Perché scegliere il Senegal per un viaggio? Natura, persone, bambini, clima.

Non si va in Senegal per vedere musei o trovare architetture favolose ma per godere dei suoi caleidoscopici colori, della vitalità della sua popolazione, dei sorrisi dei bambini che spuntano da tutte le parti, dei suoi spazi immensi.

Chiaramente, come quasi sempre in Africa, l’altro lato della medaglia è l’estrema povertà di alcune zone, la fatiscenza, le onnipresenti discariche a cielo aperto.

A Dicembre il clima è ideale, caldo di giorno, fresco alla sera, possibilità di fare il bagno in mare.

Se dovessi fare una classifica direi:

  • Una notte in un albergo sul delta del Saloum completamente isolati da tutto
  • Isola di Goreè
  • Una notte in tenda nel piccolo deserto di Lompoul
  • Il giro in calesse per Saint Louis
  • Un giro in barca nel parco di Djoudj e i suoi pellicani
  • Un giro in barca sul Lago Rosa e le sue saline
  • Un bagno sulla penisola Palmarin o a Saly
  • La salita al Monumento al Rinascimento Africano a Dakar
  • Touba

Dakar

Dakar presenta alcuni aspetti di modernizzazione maggiori rispetto ad altre capitali africane. Un nuovo aeroporto, una autostrada di collegamento con il centro, un lungomare con aree calcio, addirittura tanti strumenti ginnici (nuovi) pubblici e una nuova stazione ristrutturata con treni ultramoderni (ancora chiusa).

Iniziamo la visita dal mercato Kermel ma presto ci arrendiamo per la confusione e l’odore fortissimo di pesce, fuggiamo attraverso l’anonima piazza centrale e ci rifugiamo nel tranquillo Centro Culturale Francese per prendere informazioni.

Mercato Kermel Senegal

Tutto il centro è abbastanza fatiscente e pieno di venditori ma in generale non particolarmente interessante. Da non perdere assolutamente è invece una visita al Monumento al Rinascimento Africano che svetta su una collina lungo il mare a Nord.

Monumento al Rinascimento Africano

Le foto non rendono l’imponenza della composizione. Ci si arriva da una lunghissima scalinata e ci si chiedono molti perché. Perché spendere così tanti soldi in un paese poverissimo? Era proprio necessario? E’ così che si vuole dimostrare che anche l’Africa può fare opere imponenti? Non ci sono risposte sicure, prendiamolo come un simbolo di speranza. Però da sotto il monumento è impressionante e la gente (molti studenti) sono parecchio socievoli e spesso ti chiedono di fare una foto con loro (per loro) davanti alla statua.

Monumento al Rinascimento africano Senegal

Isola di Gorèe

Tappa imprescindibile per chi passa da Dakar.

Raggiungibile con traghetto (si prende davanti alla stazione) affollatissimo durante il weekend (anche un’ora e mezza di attesa in un salone triste ed anonimo ).

L’isola è nota per essere stata dal XV al XIX secolo il più grande centro di commercio di schiavi della costa africana. Sull’isola si trova la Maison des Esclaves, oggi museo, dalla quale sono transitati milioni di africani strappati alla loro terra d’origine per essere portati, fatti schiavi, nelle Americhe.

Gorèe è un perfetto esempio di cittadina coloniale, case gialle portoghesi, case rosse olandesi, buganvillee, niente  macchine, artigiani, negozietti.

Gorèe Senegal

Molto rilassante ma quello che ricordo con maggiore piacere è stato l’incontro con un vecchio signore in una specie di asilo. Ci ha fatto visitare la struttura; un palazzo coloniale con zone gioco tematiche adattate con i pochi mezzi a disposizione, semplici ma ordinatissime e ci ha spiegato l’importanza del centro nel contesto dell’isola. Molti sono i bambini piccoli che rimangono da soli durante il giorno e questa struttura è una delle poche che cerca di offrire un’alternativa alla vita di strada della maggioranza dei giovani. Alla fine ci ha fatto vedere anche l’atelier su un terrazzo dove insegna pittura e le sue opere assolutamente originali.

Lac Rouge

Pensavo fosse una trappola per turisti ed in effetti bisogna essere particolarmente fortunati. La colorazione rosa/rosso data da alcune alghe appare solo con determinate condizioni di luce e di vento. Se ciò avviene lo spettacolo è comunque sorprendente e il lago diventa veramente quasi porpora. Tutto intorno ci sono raccoglitori di sale e sulle rive montagne di minerale abbagliante che rendono il luogo di grande suggestione

Lac Rouge, Senegal

Lompoul

Il deserto ha sempre un fascino particolare. Qui non siamo nel Sahara ma si possono fare piccole passeggiate (magari sul cammello non ne vale la pena) su alcune dune sabbiose multicolori avendo comunque quella sensazione di spazio e silenzio. La notte nei campi tendati con cena “berbera” e musica dal vivo è comunque molto piacevole come il cielo stellato nel buio completo.

viaggio in Senegal

Saint Louis

Bella la strada lungo il mare che da Lompoul porta a Saint Louis la vecchia capitale del Senegal e prima colonia francese. La mia valutazione è ambivalente. Da un lato il fascino di alcune abitazioni di stile europeo, dall’altro un degrado e una povertà sorprendente.

Dopo distese di pattumiera e plastica, si arriva al ponte di ferro Faidherbe  simbolo della città e si entra nell’isola del vecchio centro storico. Qui si prosegue su un carretto per girare i vicoli con case coloniali con balconi di ferro battuto, boutiques, qualche centro d’arte fino ad arrivare al secondo ponte che porta sulla Langue de Barberie.

Il paesaggio cambia completamente, dalle silenziose e quasi vuote stradine del centro storico si entra nella parte “moderna” e commerciale della città. Centinaia di barche coloratissime sono ormeggiate lungo le rive, migliaia di persone indaffarate e le strade diventano un enorme unico mercato. Si attraversa l’abitato fino a giungere alla lunga spiaggia dove i pescherecci ritornano dalle battute di pesca e orde di persone attendono per distribuirsi il pesce. 

Saint Louis, Senegal

Djoudj National Bird Sanctuary

La strada per arrivarci non è bellissima e le indicazioni quasi assenti.

Entrati nel parco si prende una barca e ci si avvia attraverso le ramificazioni del fiume Senegal. Si iniziano a vedere aironi, martin pescatori e altri volatili fino a intravvedere in lontananza una specie di isola bianca.

Avvicinandosi non ci si può credere: non è un isolotto ma migliaia di pellicani ammassati. Un’intera colonia con adulti bianchi con i loro superbi becchi arancione, i piccoli appena nati e un via vai impressionante di “pescatori” di ritorno con il cibo. I pellicani volano in gruppo creando continue e sorprendenti geometrie variabili. In lontananza ci sono anche distese di fenicotteri rosa.

Djoudj National Bird Sanctuary Senegal

Touba

Tappa obbligatoria per spezzare il lungo trasferimento da Saint Louis al delta del Saloum (circa 8 ore). E’ la città santa del Mouridismo in cui vigono severi obblighi e divieti. Non si può fumare, bere alcolici, ci si deve coprire etc.

Una volta superato il caos cittadino ci si immerge in un luogo silenzioso e pulito: la moschea. Fondata agli inizi del ‘900 è un crogiolo di ecclettismo, marmi rosa portoghesi, bianchi di Carrara, stucchi arabi e tappeti dal Belgio. Il risultato è comunque imponente.

Touba Senegal

Delta del Saloum

Arrivati a Dangane si lascia la macchina e si sale su una tipica barca senegalese alla scoperta del delta del fiume Saloum. Acqua, verdissime mangrovie, centinaia di uccelli, pace. Impagabile è passare una notte in un piccolo hotel sulle sponde di Mar Loji a cui si accede solo da un lungo molo che si slancia direttamente nelle acque del delta. Tutto attorno paesaggio lunare, silenzio, natura, assenza di presenze umane. 

Delta del Saloum Senegal
Delta del Saloum Senegal

Palmarin

Riprendendo la barca si parte per la penisola di Palmarin. Tappa obbligata è quella ai pozzi di sale. Qui gli abitanti del luogo scavano grosse buche circolari per far evaporare l’acqua e raccogliere il sale depositato. L’acqua in tale processo assume colorazioni diverse dal giallo al rosa al rosso al verde.

Palmarin Senegal

Lasciati i pozzi si arriva finalmente a Palmarin dove godersi qualche giornata di sole, mare e spiaggia. La spiaggia di sabbia fine e conchiglie è immensa e con pochissima gente e stranamente pulita!

Palmarin, Senegal

Alcuni suggerimenti

Meglio affidarsi a un driver locale perché alcune strade hanno poche indicazioni e ci sono continui dissuasori che, se presi ad alta velocità, possono distruggere l’auto.

La stagione migliore è da novembre a marzo. Dicembre è caldo di giorno e freschino di sera ma si riesce a fare il bagno nell’oceano.

Alcuni consigli sugli hotel che possono essere determinanti per la riuscita del viaggio

Dakar: Villa 99 gestito da una francese, difficile da trovare ma con uno stile afro-europeo molto raffinato.

Lac Rouge: Le Trarza non particolarmente bello ma affacciato sul lago (si può prendere la barca direttamente dalla sua spiaggetta).

Lompoul: campi tendati Ecolodge o Horizons

Saint Louis: Siki gestito da un portoghese, boutique hotel, un’oasi nel caos cittadino

Saloum: Hakuna Lodge o Le Kinkeliba gestito da una francese

Palmarin: Ecolodge direttamente sulla spiaggia

A proposito dell'autore

Carlo Zanoletti

Ingegnere milanese e per di più snob. Nel viaggio cerco la sorpresa e la conoscenza. Detesto la banalità, i tour organizzati e i posti troppo turistici (ma ormai sono pochi). A volte mi sembra sia già stato fotografato e scritto tutto di tutto. La sfida è cercare l’originalità. Nonostante questo mia moglie e le mie due figlie quasi adolescenti mi sopportano ancora!

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