Quest’anno la Festa Artusiana di Forlimpopoli raggiunge la ventiquattresima edizione. Durante la splendida occasione, di cui avevo già parlato anche in un post nel 2017, Forlimpopoli celebra il concittadino Pellegrino Artusi, gastronomo del XIX secolo considerato il padre della cucina italiana grazie al suo manuale “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene“.

I festeggiamenti sarebbero dovuti iniziare il primo aprile ed avere un programma più ampio perché quest’anno cade anche il bicentenario della nascita dell’Artusi, avvenuta il 4 agosto del 1820; ma, come immaginerete causa covid, si terranno invece in edizione ristretta dall’1 al 9 agosto, includendo così comunque la data dei natali.

Ma chi era Pellegrino Artusi e perché è considerato così importante, a livello nazionale e internazionale?

Festa Artusiana 2020

Pellegrino Artusi

Pellegrino Artusi nasce il 4 agosto 1820 a Forlimpopoli, comune della provincia di Forlì-Cesena, dove vive fino al 1851 lavorando nella drogheria paterna.

Pellegrino Artusi

Nel 1851 la famiglia si trasferisce a Firenze, dove l’Artusi continua a vivere per il resto della vita e dove nel 1865 abbandona l’attività commerciale per dedicarsi alla letteratura e alla gastronomia.

La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” viene pubblicato nel 1891 a seguito di numerosi viaggi su e giù per l’Italia che gli permettono di approntare la sua mappa gastronomica, e di qui il ricettario interregionale che gli varrà il suddetto titolo di padre della cucina italiana.

Come dice lo storico Massimo Montanari, nello stendere il ricettario “E’ sulle città, in quanto rappresentative, con i loro mercati e i loro negozi, del contado, delle provincie e delle regioni, che Artusi costruisce un modello geo – gastronomico aperto alle aggregazioni, estensibile a piacere”, che diventa poi un modello italiano nel momento in cui “nuovi centri e mercati si collegano alla rete ferroviaria nazionale in cui circolano derrate, turisti e di conseguenza nuove vivande”.

Le città, insomma, sono viste come i punti cardine di un’Italia gastronomica unita non dall’uguaglianza ma dagli scambi tra regioni con le loro differenze caratterizzanti.

Si tratta di un metodo, continua Montanari, “ad un tempo rispettoso di fratture territoriali e umane, e fiducioso nell’articolazione unitaria”. Attraverso le ricette delle varie parti del Paese che riporta nel suo testo, conosciute durante i suoi viaggi o speditegli per lettera da massaie e appassionati di cucina, l’Artusi permette così il germogliare di una coscienza nazionale anche a tavola.

Casa Artusi

Casa Artusi è il primo istituto italiano incentrato sulla cucina domestica, sulla cucina di casa, concetto ereditato dal Pellegrino che nelle massaie e nelle famiglie aveva trovato le sue fonti di informazione.

Il centro e’ stato inaugurato il 23 giugno 2007 durante la Festa Artusiana e fa parte della rete dei Musei del Gusto dell’Emilia-Romagna.

Gli spazi, allestiti all’interno del complesso monumentale della Chiesa dei Servi, comprendono la biblioteca, che custodisce i volumi del gastronomo come lui stesso aveva dichiarato di volere nel suo testamento; una scuola, che organizza corsi su ricette tradizionali romagnole, italiane e artusiane; il ristorante e la bottega.

La Festa Artusiana

L’annuale appuntamento con la Festa si terrà stavolta dall’1 al 9 agosto, e prevederà un numero più limitato di iniziative per permettere a tutti di intervenire in sicurezza: gli organizzatori hanno deciso infatti di non annullare l’evento e di proseguire con questa tradizione, pur con tutte le precauzioni.

Durante la festa si potrà quindi partecipare a tanti eventi, spettacoli, appuntamenti gastronomici: dall’apertura con il convegno degli storici Alberto Capatti e Massimo Montanari e dell’agroeconomista Andrea Segrè, alla presentazione di libri, fino a mostre, ai concorsi di cucina, tra cui il famoso Premio Marietta, e all’assegnazione del Premio Artusi. Quest’ultimo è consegnato a colui che abbia dato un forte e originale contributo alla riflessione sul rapporto fra uomo e cibo.

La Festa Artusiana

Forlimpopoli

Come sempre, l’evento è occasione per conoscere la città che lo ospita o per tornare a visitarla.

A Forlimpopoli, comune dell’Emilia Romagna, potrete ammirare la possente Rocca Ordelaffa, dal nome degli Ordelaffi, signori di Forlimpopoli fra il XIV e il XV secolo; attualmente sede del Comune, la Rocca ospita nel cortile interno anche gli ingressi del Teatro Giuseppe Verdi e del Museo Civico Archeologico.

Forlimpopoli la rocca

Inoltre la città custodisce la Basilica di San Rufillo e la splendida Chiesa dei Servi, sede come detto anche della Casa Artusiana e ornata da considerevoli opere, quali ad esempio l’altare dell’Annunciazione con la pala di Marco Palmezzano, del XVI secolo, e il ciclo pittorico dedicato ai Misteri del Rosario di Antonio Fanzaresi, del XVIII secolo.

A proposito dell'autore

Amo il cibo in tutte le sue sfaccettature: dalla cucina alla tavola (sia di piatti tramandati nella mia famiglia sia di abbinamenti nuovi e tipici di un luogo), fino allo studio del cibo come aspetto culturale del Belpaese. Nel mio blog mi diletto a parlare di tutto ciò e anche delle tradizioni e delle festività delle regioni italiane.

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