Prosegue il mio itinerario lungo la piccola provincia italiana. Stavolta ho scelto un luogo tra Trentino e Lombardia, sul Lago di Garda: Limone sul Garda, paese incantevole e incantato.

LA VALLAGARINA

Per raggiungerlo, devi attraversare i vigneti del Marzemino e le limonaie e già  il tragitto è uno spettacolo di natura addomesticata e selvaggia.

La Vallagarina è dove le montagne sono più dolci e risentono dell’influenza del clima mite del lago, dove anche il viaggio deve essere piene di soste, perché non puoi non fermarti, in questa stagione, a comprare una cassa di porcini o di finferli, oppure fare uno stop per visitare la grande cantina di Mezzacorona, immersa nei filari e portarti a casa un po’ di bottiglie, oppure ancora parcheggiare mezz’ora per assaggiare il succo di mela o quello di mirtilli e chiacchierare con la gente del posto, cordiale ed orgogliosa del bel luogo in cui vive.

Vallagarina

Per non parlare poi del miele che qui ha una tradizione millenaria e che racchiude tutti i profumi del Basso Adige. I rivenditori li incontri sui  loro furgoncini lungo tutte le vie.

Vallagarina

LIMONE SUL GARDA

La mia scelta è caduta su Limone sul Garda, per la sua fama di piccolo centro intatto, detto anche “la Positano del Nord”, fama ben meritata, vista la conservazione perfetta dell’antico centro storico.

E’ un borgo abbarbicato tra il monte e il lago, tutto un saliscendi di scalette in pietra e viuzze, attorniate da antiche abitazioni, dove non mancano mai i fiori: bouganville lilla, agavi succose, il verde aloe, limoni e aranci, ciuffi di capperi che sbucano dalle crepe delle mura, gerani rossi e rosa ai balconi.

LIMONE SUL GARDA

C’è un piccolo porto dove sono ormeggiate semplici barche di pescatori d’acqua dolce, una spiaggetta in cui prendere il sole e l’attracco dei traghetti per chi volesse attraversare e dirigersi verso Malcesine o Riva.

porto di LIMONE SUL GARDA

I ristoranti si affacciano con grandi terrazze sull’acqua, io ho mangiato in uno di questi : le Palme”, verso la fine del porticciolo. Scartando il menù turistico, ho letteralmente fagocitato le linguine al limone e lo strudel caldo.

ristorante le palme limone garda

I negozi, ricavati in palazzi storici, non sono eccessivi e non disturbano l’urbanistica, anche perché piccoli, di buon gusto, non invasivi. Quelli dove perdersi sono quelli che propongono i prodotti tipici del luogo: limone e olio d’oliva.

Si sa che il microclima lacustre permette la coltivazione di agrumi, ulivi e fiori, per cui l’olio locale ha un gusto delicato e fruttato ed è uno dei più ricercati d’Italia, ottimo con il pesce d’acqua dolce come il salmerino e la trota o con formaggi non troppo saporiti.

E poi sua maestà il limone.

Qui trovi tutto a base di questo agrume, dalle saponette e i prodotti di bellezza, alle caramelle, all’olio aromatizzato, al miele, alla pasta….Io ho comprato una crema spalmabile che è una delizia per il palato e ovviamente una bottiglia di Limoncello.

Uno dei locali, a mio parere più carini è “Lemonade”, che si affaccia sulla piazzetta davanti al lago. Qui, da un minuscolo bancone, che occupa un portone antico, si vendono al prezzo di 4 euro, limonate ed aranciate fatte sul momento con la frutta del posto. Sono veramente fresche e piene di vitamine; ti danno un po’ di energia dopo aver scarpinato su e giù per le stradine.

L’aperitivo è un momento imperdibile, dopo una giornata di sole e di bagni, o dopo gite nei paesi vicini, quindi ci sono locali molto caratteristici che allestiscono i tavolini sui bastioni delle mura o anche su antichi balconi in ferro battuto per un tete a tete, o sugli scalini più larghi delle scalinate. Gli stranieri impazziscono per queste location romantiche al tramonto e lasciano laute mance.

Io ho optato per un bistrot un po’ scostato dagli altri, che si allungava lungo una vecchia muraglia disseminata di cespugli di capperi con i loro frutti.

I prezzi sono, in genere, un po’ più alti della media, ma il vino è veramente eccellente.

locali nel Comune di Limone sul Garda

LE LIMONAIE

Un luogo da visitare per capire l’economia ed anche la natura del paesaggio è la Limonaia del Castel.

L’ingresso costa solo 2 euro e puoi vedere una limonaia storica che si protende lungo delle terrazze dotate di acqua corrente e di antiche fontane in pietra.

C’è anche un museo che ti dà tutte le spiegazioni su questa tradizione agricola. Come tutti gli orti didattici ci sono diversi tipi di piante: cedri, mandarini, aranci, svariate specie di limoni…

limonaia a limone sul garda

Queste coltivazioni risalgono al XIII secolo e nacquero nel convento di San Francesco di Gargnano, per poi diffondersi ovunque.

Per proteggere le piante dai freddi invernali si costruivano pilastri, pali, muraglie, scale e portali su cui, da novembre a marzo, si fissavano assi e vetrate. Di queste costruzioni rimangono testimonianze nei libri, nei quadri e nelle antiche stampe, che i visitatori del sette-ottocento, compravano a fiumi.

limonaia a limone sul garda

Anche Goethe restò colpito dal paesaggio limonese nel suo Gran Tour Italiano e descrisse queste gradinate agresti con grande delizia e stupore per l’ingegno dei contadini.

Tutto ciò è ricostruito nella Limonaia del Castel.

IL VIDEO DELLA LIMONAIA “DEL CASTEL”

La diffusione e l’affezione dei locali verso questo frutto si nota ovunque: nei numeri civici delle case, sovrastati da una bella terracotta raffigurante appunto un limone, nella toponomastica, nei negozi di ceramiche che propongono piatti, vassoi, vasi tutti decorati a tema, ed ovviamente nella cucina.

Consiglio di assaggiare la torta di limone e pinoli che è la specialità dolciaria.

CONCLUSIONE

Qui la stagione turistica prosegue per tutto ottobre e novembre, visto il clima mite e soleggiato. Secondo me sono i mesi migliori per godersi il paese ed il paesaggio senza le folle estive; allora sì che hai il tempo di fermarti a parlare con la gente del posto che ti racconta le leggende del lago, popolate di fate e mostri marini, che puoi gustarti in santa pace, senza fare la fila, una bella limonata succosa o permetterti il lusso di fare un bagno novembrino senza patire freddo, suscitando l’invidia di chi, come me, sarà immersa in una folta nebbia padana.

Sarò di parte, ma anche questa ha il suo fascino, però.

A proposito dell'autore

Francesca Manfredi

Nata a Reggio Emilia, città un cui vivo e lavoro. Giro qua e là perché sono curiosa o perché mi annoio. Quando non lavoro, viaggio o mi annoio, sto con i miei 5 cani e una gatta nera.

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