Tutti i colori di Lanzarote

La riserva della biosfera UNESCO, le spiagge assolate, i dromedari del Timanfaya, i granchi delle grotte misteriose, il giardino dei cactus, l’impronta di Manrique ovunque, il paradiso dei surfisti, questo è Lanzarote e questi sono i suoi colori.

I colori di Lanzarote

NERO

Il colore di Lanzarote? Il nero. Neri sono i pendii dei coni vulcanici che su Google Maps bucherellano l’isola come fori di proiettili e neri sono i campi coltivati, li ricoprono col rofe, la cenere vulcanica nera come il carbone proveniente dalle cave lungo la strada tra Mozaga e Tao, in compenso qualunque cosa ci cresca fa un bellissimo contrasto di colore.

Un paesaggio nero imperdibile è quello lungo la strada da Masdache a Uga, una valle traforata da migliaia di buche scavate nella cenere nera e migliaia di muretti rotondi di pietra lavica, dall’alto sembrano scaglie di un pesce preistorico, è La Geria, l’area dei famosi vigneti dell’isola, le foto? d’estate i pampini verdi che tracimano dal bordo delle buche, d’inverno i muretti incrostati di licheni bianchi.

Ma il nero più pieno e più intenso è quello delle spiagge del Parco del Timanfaya sferzate dalle onde spumeggianti dell’oceano, quando si ritirano la sabbia luccica di migliaia di diamanti neri.

Parco del Timanfaya
Parco del Timanfaya

VERDE 

Sul costone di El Golfo c’è un mirador, a destra il mare azzurro e la spiaggia nera, a sinistra una parete a semicerchio di strati di rocce scure come le pagine di un libro bruciato, una scarpata di ghiaia grigia da cui emergono basi nere quasi colonne greche, a chiudere il cerchio una parete incoerente di pietrisco color mattone, e in mezzo? in mezzo il Charco de Los Clicos, un laghetto di un vivace verde smeraldo che ti chiedi da dove sia precipitato, se non sentissi il chiacchericcio dei turisti potresti pensare di essere caduto su un mondo alieno.

Altro verde al Malpais de La Corona, sulla punta nord dell’isola, una colata di lava tutta rocce e spuntoni impossibile da attraversare e coltivare, è il regno delle euforbie, qua e là qualche pulvino isolato tra i sassi taglienti poi una distesa di cespugli dove il verde brilla sotto la luce accecante ed evapora nel calore ai piedi delle montagne lontane.

Malpais de La Corona
Malpais de La Corona

BIANCO

E’ per difendersi dal caldo che le case dell’isola sono bianche, bianche le aristocratiche case di Teguise, l’antica capitale dell’isola, punti bianchi le ermitas perse nelle campagne, bianca la casa solitaria tra le vigne, bianchi i villaggi che punteggiano l’isola, bianchi i nuovi insediamenti turistici sulla costa, tutto è bianco, anche troppo.

Una mattina ho deciso di salire sulla Caldera Blanca ed ho avuto la riprova che tutto è relativo, non è certo bianca come la neve ma appena arrivi in cima e guardi giù vedi un mare di lava nera che circonda tutto il vulcano e allora sì, al confronto è davvero bianca.

Il bianco vero però è quello di Los Hervideros in una giornata di burrasca, e non è tanto raro che capiti, i cavalloni cominciano a schiumare a centinaia di metri dalla riva, si infrangono con nuvole iridescenti sulla scogliera nera di lava e la risacca violenta si spegne in un ribollire di schiuma bianchissima, uno spettacolo della natura.

chiesa a lanzarote
Los Hervideros
oceano

ROSSO

A metà strada tra Los Hervideros e El Golfo c’è una spiaggia nerissima, alle sue spalle si alza dalla lava che la assedia il cono vulcanico della Montaña Bermeja, montagna color ruggine dice il nome, aspetta il tramonto e mi dirai.

Una foto bellissima, nelle intenzioni almeno, la si può scattare a Sòo, sulla strada che unisce La Caleta a La Santa, un lungo campo nero appena lavorato, una fila di casette bianche di fresco a dividerlo dalla parete rosso mattone del Pico Colorado che punta verso il cielo azzurro, scattato? Com’è venuta? A proposito di nuances rosse niente batte quelle delle Montañas del Fuego, il cuore del Parco del Timanfaja, dove le distese di cenere nera venate di cremisi cedono il passo ai pendii dei vulcani in una tavolozza di bruni e gradazioni di rosso difficili da dimenticare.

Montaña Bermeja
Montaña Bermeja

GIALLO

I cespi giallastri delle graminacee punteggiano il Morro Jable, una vasta area semidesertica di sabbi tra Teguise e la Caleta di Famara, ma il giallo vero è quello dei pratelli sui pendii ai piedi del Risco di Famara, un deciso giallo paglia che prende i riflessi del sole se fotografati controluce. Di sole nella Cueva de Los Verdes proprio non ne entra anche se si trova nell’assolato Malpais de La Corona, ma tra i grigi amorfi delle pareti di lava e i rossi rugginosi di alcuni passaggi è proprio il giallo a meravigliare, il giallo delle concrezioni solforose che una attenta illuminazione enfatizza ed esalta.

Risco di Famara
Risco di Famara

BLU

Ovvio che il blu è il mare, il mare profondo, l’oceano che circonda l’isola, ma lungo la costa è diverso, ad esempio le grandi onde che si formano davanti a La Santa, quelle amate dai surfisti, quelli bravi, nascono nel mare blu poi si alzano e si assottigliano fino a diventare traslucide appena prima di ricadere con cascate di schiuma rumorosa e quello che rimane è un subbuglio turchese marezzato di bianco.

All’estremo sud dell’isola ci sono invece le spiagge di sabbia dorata come quella famosa del Papagayo, dal promontorio che la chiude tanti i colori del mare, cristallino lungo la riva dove si addensano i bagnanti, poi un turchese luminoso interrotto dalle ombre cupe del fondo roccioso, increspature verdastre sopra le alghe degli scogli, più al largo, dove nemmeno i nuotatori provetti si azzardano ad andare, l’azzurro intenso e luminoso del mare aperto. Dall’aereo al ritorno una foto sopra l’Isla de Alegranza, il mare è una tavola blu.

Papagayo
Papagayo surfing
lanzarote dall'aereo