla prima volta è stata una botta vita. C’è chi non c’era mai stato e ne è rimasto piacevolmente colpito, chi ha invece ribaltato la sua opinione – da negativa a positiva -. Per me è stata un’ulteriore conferma: da città bellissima a città meravigliosa e unica nel suo genere.

E se vi state chiedendo cosa fare e vedere a L’Avana, allora vi lascio qui la mia esperienza di sei giorni nella capitale Cubana.

Le celebrazioni per i 500 anni dell’Avana

Il 16 novembre 2019 l’Avana ha compiuto 500 anni dalla sua fondazione. La celebrazione è stata una calamita per i turisti. La zona del Campidoglio è stata transennata e chiusa al pubblico. All’inizio sembrava dovessimo andarci pure noi, invece lo spazio è stato riservato alle sole autorità, le quali hanno potuto assistere allo spettacolo pirotecnico. Noi invece siamo stati ospiti del Tropicana, uno dei locali di Cabaret più famosi di tutta Cuba.

La sera precedente invece abbiamo potuto assistere ai fuochi dall’Hotel Nacional. Siamo poi scesi in strada lungo il Malecón, chiuso per l’occasione, dove erano stati allestiti banchetti e bancarelle, più un palco per la musica della serata.

1. Una passeggiata sul Malecón.

Se chiedete a un Cubano dell’Avana che vive all’estero cosa gli manchi più di tutto della sua città, nove su dieci vi risponderanno il Malecón. L’unica cosa che non ho trovato sono stati i suonatori di tromba che avevo incontrato 12 anni fa. Ma per il resto, il Malecón conserva ancora il suo fascino inalterato. 9 chilometri di lungomare fiancheggiato da una lunghissima strada, ininterrottamente popolata dalle classiche auto storiche e colorate. La gente cammina lungo il Malecón mentre le onde si infrangono sulla sua riva bagnando adulti e bambini, con quest’ultimi che si divertono a farsi travolgere. Il suo fascino è ancora più unico al tramonto.

2. Un giro con le auto storiche

Una delle cose più affascinanti da fare in città è quella di fare un giro a bordo delle auto storiche. Avete due opzioni: quella più turistica, ossia salire a bordo di una di quelle decappottabili, con prezzi più elevati, dove per un’oretta circa vi scorrazzano in lungo e in largo per l’Avana. Altrimenti potete salire a bordo di quelle che vedete gironzolare per la città. Normalmente queste auto sono tutte convertite in taxi colectivos. Al prezzo di 1 CUC – vi spiegherò in un altro post il discorso moneta – vi portano da un punto all’altro, condividendo il taxi con altri passeggeri.

Vi raccomando di coprirvi le vie respiratorie perchè le auto non hanno aria condizionata e girano coi finestrini abbassati. I motori sono tutti diesel e quello che sputano dalle loro marmitte è decisamente poco salutare.

Resta comunque una bella esperienza perchè salire a bordo di una vecchia Chevrolet, una Buick o anche di una vecchia 127 o 128 – si, ci sono anche quelle – non è roba da tutti i giorni.

3. Una via artistica: Callejon de Hamel

Situata in una delle zone più più povere ma autentiche di L’Avana, il Callejon de Hamel è una delle vie più pittoresche della città. Si tratta di una via, annunciata dalla propria insegna, molto colorata dove il pittore Salvador Gonzalez Escalona iniziò a dipingere un murales. Da qui vennero poi portate alcune opere d’arte e la via venne poi rivitalizzata con altri dipinti. Si trova nel rione di Cayo Hueso ed è un quartiere molto povero. La via prende il nome dal contrabbandiere Hamel, che aprì una fonderia e mise a disposizione degli operai degli alloggi dignitosi.

Ad oggi, el Callejon de Hamel è molto legato alla tradizione afrocubana e alla sua musica e non è raro assistere ad alcuni spettacoli. Qui potete anche gustare il Negron, una dolcissima variante del Mojito. Il Negron si fa con miele rum ghiaccio e basilico.

Negron

4. Fusterlandia

Situata nel quartiere di Jaimanitas, anche questa zona di l’Avana è particolarmente famosa perchè dedicata all’arte. L’artista spagnolo Fuster riqualificò il quartiere dopo aver scoperto le opere di Gaudì e Brancusi. All’inizio venne considerato un folle perchè secondo molti non era possibile utilizzare pezzi di piastrelle e parti di mosaico per rivitalizzare un quartiere. Inutile dire chi ha avuto ragione poi. Ad ogni modo il quartiere comprende circa 80 edifici colorati a cielo aperto. Uno in particolare vi consiglio di visitare: la casa di Fuster, aperto tutti i giorni.

5. L’avana Centro: le strade più autentiche della città

Strade dissestate piene di buche, case decadenti dagli intonaci scrostati, vecchie auto parcheggiate, murales sui muri, cabine del telefono, gente che gioca a domino, bambini che giocano a calcio in strada. Tutta questa è l’Avana centro, quella parte di città che si incontra a pochi passi dal Malecón e prima di arrivare al centro, compresa tra Vedado e L’Avana Vieja. E’ la parte più bella e più autentica di tutta la città. E quella che più mi è piaciuta. Ti aspetteresti di trovare zone quanto meno decenti, invece no. Sono zone povere, in cui la gente conserva i sorrisi migliori per i visitatori.

I cubani sono gente allegra e sorridente. Lo si nota dalla musica, che riempie costantemente parte della loro vita. Ma anche dai colori trasandati delle case. E girare per le strade dissestate dell’Avana è bello perchè, nonostante tutto, anche si di materiale hanno poco o nulla, l’autenticità è di casa. Non abbiate paura, ho girato per queste vie di giorno e di notte, da solo e in compagnia. Non ho mai avuto la sensazione di pericolo.

6. L’Avana Vieja e le quattro piazze

Tirata a lucido per i suoi 500 anni, l‘Avana Vieja è il bellissimo cuore della città. Nonostante la parte vecchia sia stata ristrutturata, come uscite dalle vie e dalle piazze principali, ritroverete la vera essenza dell’Avana: strade vecchie e case decadenti. La povertà a pochi passi dal centro, la vita vera nel cuore storico della città. L’Avana Vieja si caratterizza per avere quattro piazze tutte visitabili in serie.

Plaza de la Catedral

Si parte da Plaza de la Catedral, dove sorge la Cattedrale in stile barocco costruita nel XVIII secolo. Proseguite poi verso Plaza de Armas, la più antica tra le quattro piazze, costruita nel 1520 e nota all’inizio come Plaza de la Iglesias. Al suo centro sorge la statua di Manuel Cespedes, colui che iniziò il cammino verso l’indipendenza Cubana.

Plaza de Armas

La terza piazza che incontrate è Plaza de San Francisco de Asis, nota per essere la Piazza commerciale più importante di l’Avana in passato. Questo perchè essendo vicino al porto, le attività commerciali si svilupparono a pochi passi dalle navi in arrivo.

Plaza Vieja

Ed infine, Plaza Vieja, forse la più bella tra le quattro. Dapprima utilizzata esercitazioni militari, poi come piazza commerciale, oggi è sede di bar, caffè e birrerie. E’ la piazza più colorata tra le quattro.

Plaza de San Francisco de Asis

7. Plaza de la Revolucion

I volti di Ernesto “Che” Guevara e Camilo Cienfuegos vigilano sulla Piazza più importante di tutta la città. Il valore storico della Piazza è innegabile: è da qui che molti atti rivoluzionari della Revolución Cubana presero forma. La piazza, di circa 72000 metri quadrati, è diventata un po’ troppo turistica per la presenza di auto storiche. Ma è allo stesso tempo sede del monumento in onore a Josè Martì, dietro al quale si trovano gli uffici governativi e altri edifici sede del Governo Cubano, come il ministero degli Interni e il Comitato centrale del Partito Comunista.

8. Palacio de la Artesania e Museo del Ron

Non potevamo saltarli, visto che sono l’essenza dell’alma cubana. Entrambi sono situati a pochi passi da l’Avana Vieja. Partiamo dal Palacio de la Artesania. Come contorno ci sono una serie di tiendas che vendono manufatti e oggetti d’artigianato. La cosa più bella però è al piano terra, nel cortile principale. Ci viene spiegata la tradizione cubana del sigaro e del Rum. Ci viene offerto un habano, una tazza di caffè e un bicchiere di ron. Il Rum che ci viene versato, l’Especial, è il più buono da bere da solo – gli altri di solito vengono accompagnati da altre bevande.

Non c’è un orario per bere un rum – per intenderci non è come lo spritz che fa da aperitivo- ma si può bere a qualsiasi ora del giorno. All’apertura della bottiglia, il rito vuole le prime gocce di rum vadano versate per terra. Queste sono per i Santi, per far sì che possano disfrutar anche loro della bontà del ron. Poi si versa nel bicchiere.

Anche per quel che riguarda il sigaro c’è un rito. Innanzitutto non si accende con un accendino, ma si da fuoco ad una foglia secca e si accende. L’habano è diviso in tre terzi.El primero para conocerlo, el segundo para disfrutarlo, el tercero para dejarlo morir“- Il primo per conoscerlo, il secondo per goderlo, il terzo per lasciarlo morire. Non si fuma oltre l’anello perchè c’è la nicotina, e non si spegne perchè il sigaro è come una donna e spegnerlo significa trattarlo male. Se si volesse smettere di fumarlo, si taglia con la ghigliottina.

Museo de la artesania

Terminato l’assaggio di rum e sigaro, ci rechiamo al Museo del Ron. Lungo la visita ci viene spiegato tutto il processo della produzione del rum: dalla canna da zucchero, ai vari processi di fermentazione, fino a diventare melassa. Qui subisce ulteriore processo di distillatura, dal quale se ne ricaverà poi una base composta dal distillato, acqua e aguardiente. La base verrà messa in botti di rovere bianco, già utilizzata in precedenza per fare whisky e bourbon. Sarà uno dei quattro Mastri a giudicare la qualità del ron e se è invecchiato al punto giusto.

A titolo informativo: quando vedete Havana 7, vuol dire che la base è invecchiata di 7 anni ed indica la parte più giovane della base.

9. I lasciti di Hemingway

Ernest Hemingway non è mai stato un personaggio che ho amato particolarmente. Però se siete a Cuba, e in particolare a L’Avana, quello che ha lasciato non lo potete perdere. Tre sono le cose in particolare a cui è strettamente cllegato. Hemingway era solito dire : “Mí mojito en la Bodeguita, mí Daiquiri en la Floridita“. Lo scrittore era solito recarsi in questi due locali per bere il mojito alla Bodeguita del Medio, mentre al locale Florida, conosciuto come el Floridita, beveva il Daiquiri.

Il Mojito nacque a l’Avana perchè si voleva identificare un cocktail con la città. Nacque proprio alla Bodeguita del Medio e spesso si identifica col famoso scrittore americano perchè era solito berne spesso ed in numero elevato – Hemingway soffriva di dipendenza all’alcool.

Il Daiquiri invece proviene dalle miniere di Santiago de Cuba, e la sua versione originale è quella di un mojito senza la hierba buena – che non è la menta – ma va frullato. Fu al Floridita, e grazie anche a Hemingway, che divenne popolare, e che lo preferiva con Rum doppio e senza zucchero.

Hemingway che aveva anche acquistato una casa a l’Avana e che oggi è un museo. Si chiama Casa Finca Vigía e si trova a San Francisco de Paula. Dapprima la affittò, poi la comprò nel 1940. Dopo il suo suicidio la moglie decise di mantenerla invariata. Ad oggi è visitabile senza poterci entrare. La moglie ha deciso di mantenere tutto invariato ed infatti si può ancora notare il suo letto, la macchina da scrivere e i suoi trofei caccia, di cui era appassionato. La casa è comunque una vasta mansione con il cimitero dei suoi quattro cani e una piscina in cui Hemingway praticava il nuoto.

10. Una serata al Tropicana

Il cambio di programma dell’ultimo momento ha fatto sì che celebrassimo i 500 anni dell’Avana al Tropicana. El Tropicana è uno dei maggiori locali di Cabaret di tutta Cuba e di tutto il mondo. Costruito nel 1939, è salito subito alla ribalta per la bellezza dei suoi spettacoli ma anche dei suoi ballerini e delle sue ballerine. In passato, quando negli Stati Uniti vigeva il protezionismo e la mafia americana si era trasferita a Cuba per produrre alcoolici, anche alcuni boss mafiosi si sedevano in prima fila ad ammirare le bellezze locali e gli spettacoli.

La struttura principale del Tropicana è a cielo aperto. In caso di pioggia vi è una sala dove si svolge lo spettacolo con i tavoli per gli ospiti. Devo dire che, nonostante non si un amante di ballo e cabarat, lo spettacolo è stato davvero bello ed incredibile sotto tutti i punti di vista. Vi capitasse l’occasione di andarci, anche se non è la vostra priorità, vi consiglio caldamente di farci un salto. Non ve ne pentirete.

Dove dormire a l’Avana

Se volete dormire in pieno stile cubano, allora vi consiglio di alloggiare in una casa particular. Sono case private che i cubani affittano ai turisti, sotto autorizzazione governativa. Se all’esterno potete imbattervi in abitazioni per lo più decadenti, all’interno sono ben tenute e accoglienti. Ho avuto occasione di entrare in una di queste. Per 30€ giornalieri, avete una casa tutta per voi. E secondo me è la cosa migliore per stare a Cuba. Se cercate qualche casa particular, vi suggerisco Cubacasas.net.

Bevande a base di Rum e i sigari.

Il sigaro, conosciuto come Habano, è quasi un must per i cubani. Se siete anche voi curiosi di provarne uno o avete degli amici che vi chiederanno di portar loro un sigaro, le tre marche migliori sono Cohiba, Montecristo e Romeo e Julieta. Sono i più costosi ma quelli di qualità migliori, anche perchè sono i più facili da conservare.

A Cuba è anche d’obbligo assaggiare il mojito. E’ un mojito meno forte di quello che fanno nei nostri bar (in Italia lo riempiono di Rum). Il mojito Cubano si fa con ghiaccio, Ron 3 años, hierba buena (menta selvatica e non la menta normale), zucchero bianco, lime, soda. Noterete che è molto più dolce e più bevibile di quella italiana, ma la quantità servita è minore.

Vi suggerisco anche di bere il Negron che fanno nel Callejon de Hamel. Non ha nulla a che vedere col nostro Negroni. Si fa con ghiaccio, soda, miele, Ron e Basilico. Devo dire che come gusto l’ho trovato più buono del mojito. Ma sono gusti personali.

Detto tutto ciò, spero che queste mie 10 cose da fare a Cuba vi possano essere utili.

A proposito dell'autore

Luca Pery

Sono Veneto e sono cresciuto in quel di Caorle, un perla che si affaccia sull'Adriatico. Amo viaggiare con i miei inseparabili compagni di viaggio: la mia compagna e i nostri due figli. Mi organizzo e vivo i miei viaggi per poi raccontarli. Tornare a casa mi rende triste, ma per buttare via la tristezza mi preparo subito per organizzare il prossimo viaggio verso una nuova destinazione.

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