Visita al Santuario della Madonna di Tavoletto in Piemonte

Se dico Roero, cosa vi viene in mente? Cuore del Piemonte, dolci colline colme di vigneti, una corolla di paesi con i loro castelli. Ma anche innata gentilezza delle persone e, naturalmente, mangiare e bere di altissima qualità, ben noti ai viaggiatori che provengono da tutto il mondo per visitare questo territorio e quello delle Langhe. Se siete certi di conoscerlo bene e di aver visitato ogni suo angolo, sappiate che è impossibile, visto il numero incredibile di attrattive che contiene.

Una di quelle meno note è il Santuario della Madonna di Tavoletto, nel comune di Sommariva Perno, in provincia di Cuneo. Dopo le mille curve delle strade della zona, per visitarlo dovrete prendere uno sterrato in mezzo alle colline coltivate a vigneti, girasoli e grano, con qualche macchia di bosco a ricordare tempi molto più antichi e selvaggi.

La storia del Santuario

La zona fu colonizzata dalle popolazioni celto-liguri, poi arrivarono i Romani; in età medievale c’era un feudo, un piccolo borgo con un castello e una chiesa, come confermato da un documento del 1111. Da queste parti si scontrarono poi le forze e gli interessi dei Vescovi di Asti e della città di Alba, al cui termine durante il Trecento era avvenuto un grande cambiamento: la popolazione si era spostata in aree più sicure e il castello era scomparso, probabilmente distrutto in qualche scorreria. Era rimasta solo la chiesa, abitata da preti eremiti che ne mantenevano la struttura con il loro lavoro e le loro preghiere, così come sarà per centinaia di anni a venire, quando il Santuario anche se isolato rimarrà sempre luogo di fede frequentato dai devoti.

La prima volta in cui viene nominata l’intitolazione alla Madonna sarà poi in un documento del 1565, che parla della Nostra Domina Tauleto. All’inizio del Seicento la costruzione versava in pessime condizioni, tant’è che nel 1650 venne deciso di ricostruirla completamente sulle fondamenta di quella precedente, mentre nel Settecento vennero fatti gli stucchi e le decorazioni ancora visibili sul soffitto.

Nei secoli successivi si alternarono quindi attività e degrado, fino alla morte dell’ultimo parroco negli anni Sessanta del secolo scorso, a cui seguì un periodo di assoluto abbandono. All’inizio del nuovo millennio le cose presero però a cambiare, grazie alla nascita di un’associazione onlus a protezione del Santuario, e quindi agli interventi del Ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza.

Attualmente è in condizioni perfette e visitabile in maniera del tutto autonoma, grazie al sistema di Chiese a Porte Aperte.

Il Santuario della Madonna di Tavoletto

Dove si trova

Il Santuario sorge in cima ad una piccola collina, in mezzo a un paesaggio stupefacente e rilassante. Gli unici rumori sono quelli della campagna, con gli uccellini, i grilli d’estate interrotti dal motore di qualche trattore lontano. Il punto migliore per una fotografia del piccolo santuario si trova nelle vigne della collina di fianco (fare attenzione: guardare e non toccare!).

Il Santuario della Madonna di Tavoletto

L’interno del Santuario

Quando poi entrerete all’interno, vi troverete in un ambiente molto più moderno di quanto potevate aspettarvi dall’antichità del luogo, frutto del rifacimento seicentesco e delle decorazioni del secolo successivo. La navata principale è tutto un susseguirsi di affreschi e stucchi che ricordano quelli gioiosi di una dimora nobiliare, più che quelli cupi tipici di tante chiese di quel periodo, e danno una sensazione di serenità, che fa il paio con quella provata all’esterno.

A parte un dipinto del 1770 circa raffigurante San Vincenzo Ferreri, opera del pittore Paolo Operti, due sono le tavole di pregio ritornate nel Santuario. La più celebre è sicuramente la Pietà dipinta da Gian Martino Spanzotti intorno al 1490, nella quale Gesù Cristo appare esangue e vicino a cadere in terra, mentre viene teneramente abbracciato dalla Vergine, dai tratti pienamente dolorosi.

Il Santuario della Madonna di Tavoletto l'interno

La seconda è una particolare natività della fine del Quattrocento, una pittura fatta dalla cerchia di Sebastiano Mainardi, noto artista toscano dell’epoca. In essa è visibile la Madonna inginocchiata davanti al Bambino, con il suo manto a fargli da giaciglio, San Giovanni con una croce formata da due ramoscelli legati insieme, San Giuseppe in atto di preghiera e San Sebastiano legato nudo contro un albero e trafitto dalle frecce.

la madonna al Il Santuario della Madonna di Tavoletto

Dopo aver visitato il Santuario della Madonna di Tavoletto ed aver così saziato il vostro spirito, potrete fare altrettanto con il vostro corpo nei numerosi ristoranti della zona, degustando i deliziosi piatti tipici della tradizione piemontese oppure, se siete in stagione, l’eccezionale tartufo bianco. Ricordatevi però di accompagnare il vostro pasto a una bottiglia dei rossi della zona, sicuramente senza pari.

Visita con l’app Chiese a Porte Aperte

La visita del santuario avviene mediante un sistema inaugurato da un paio d’anni, e assolutamente innovativo: quello di Chiese a Porte Aperte. Si tratta al momento di 22 piccole chiese site nella Regione Piemonte che è possibile visitare internamente in maniera del tutto autonoma e gratuita. Occorre recarsi sul sito www.cittaecattedrali.it, quindi procedere a una registrazione che si effettua inserendo i propri dati e un documento di identità. Si scarica quindi l’app chiese a porte aperte, dove è possibile prenotare l’ingresso voluto indicando la data, l’orario e le persone partecipanti.

Una volta giunti fisicamente al sito desiderato, si inquadra il QRCode all’ingresso e automaticamente si apre il portone della struttura. All’interno è possibile avere una spiegazione registrata e l’accensione delle luci tramite un pulsante; alla fine occorre controllare la chiusura della porta d’ingresso. È una procedura molto semplice e comodissima anche in tempi difficili.