Non chiamate mai Chioggia “la piccola Venezia”, gli abitanti si offenderebbero, dato che la sua fondazione risale ad almeno 500 anni prima di quest’ultima, e che le sue origini si perdono nel mitico personaggio di Clodio, compagno di Enea in fuga dalla guerra di Troia e che qui pose la prima pietra della città.

Sicuramente quel che rimane del mito è la sua origine romana, rilevabile dalla presenza del cardo e del decumano, a cui si sviluppano intorno tutte le vie, ma, a ben guardarla, dall’alto, Chioggia ha la forma di uno scheletro di pesce, con la spina dorsale corrispondente al corso principale e tutte le lische rappresentate dalle calli di destra e di sinistra. Non a caso possiede la flotta peschereccia più importante d’Italia, e sulla laguna si notano navi grandi e piccole, colorate ed allegre, dai nomi altisonanti e fantasiosi: l’Ammiraglia, il Leon d’Oro, la Clodia…. con le loro reti da pesca e i pescatori indaffarati a sistemarle.

Chioggia i canali

Il suo simbolo è il “gato”, cioè il gatto, come i Chioggiotti chiamano, con ironia, il piccolo leone alato, issato su una alta colonna ad inizio del corso, che denota l’indubbio legame con la Serenissima.

Mi scuseranno i locali, ma, per me, è stata una scoperta stupefacente incontrare questa cittadina che sembra un grande sestriere veneziano, senza turisti, che vive tranquillamente la sua vita quotidiana di paese.

Si vedono anziani al bar che giocano a carte e che bevono “un cicchetto di bianco”, persone a crocchi che chiacchierano sul pescato del giorno, mamme con passeggini, signore che stendono il bucato, giovani in bicicletta, barcaioli che ormeggiano e neppure una gondola acchiappaturisti!

Chioggia i bar

E’ come Venezia, ma più verace, viva, vissuta e popolare, chiacchierona, dialettale e vivace e, come la sua sorella maggiore, di una bellezza stupefacente, con i palazzi quattro-cinquecenteschi che si affacciano sui canali, le case dei pescatori color pastello, le chiese in cotto e marmo che ornano ogni via, i balconi in ferro battuto, le finestre ad arco, i ponti antichi, i portici decorati.

Chioggia i canali

E’ un luogo che richiede tempo e occhio attento; devi soffermarti per notarne i particolari, perché da ogni calle o sottopasso sbucano bassorilievi in marmo di leoni alati, affreschi di santi martiri, edicole votive commoventi nella loro semplicità, statue lignee in piccole nicchie, decorazioni con pesci e mitili.

E’ una città da gustare lentamente, altrimenti si perdono queste perle nascoste e da girare a piedi, per fermarti, poi, in una”cicchetteria” a sorseggiare un bicchiere di vino bianco locale, accompagnato da spuntini di sarde in saor, baccalà mantecato, alici marinate o polpette di carne; il tutto ad un prezzo che non è certo quello veneziano.

Il carattere popolare del luogo si esprime a pieno in due posti: il mercato del pesce e il marcato del giovedì mattina.

IL MERCATO ITTICO

Il mercato del pesce è il più grande del Nord Italia e qui si battono 2 aste al giorno: una il mattino presto e una il pomeriggio.

Vi giungono tutti i ristoratori, i mercanti all’ingrosso, le massaie, i pescivendoli…

E’ un momento di grande vivacità il perdersi nel dialetto dei pescatori che offrono polpi, moscardini, orate e quant’altro al miglior offerente. E’ un concerto di voci e schiamazzi, colori e odori, affari e disaffari.

mercato Chioggia

IL MERCATO DEL GIOVEDI’

Il mercato del giovedì mattina, lungo il corso principale, attira persone da tutta la provincia.

Doppie file di banchi allineati che propongono dal vestiario, alla biancheria, dai prodotti tipici, alla bigiotteria.

Qui si incontrano strani personaggi: finti indù con il loro scintillio di sete e argenti indiani, il veneziano con le famiglie di animaletti in vetro di Burano.

Chi di noi non ne ha comprato almeno un paio in gita di classe, da bambino? Cinesi che espongono maschere in cartapesta VENEZIA DOC, l’omino che declama ad alta voce le doti stupefacenti di un nuovo spazzettone.

Una varia umanità da studiare con occhio di antropologo divertito. E tra tanta roba si possono fare anche affarucci. Il mercato del giovedì è un momento talmente sentito che c’è pure una canzone in dialetto dove un marito si lamenta che la moglie qui spende tutti “i sghei” (i soldi) guadagnati, con tanto sudore, durante la settimana.

LA LAGUNA

Per avere un’idea più ampia della laguna si può prendere un’imbarcazione (10euro) per fare il giro di tutti i suoi luoghi più significativi. Varie sono ormeggiate accanto alla colonna del gato e partono ogni mezz’ora. Il viaggio, che dura circa un’ora, ti porta a costeggiare il borgo di pescatori di Sottomarina, gli allevamenti di cozze e vongole, la verde isola di Pallestrina, il Mose e il forte napoleonico, ora in restauro.

E la barca è una tipica barca da pescatori rivisitata per il nuovo utilizzo.

PELLESTRINA

Esistono poi postazioni dove a orari regolari partono traghetti per Venezia, Murano, Burano,Torcello e Pallestrina. Può essere un’idea soggiornare a Chioggia e visitare tutto il resto senza lo stress della grande città e i suoi prezzi astronomici.

Per 10 euro (andata e ritorno) è possibile prendere un’ imbarcazione (caricano anche le biciclette) per l’isola di Pellestrina che è uno spazio verde con tante piccolissime baie di sabbia bianca e mare blu dove è possibile fare snorkeling, poche casette e chioschi bar e tanto, tanto verde, da percorrere a piedi o in bici, per osservare la tipica vegetazione lagunare e l’avifauna, composta principalmente da gabbiani, aironi, nitticore, avocette…. Si possono notare anche i nidi, in stagione, ma bisogna fare tanto silenzio e avere tanto rispetto. Dopo tutto il vociare del mercato è un’oasi di pace.

pellestrina

E per gli amanti della natura incontaminata, è possibile effettuare, sempre partendo da Chioggia, escursioni negli isolotti più selvaggi della laguna, quelli abitati solo da uccelli, quelli su cui sorgono gli antichi casoni per la pesca delle anguille, quelli dove si cammina tra sentieri bordati da tife e muschi, quelli dove il Brenta e l’Adriatico si uniscono in un salmastro di vento e solitudine.

Ogni hotel dispone di opuscoli per la prenotazione di tali escursioni, oppure ci si può rivolgere all’Ufficio Turismo.

SOTTOMARINA

Ma non ci sono solo spiagge incontaminate, infatti, basta attraversare un ponte e dal centro storico si arriva a Sottomarina con gli stabilimenti balneari dotati di tutti i confort, la spiaggia bianca e i gelati sotto l’ombrellone.

Io ho noleggiato una bicicletta in albergo, perché, a piedi, sotto il sole, la strada è un po’ lunga e bisogna oltrepassare il famoso ponte dove sorgono 2 statue: quella del pescatore e quella dell’agricoltore, simbolo della doppia anima della cittadina: Chioggia antica e la sua tradizione marinara e Sottomarina e la sua tradizione agricola, votata soprattutto al famoso radicchio rosso.

Quest’ultima è anche l’isola dei pescatori e degli allevatori di mitili: cozze, vongole e preziose ostriche, assolutamente da assaggiare nei ristoranti, perché molto saporite e a km 0.

sottomarina di chioggia

Qui si incontrano anche le saline dove cresce incontaminata la salicornia o “erba del sale”. In passato gli abitanti del luogo la utilizzavano per insaporire le pietanze, non potendo permettersi il sale, perché troppo prezioso e conservato solo per rivenderlo alla raffinata nobiltà della Serenissima.

ARTE E CULTURA

Ma Chioggia non ha solo un carattere popolare, è anche un luogo di arte e cultura. Il centro presenta alle estremità due importanti chiese: da un lato la cattedrale seicentesca di Santa Maria Assunta, disegnata dal Longhena, dotata di campanile in stile veneziano e dall’altro la chiesa di San Domenico del 1200, al cui interno sono conservate tre importantissime tele: una di Carpaccio che ritrae un burbero San Paolo di rosso vestito, l’altra di Bassano e l’ultima di Tintoretto.

Chioggia

Al centro dell’altare c’è un enorme crocefisso ligneo medioevale, di scuola nordica. Vuole la leggenda sia stato trasportato qui dal mare. Si dice anche che se lo osservi in volto, da un lato, noti il dolore e la sofferenza, se lo osservi dall’altro lato, noti la serenità della fede, a indicare la doppia natura, umana e divina di Cristo.

Accanto alla cattedrale si può visitare anche il Museo diocesano, aperto dal giovedì alla domenica, che conserva preziosi arredi sacri e quadri di autori locali.

In realtà ogni calle di Chioggia ha le sue chiese, i suoi oratori, le sue maestà, ognuna con affreschi ed opere preziose, pur se non di autori così altisonanti come quelli veneziani, ma che sono un vero scrigno di sapienza pittorica, buon mestiere e testimonianza storica.

DOMUS CLUGIE E RIVA VENA

Domus Clugiae è l’hotel in cui ho soggiornato e mi sento di citarlo, perché è in una posizione strategica, in pieno centro storico, ma dotato di parcheggio per le auto, optional importantissimo, visto che tutti i parcheggi sono scomodi e a pagamento. Ti fornisce anche le biciclette per 5 euro al giorno. Il prezzo della camera è ottimo, tenendo conto della posizione, della colazione abbondante e con prodotti freschi e di tutte le comodità che ti offre.

Il ristorante Riva Vena a due passi dall’albergo, invece, propone pizze e pochi piatti della tradizione come gli gnocchi ai cannolicchi, le sarde in saor e tutti i tipi di mitili locali cucinati in vari modi, freschissimi e di ottima qualità. I prezzi sono più che abbordabili. Qualsiasi locale si scelga, serve la prenotazione, per il fatto che non sono molti e la sera sono sempre pieni.

CONCLUSIONE

Questa estate le mie vacanze hanno privilegiato la provincia del Nord Italia, quella che ha più sofferto per il Covid, quella delle piccole realtà in affanno.

E’ stata una scelta mirata, consapevole e, a mio parere, doverosa. In realtà si è rivelata vincente, perché mi ha svelato segreti di un’Italia gentile, genuina, fuori dal turismo di massa, incredibilmente bella e preziosa.

I Bilionaire e i Twinga li lascio ad altri, fatevi pure avanti.

A proposito dell'autore

Nata a Reggio Emilia, città un cui vivo e lavoro. Giro qua e là perché sono curiosa o perché mi annoio. Quando non lavoro, viaggio o mi annoio, sto con i miei 5 cani e una gatta nera.

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