Castelseprio e la Torre di Torba

Castelseprio Torba, in provincia di Varese, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 2011, è uno dei sette complessi monumentali che testimoniano l’alto livello artistico raggiunto dai Longobardi in Italia. Il sito comprende il Castrum, la chiesa di Santa Maria foris portas e la torre di Torba.

Il Castrum

Per visitare il castrum bisogna avere tanta immaginazione. Tanto per cominciare devi far scomparire dalla vista tutti gli alberi che coprono la collina altrimenti come fai a vedere dall’alto chi arriva e soprattutto con che intenzioni arriva? una fila di carri di fieno o una fila di cavalieri con lance e bandiere? Fatto? Allora adesso puoi entrare nel Castrum Sibrium, il nome latino del sito, si passa sul ponte di legno, quale? questo, non vedi quei gruppi di sassi? sono i piloni che sorreggevano il ponte, ovvio che il fossato era più profondo, che domande… Dopo la porta con le torri di guardia, certo che c’erano le sentinelle, siamo dentro il castrum fortificato, vedi la massicciata di pietre? E’ quel che resta delle mura, chi le ha costruite? E’ una storia lunga.

All’inizio c’era solo una torre d’avvistamento, là nel buco in fondo a sinistra, sì è un buco ma prima c’era una torre quadrata, fidati, la costruiscono i Romani a fine Impero per controllare i barbari che si aspettano scendere dalle Alpi, ma i barbari in realtà arrivano dalla pianura, sono gli Ostrogoti di Teodorico che capiscono che la posizione è buona e la rinforzano con mura e torri per difendersi dai Bizantini di Giustiniano che vogliono riconquistare l’Italia, alla fine i Bizantini vincono la guerra nel 553 d.C. e allungano le mura fino alla torre di Torba giù in basso lungo l’Olona, ma non fanno in tempo a terminarle che dopo nemmeno quindici anni arrivano i Longobardi, finalmente verrebbe da dire.

Con loro il Castrum Sibrium diventa una cittadella fortificata molto importante con attorno un borgo, certo che c’era un villaggio, dove? sotto il bosco di castagni che abbiamo attraversato salendo, così dicono gli archeologi, chiudi gli occhi e immagina, adesso però aprili e guarda quei muri ancora in piedi qui nel pratone, sono quelli della Basilica di San Giovanni, ampliata dai Longobardi nel VII secolo, c’è anche un battistero antico là dietro e hanno trovato anche la tomba di un cavaliere longobardo dentro quei muri, e quegli altri sono i ruderi della chiesa di San Paolo, più recente, ha solo un migliaio d’anni, e tutto il resto? e le torri? Tutto il resto, torri comprese, non c’è più per un motivo molto semplice: i milanesi!

Dopo i Franchi, sì ci sono stati anche loro, non ricordi Ermengarda e Carlo Magno? ci sono i Conti del Seprio che si alleano col Barbarossa e già questo non va bene ai milanesi, figurati poi quando i Della Torre, scacciati da Milano, si rifugiano qui e continuano a disturbare il nuovo signore di Milano, Ottone Visconti, che alla fine si stufa, attacca il castello, lo prende con l’inganno nel 1287 d.C. e ordina che venga tutto abbattuto, mura e torri comprese, tranne le chiese, d’altra parte era anche arcivescovo …

Passano gli anni, anzi i secoli, e alla fine anche i preti rimasti scrivono nel 1569 d.C. al vescovo del tempo chiedendo di essere trasferiti perché non ci sono più fedeli ma solo lupi e così anche le chiese vanno in malora e questo è quello che vedi oggi, e solo perché gli archeologi hanno ripulito il posto.

Lo so è difficile anche se intrigante lavorare solo d’immaginazione ma, grazie al cielo, ci sono altri due posti molto più concreti da visitare, li puoi anche toccare, senza esagerare ovviamente: la chiesetta di Santa Maria foris portas e il Monastero di Torba.

E cos’è quello? E’ l’Antiquarium, troppo recente,  solo settecento anni, adesso c’è il museo, se hai tempo vallo a vedere.

Santa Maria foris portas

A duecento metri dal castrum, sì, fuori dalle porte come dice il nome, c’è la chiesetta di Santa Maria, arrivi dal retro, dalla parte dell’abside e subito pensi: tutto qui? Certo, non è una cattedrale, è una chiesetta di campagna, anche se carina con quelle tre absidi e la romantica luce autunnale che illumina la facciata, ma non è famosa per la sua architettura, entriamo e ti faccio vedere.

chiesetta di Santa Maria
chiesetta di Santa Maria

Ecco, guarda, l’abside è tutta affrescata, sono le storie della nascita di Cristo, c’è l’Annunciazione, il Viaggio a Betlemme, i Magi,  vabbè dirai tu, ma è tutta rovinata, è tutta scolorita!? E’ vero, io sono ignorante ma gli studiosi dicono che è un affresco straordinario, secoli avanti rispetto alle altre pitture del periodo, anche se poi discutono come al solito sul periodo, comunque tra il VI e IX secolo, sotto i Longobardi o i Franchi per intenderci, chi l’ha dipinto? Anche su questo stanno ancora litigando, chi dice un pittore che conosceva l’arte romana e chi dice un pittore arrivato da Bisanzio quando è scoppiata l’iconoclastia, comunque uno davvero bravo, guarda la sagoma dell’asinello, i dettagli delle vesti, l’espressione dei visi, l’accenno di prospettiva, tienili a mente per quando vedrai i dipinti della Torre di Torba che adesso andiamo a vedere, dove? Dall’altra parte del castrum, giù lungo l’Olona.

Torre e monastero di Torba

Sul davanti il prato pieno di sole, alle spalle l’ombra del bosco, le foglie dei grandi salici sfarfallano silenziose di fronte al monastero di Torba, la grande torre di guardia al passaggio lungo il fiume è ancora sospettosa: chi siete? cosa volete?

Se però ti avvicini puoi vedere che è una torre di campagna, di periferia dell’impero, l’hanno iniziata probabilmente i Romani con dei bei blocchi squadrati, hanno proseguito Goti, Bizantini e Longobardi con sassi raccolti nell’Olona lì davanti, non ho mai capito come faccia a star su un muro così, però erano davvero brutti quei tempi, guarda, in basso niente finestre solo feritoie, poi hanno continuato a costruire e distruggere con mattoni e pietre sgrossate tutti quelli che qui ci hanno abitato per più di milllecinquecento anni, monache comprese, certo che poi è diventato un monastero, non te lo avevo ancora detto?

 monastero di Torba
 monastero di Torba

Cos’è adesso? Adesso è un bene FAI, entriamo. Ecco a sinistra la chiesa, fatta e rifatta nei secoli, la primissima chiesa corrisponde alla cripta attuale, non c’è molto da vedere, chiudi gli occhi e immagina di viaggiare nel tempo, più di mille anni fa, è notte, il silenzio inquietante del bosco e le fiammelle tremolanti delle candele, il canto flebile  delle monache e le parole antiche del prete, all’esterno, nel buio, i guerrieri longobardi con gli elmi e le lance sui loro cavalli neri in attesa di partire per l’ultima battaglia.

Dove sono i dipinti? Nella torre, al secondo piano, era la cappella, suore benedettine, uno dei tanti monasteri voluti dai duchi e dai re longobardi, perché li costruivano? Per testimoniare l’adesione al cattolicesimo, per mostrare l’importanza del casato, per mettere al riparo di una istituzione sacra i propri beni, bastava imporre abate o abbadesse della propria famiglia e il gioco era fatto. Ecco i dipinti, sono del periodo longobardo, cosa ne dici? Guarda la sequenza ieratica delle monache, il rigore degli abiti scuri, là in alto il Cristo benedicente, gli occhi fissi nel vuoto, se non è medioevo questo… E’ vero, le mani sono semplici profili, i vestiti sono piatti e tutti uguali, i piedi sono bordati da una riga nera come nei disegni dei bambini, è una processione immobile, è davvero un altro mondo rispetto a quelli di Santa Maria foris porta, comunque a te piacciono di più? Anche a me, alla faccia dei critici.

monastero di Torba dipinti
monastero di Torba dipinti

La famosa Aliberga? Piano di sotto, cappella funeraria, nell’angolino di destra, non mi convince quella abbadessa, ci deve essere sotto qualcosa…