Ci sono alcuni posti al mondo che da sempre, da quando eravamo bambini, rappresentano un sogno. L’Himalaya per chi ama la montagna, le Maldive per chi ama il mare. New York per i grattacieli infiniti, il Sahara per l’immensità del nulla.

Mauritius per l’amore. Sì, è esattamente questo l’immaginario collettivo che esiste per questa meravigliosa isola: mare, spiagge, fiori, relax e tanto amore. Non per niente è una delle mete più gettonate per un viaggio di nozze.

Dopo essere tornato da una vacanza in questo luogo così desiderato, voglio allora tentare di stilare una personale classifica delle dieci cose di Mauritius che non si possono perdere

1 – Le facce che vedi

Non parlo di quelle mauriziane, ma di quelle italiane quando stai per partire o sei appena tornato, soprattutto se la data di partenza è nel nostro inverno. Cerchi di farti gli affari tuoi, di usare un basso profilo, ma è impossibile: “Dove vai? Dove andate per Capodanno? Diccelo, su, non fare il timido!” Quando rispondi, il sorriso del tuo interlocutore scompare in 3 decimi di secondo, sostituito da uno sguardo da tempesta in Oceano Atlantico, mascherato da un sorriso da squalo. In aeroporto mi bloccano il bagaglio a mano: l’attrezzatura fotosub risulta strana al metal detector. “Guardi, è la custodia subacquea.” Sorriso. “Dove va?” “A Mauritius.” “Se ne vadaaaa” con la voce gutturale come la moglie di Andrea Pucci. Al ritorno stessa storia per l’abbronzatura.

Un consiglio: mentite, avete fatto le lampade.

2 – L’esperienza del ciclone (ma anche no)

Hai la conferma di avere parlato troppo prima della partenza quando, giunto sull’isola, ti avvisano che sta arrivando un ciclone classe 3. In più la macchina fotosub si è pure rotta.

Un unico consiglio: dura due giorni, e sono abituati. State sereni, guardate il bellissimo sito meteorologico mauriziano, comprate da bere e da mangiare e chiudetevi in camera. È l’isola dell’amore, no? Qualcosa vi inventerete per passare il tempo.

Dopo il ciclone potrete osservare come tutto il mondo è paese: uno svuota la barca dall’acqua, in sei commentano il cantiere.

3 – Il mare e le spiagge

Passato il ciclone, dovreste trovare (se siete stati zitti prima di partire) delle giornate di sole. Col bel tempo le spiagge sono stratosferiche, non semplicemente belle, il mare di 10 sfumature di colore che partono dal rosa. Magnifico, davvero da viaggio di nozze. Quando da noi è inverno, lì è estate, con 33 gradi che sopporti benissimo grazie alla brezza costante del mare. In tre parole, Stai Da Dio.

spiagge a mauritius

4 – La caccia al Dodo

Durante una vacanza in Grecia, mentre stavo visitando la città vecchia di Rodi, mi si avvicina una famiglia italiana e la moglie, disperata, mi chiede: “Mi scusi, ma è tutto il giorno che lo stiamo cercando! Ma porca miseria, ma dov’è il Colosso di Rodi?” In una frazione di secondo nella mia mente passarono le opzioni a) Candid Camera – cerca le telecamere b) neurodeliri c) semplice presa per i fondelli. Poi guardai marito e figlio che non ce la facevano più e capii che non stava scherzando, così educatamente risposi: “Ehm, signora guardi che è in ritardo di 2200 anni (e i resti portati via dagli arabi nel 653)”. Mi fissò incredula ed arrabbiatissima, andando via senza salutare.

Ora, lo dico a quei turisti italiani che me l’hanno chiesto a Mauritius, il Dodo se lo sono mangiato! Olandesi e francesi trovarono questo innocuo enorme pollo probabilmente buonissimo (in senso alimentare), sopravvissuto fino ad allora perché senza nemici naturali (prima dell’arrivo dell’uomo).

dodo a Mauritius

5 – I relitti del nord

Se siete subacquei, non potete perdervi le immersioni nella parte nord ovest dell’isola, quella più rinomata per questa attività sportiva. Se il mare lo consente, è possibile uscire in fuori dal reef dirigendosi verso le piccole isole situate a nord alla caccia (fotografica, s’intende) di squali, delfini e balene.

Altrimenti fatevi portare sui relitti di due pescherecci d’alto mare affondati a bassa profondità: lo Stella Maru a Trou aux Biches, ed il Djabeda a Coin du Mire, colonizzati da splendidi alcionari e strapieni di pesce. Molto emozionante.

Stella Maru a mauritius

6 – I Sir Seewoosagur Ramgoolam Botanical Gardens

Nell’interno, in una località chiamata Pamplemousses (dagli alberi simili ai pompelmi importati dagli olandesi), si trova uno dei Giardini botanici più belli del mondo. Dedicati ora a colui che fu il primo premier mauriziano, furono ideati nel settecento dal governatore Mahé de Labourdonnais, e permettono di dedicare due ore della propria vita al luogo che più deve assomigliare al paradiso terrestre. Ninfee giganti, laghi pieni di lotus bianchi o rosa, palme di ogni specie, baobab, un numero enorme di fiori ed uccelli tropicali in un’atmosfera da sogno. Molto rilassante.

7 – L’Aventure du Sucre

Non lontano dai giardini botanici, si trova l’ex zuccherificio Beau Plan, attivo dal 1797 al 1999, ed ora trasformato in un meraviglioso museo dedicato alla storia di Mauritius, alla coltivazione della canna da zucchero, alla sua trasformazione in cristalli di zucchero (15 tipi diversi, di cui due solo mauriziani) ed in rum.

Fantastico per i bambini, è affascinante anche per gli adulti e termina con una degustazione gratuita di zucchero e di rum (spettacolare, attenzione se dovete guidare). Molto istruttivo (e un po’ alcoolico).

8 – La gente

I mauriziani sono veramente speciali. In realtà sono un incrocio di razze, culture e religioni diverse che convivono armoniosamente. Puoi trovare chiese cristiane, moschee e templi hindu o tamil uno accanto all’altro; loro d’altronde sono un mix fra qualche bianco, neri africani arrivati anticamente come schiavi per le piantagioni, indiani e cinesi. Parlano un dialetto creolo incomprensibile e un francese ed inglese altrettanto incomprensibili.

Però te lo dicono con gentilezza, e, abituati ai turisti, ripetono la frase senza problemi (che continui a non capire). Non hai la sensazione di essere su di un’isola africana, ma in un paese inesistente fra i Caraibi, l’Africa e l’India.

spiagge a mauritius

9 – L’altopiano ed il sud

Se hai una macchina a noleggio, oppure se sei disposto ad affidarti agli innumerevoli tour operators locali, la visita dell’altopiano ricco di foreste, cascate, rumerie e piantagioni, e del selvaggio sud con le sue fantastiche spiagge, vale sicuramente la pena. A meno che il ciclone maledetto non abbia cambiato la direzione dei venti, creando un’area depressionaria sul centro sud dell’isola che ti impedisce di visitarlo senza prendere fiumi di pioggia. Però significherebbe essere davvero sfortunati, perché un tempo così sarebbe veramente anomalo. Quindi, ritornate ai punti 1 e 2 e sappiate che non posso raccontare del sud mauriziano.

alberi a mauritius

10 – Sizzling e rum alla vaniglia

Come si mangia a Mauritius? Non stiamo parlando dei resort, ovviamente, ma del cibo che puoi mangiare in giro. Ho scritto le due ultime parole perché dove ci sono le spiagge pubbliche, ci sono immancabilmente i camioncini che in Italia sarebbero quelli dei “paninari”, mentre a Mauritius fanno di tutto, dai fritti al pesce alla griglia, al riso, agli involtini eccetera.

Nei ristoranti si mangia solitamente molto bene e si spende poco, anche in quelli più raffinati: circa 6/10€ per il pranzo e 17/20€ per la cena, con un menù che spazia dall’occidentale, al cinese all’indiano e si fonde nei piatti creoli mauriziani.

Due cose non potete perdere: il sizzling, “sfrigolante” una pentola di ghisa appoggiata su di un tagliere di legno che contiene verdure come carote, bamboo, funghi, spinaci d’acqua, cipolle, pomodorini, salse, e pesce oppure calamari, gamberi, maiale, pollo o manzo. Caldissimo, tanto da sfrigolare sulla tavola e che va accompagnato a riso bianco o fried rice con verdure, e ad un discreto vino bianco sudafricano.

Il secondo è il rum alla vaniglia, semplicemente eccezionale: non potrete fare a meno di portarvelo a casa, per ricordare le gustose cene mauriziane e le dolci notti d’amore.

A proposito dell'autore

Paolo Ponga

Sono area manager di una multinazionale alimentare, ma in realtà viaggiatore "compulsivo" da tutta la vita, senza possibilità di guarigione, da quando ho capito che i viaggi sono la benzina per il motore della mia anima. Alterno viaggi di scoperta o fatti per nutrire la mente ad altri specificatamente pensati per le immersioni, fatte ovunque ci sia abbastanza acqua.

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