Il Museo del Santuarios Andinos, quello della famosa Juanita1, CHIUSO, il Museo de la Catedral, CHIUSO – ma è orario di apertura!? – el museo està cerrado! – perché? – dalla risposta veloce di quello che sembra un usciere capisco solo Presidente e Jueves Santo, ah già, è la settimana di Pasqua, il presidente, quale presidente? Ultimo tentativo il Monasterio de Santa Catalina, APERTO, ma solo questa mattina, biglietto e dentro di corsa.

ragazza a Arequipa

Il Monasterio de Santa Catalina

Se l’esterno del monastero è un lungo muro bianco l’interno è un labirinto di colori. Il cortiletto d’ingresso ha pareti rosso mattone come rosse sono le giacche delle guide e il nastro sul cappellino di paglia, oltre l’arco con la scritta Silencio il primo chiostro è scandito da pilastri rossi e archi bianchi, quello dopo ha ruvidi pilastri di sillar, la pietra vulcanica bianca con cui è costruita Arequipa, e adesso? Un’occhiata alla mappa del convento, in fondo a un corridoio un vaso di felci scure ai piedi di una croce di ferro inchiodata a una parete azzurro surreale e poi l’esplosione blu del terzo chiostro, l’architettura è rustica, è il colore che fa tutto, pilastri e pareti blu, archi bianchi, il verde cupo di tre alberelli d’arancio e le gocce rosse dei gerani sotto la luce vivida del mezzogiorno, e poi?

Monasterio de Santa Catalina

Poi mi sono perso in cortiletti blu cobalto di pochi metri quadri, cucine di pietra antica e arcate nere di fuliggine, vicoli di un bianco abbagliante, buganvillee di un viola esuberante, un dedalo di pareti rosso cupo, celle di clausura con letto inginocchiatoio edicola devozionale grata alla finestra pentole candele, ho perso il conto e persa anche la mappa.

Sosta alla cafeteria, fa caldo – un picaflor! – esclama un signore al tavolo di fianco sotto l’ombrellone, un colibrì ronza a scatti attorno alle rigogliose fucsie poi di colpo sparisce come per magia. In fondo, da qualche parte, il lavatoio delle monache, una canaletta d’acqua che scorre tra una ventina di ciotoloni di terracotta, una rampa di scale, una terrazza e finalmente aria di libertà, lo sguardo vaga dal cono spettacolare del Misti alle cime innevate dell’altro vulcano, il Chachani, con questo cielo e questo panorama deve essere proprio dura la clausura.

Ovvio, c’è anche la chiesa, c’è un museo, ci sono statue, dipinti, un prezioso ostensorio d’oro, ma il problema per un italiano è che fai il confronto con l’arte di casa e non ti emozioni più di tanto.

Arequipa

Il centro storico di Arequipa

A zonzo per il centro storico, Arequipa, la Ciudad Blanca, sito UNESCO, muri bianchi e strade in pietra nera, inferriate alle finestre del pianterreno, balconi in ferro battuto, un appariscente portale barocco, è la Casa del Moral, una facciata ancora più barocca, la Iglesia de la Compañía, assomiglia alle chiese di Lecce ma le decorazioni sono molto più pesanti, gente per strada, folla verso Plaza de Armas, cosa succede? C’è la Via Crucis! Ma avevo letto che si teneva il giovedì prima delle Palme!? Mistero.

Giovedì Santo ad Arequipa

Legionari romani con la faccia da indio fieri nella loro divisa, un centurione a cavallo, un cavallo vero, due teschi tatuati sul braccio del soldato che regge un gagliardetto rosso con la sigla in oro “Leg Fret X”2, sotto il palco Barabba incatenato, arriva Ponzio Pilato con la lorica argentata, la moglie è tutta in ghingheri, mi sono perso il Getsemani, due energumeni spingono Cristo con la faccia sanguinante, Caifa e i farisei lo guardano di sbieco  con occhi truci, le pie donne hanno facce piangenti, la Madonna come al solito è la più carina, portano Cristo nel palazzo municipale per la flagellazione, pausa.

Giovedì Santo ad Arequipa
Giovedì Santo ad Arequipa

Bambini che si intrufolano per arrivare in prima fila, donne con lo sguardo attento, uomini col bebè in spalla, turisti col cellulare in mano, tra la folla si aggira il Diavolo con le corna da caprone, Cristo è adesso tutto sanguinante, han fatto salire sul palco Barabba, i farisei sobillano la gente, sono tutti microfonati, Pilato si lava platealmente le mani e Cristo viene portato nell’angolo della piazza di fianco alla cattedrale dove ci sono già i due ladroni poi, mentre alzano la croce di Gesù Cristo, uno stronzo della Seguridad si piazza davanti a fare foto col suo cellulare fregandosene degli insulti della gente, sui gradini della cattedrale c’è la Morte con la falce in mano, dopo la deposizione foto e selfie ai piedi delle tre croci. Molto teatrale, con i legionari più romani di quelli del Colosseo anche se con le facce da indio.

Giovedì Santo ad Arequipa

Quello che segue è il dialogo col tassista che mi ha portato alle dieci di sera al Terrapuerto, la stazione degli autobus di Arequipa, tradotto dal suo spagnolo criollo e dal mio spagnolo brianzolo. Italiano? – sì – è bravo il Presidente dell’Italia? – beh, sì – e i politici rubano? – silenzio imbarazzato, poi senza altre domande – il nostro si è dimesso dieci giorni fa per uno scandalo di corruzione, tutti i politici qui sono corrotti, io sono indig-nato (con la g gutturale) – la settimana scorsa hanno eletto il nuovo Presidente3, speriamo, in Sudamerica tutti pensano che i Peruviani sono mafiosi e ladri per colpa dei politici, io sono indig-nato (con la g gutturale) – buen viaje señor.

Arequipa, la Ciudad Blanca

  1. E’ la mummia di una ragazza Inca sacrificata agli dei e ritrovata a oltre 6.000 metri sulle Ande.
  2. Legio X Fretensis, di stanza in Palestina al tempo di Cristo.
  3. La votazione è il motivo del rinvio di una settimana della Via Crucis, musei chiusi perché il nuovo Presidente doveva venire in visita a Arequipa.

A proposito dell'autore

Cresciuto, tanti anni fa, sui romanzi di Kipling, Salgari e Verne, ho ritrovato l’anno scorso su un mio quaderno delle elementari un tema che descriveva un fantastico viaggio in piroga su un fiume nel cuore della giungla indiana. È da lì che evidentemente è nato il mio amore per le culture del sudest asiatico, l’India in primis, e per i fiumi lontani e le foreste oscure a partire dalla mitica Amazzonia.

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