Dopo ore di viaggio in autobus lungo il deserto costiero da Paracas dove ho visitato le isole Ballestas sono arrivato a Nazca per vedere le famose linee che tanto hanno riempito i racconti della mia gioventù, i libri di Peter Kolosimo in primis. E come le puoi vedere se non dall’alto? L’aeroplanino da 5 posti era nuovo, i piloti giovani e con una divisa perfettamente in ordine, il cielo limpido, niente vento e l’emozione unica, e ti chiedi come hanno centinaia di anni fa a disegnare questi animali se non potevano volare. E’ quello che si chiedeva anche Beppe a cui ho cercato di dare delle risposte che non l’hanno convinto del tutto, nemmeno io del resto lo sono…

Che dire poi dell’ospitalità di Remy e del suocero, el Profesor, e del cameratismo inaspettato di Gennaro, sì, si chiamava così l’autista peruviano autoctono che mi ha portato a visitare la piramide di Cahuachi, troppo caldo, e il cementerio de Chauchilla, tettoie di legno nel deserto ai piedi delle montagne, scheletri con le fasce attorno alla testa come i navajos di Tex Willer, ombre lunghe della sera e vento sibilante…

Tutto questo e di più nell’intervista che potete ascoltare qui sotto. Buon ascolto.

A proposito dell'autore

Luigi Lazzaroni

Cresciuto, tanti anni fa, sui romanzi di Kipling, Salgari e Verne, ho ritrovato l’anno scorso su un mio quaderno delle elementari un tema che descriveva un fantastico viaggio in piroga su un fiume nel cuore della giungla indiana. È da lì che evidentemente è nato il mio amore per le culture del sudest asiatico, l’India in primis, e per i fiumi lontani e le foreste oscure a partire dalla mitica Amazzonia.

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