Come al solito hai voluto fare qualcosa di diverso, mi dice Beppe, e vuole sapere come è questa strada alternativa – molto bella se hai due giorni a disposizione e se ti piace viaggiare e non solo raggiungere una meta.

E Machu Picchu? Pioveva e poi pioveva ancora ma questo ha aumentato il fascino del luogo. Wayna Picchu? Una salita mozzafiato, nel senso che la fatica te lo toglie, ma la visione dall’alto te lo ridà tutto, nuvole permettendo. Un aneddoto? Il vecchietto dell’albergo a Agua calientes che mi dice, dopo tre ore e passa di camminata lungo la ferrovia per arrivarci – camera al quinto piano, señor, così è più tranquillo – ascensore? – no hay ascensor, señor.

Buon ascolto e commenti sempre ben accetti 🙂

A proposito dell'autore

Luigi Lazzaroni

Cresciuto, tanti anni fa, sui romanzi di Kipling, Salgari e Verne, ho ritrovato l’anno scorso su un mio quaderno delle elementari un tema che descriveva un fantastico viaggio in piroga su un fiume nel cuore della giungla indiana. È da lì che evidentemente è nato il mio amore per le culture del sudest asiatico, l’India in primis, e per i fiumi lontani e le foreste oscure a partire dalla mitica Amazzonia.

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