Cosa vedere a Padova

Padova e Dintorni: Cosa vedere e cosa fare

Ma quanto sei bella Padova! Per me, Padova, in Veneto, è stata una bellissima sorpresa. E mi vergogno un po’ a dirlo, visto che ce l’ho a meno di un’ora di strada e non sono mai andato a visitarla. Ci sono stato per acquisti, ma mai per ammirarne le bellezze o per farci un giro. E’ per questo che quando mi hanno proposto la possibilità di andarci, non ho esitato. Sapevo fosse bella, ma non così bella.

Padova è una città prevalentemente universitaria, grazie alla seconda Università d’Italia ed una tra le più rinomate d’Europa. E’ una città giovanile che si integra perfettamente con la propria storia e i suoi capolavori del passato. Ed è proprio qui che entrano in gioco i siti Unesco della città, primo tra tutti la Cappella degli Scrovegni, dichiarata patrimonio UNESCO nel luglio 2021 assieme agli affreschi del Ciclo Padova Urbs Picta.

Oltre alla Cappella degli Scrovegni, il ciclo degli affreschi di tutta la città di Padova appartiene a Padova Urbs Picta, ossia Padova città dipinta, proprio per rimarcare l’importanza di questi capolavori artistici per la città e per tutto il patrimonio Mondiale. Di tutto il ciclo di affreschi non ho visitato gli Oratori di San Giorgio e San Michele. Al ciclo appartengono:

  • La Cappella degli Scrovegni
  • La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli eremitani
  • Palazzo della Ragione
  • Cappella della Reggia Carrarese
  • Battistero della Cattedrale
  • Basilica e convento del Santo
  • Oratorio di San Giorgio
  • Oratorio di San Michele

Non mi sono limitato solo agli affreschi: ho visitato moltissimi luoghi, sia in città, che nei dintorni e anche lungo la Riviera del Brenta – ma delle Ville lungo la Riviera e del giro in Burchiello te ne parlerò in un altro articolo – Oggi ti parlo di cosa vedere a Padova e cosa fare.

Padova: la città dei 3 senza

Prima di raccontarti di cosa vedere a Padova, ti volevo dire che Padova è conosciuta anche come la città dei 3 senza.

Il primo “senza” che ho incontrato è stato il Caffè senza porte, ossia il Caffè Pedrocchi: in antichità il caffè doveva essere aperto 24 ore su 24, dove si poteva entrare ed uscire senza orari e le porte dovevano restare sempre aperte come se non ci fossero.

Il secondo “senza” riguarda il Santo Senza Nome, ossia la Basilica di Sant’Antonio. I Padovani non dicono mai ” vado alla Basilica di Sant’Antonio” ma dicono “vado al Santo” , oppure ” La basilica del Santo”, o ancora “il Santo”. Antonio non si pronuncia.

Il terzo “senza” riguarda Prato della Valle, una delle piazze più grandi d’Europa. Anche se c’è l’erba, è conosciuta come il prato senza erba. Questo perchè Prato della Valle, una volta, era un pratum, ossia una piazza adibita a scambi commerciali in cui non cresceva l’erba. Il detto si è trascinato fino a i giorni nostri.

Bene, ora che conosci i 3 senza di Padova, ti posso raccontare di cosa visitare a Padova.

Caffè Pedrocchi

Credo sia d’obbligo iniziare la visita a Padova da uno dei luoghi storici di Padova: il Caffè Pedrocchi. E’ uno dei caffè più antichi d’Italia e fu fondato da Antonio Pedrocchi nel 1831, che lo aveva ereditato dal padre e aveva capito la possibilità che avrebbe potuto rendergli un caffè in tale posizione. Si trovava nel cuore della vita sociale, politica, universitaria e al centro della città di Padova.

cosa vedere a Padova Caffè Pedrocchi

Acquisì gli edifici attigui al caffè lasciatogli dal padre fino a dargli la dimensione attuale e facendolo progettare in stile neoclassico e neogotico. Si compone di un piano nobile situato al piano superiore ma anche di un piano terra.

E’ al piano terra che si trova la parte più frequentata del caffè. Oltre ad un amplio plateatico e una sala con bancone, all’interno si trovano tre sale: nell’ordine sala verde, sala rossa e sala bianca.

cosa vedere a Padova Caffè Pedrocchi

Caratteristica della sala verde è quella di essere una sala ad accesso libero e senza obbligo di consumazione. Questa consuetudine è stata inaugurata dallo stesso Antonio Pedrocchi, ma si continua a fare così per sua espressa volontà testamentale. Infatti per Antonio, il caffè doveva essere accessibile a tutti e per questo la sala era libera. Chi consuma dentro questa sala è perchè si è servito al banco, ma qui non si è serviti. Un’altra volontà che Pedrocchi aveva espresso era che il caffè fosse aperto h24, ma la volontà non è stata rispettata.

Caffè Pedrocchi padova

Nella sala rossa si trova il bancone storico, ma è la sala bianca che è significativa, in quanto fu qui che gli studenti decisero di ribellarsi alla dominazione austriaca nel 1916. E’ qui che si trova un foro di proiettile sparato dagli austriaci contro il comando direttivo della rivolta antiaustriaca. Il foro è mantenuto come una sorta di memoria storica.

Da assaggiare il Pedrocchino, il caffè macchiato con la menta.

Ad oggi il caffè Pedrocchi è di proprietà del comune a gestione privata.

L’Orto Botanico

Nasce nel 1545 ed è il più antico Orto Botanico Universitario d’Europa. Dal 1997 è anche patrimonio Unesco ed è stato il primo patrimonio Unesco della città di Padova.

L' Orto Botanico Padova

L’Orto Botanico fu fondato da Francesco Bonafede, docente di Botanica all’Università di Padova. Questo permise agli studenti di Botanica di studiare le prima piante medicinali e separarle da quelle velenose.

L' Orto Botanico Padova

L’Orto originale, che si può vedere tutt’oggi, è l’Hortus Cinto, l’orto di forma circolare che si trova all’interno delle mura.

All’interno dell’Orto Botanico si trovano circa 6000 tra piante e vegetali, e molte piante furono introdotte durante il periodo della Repubblica della Serenissima: i contatti della Repubblica di Venezia con le Indie permisero di importare nuove piante e nuove specie di vegetali. Con l’ampliamento degli spazi, sono state costruite anche delle serre che ricreano gli ambienti naturali per poter permettere ai vegetali di vivere.

L' Orto Botanico Padova

Prato della Valle

Prato della Valle è la Piazza più grande d’Europa, se si esclude la Piazza Rossa di Mosca. E’ una piazza di forma ellittica, al cui centro si trova un’isola verde chiamata Isola Memmia, delimitata da un piccolo canale ornamentale.

Lungo il Canale una doppia fila di 78 statue tutte diverse tra loro. Ci sono 4 ponti di acceso all’isola Memmia che si incontrano in centro all’isola dove si trova una fontana.

rato della Valle padova

Prato della Valle aveva funzioni originariamente economiche, in quanto luogo di scambi e di merci. Ma oggi è invece luogo di aggregazione e incontro di giovani.

Il momento più suggestivo per ammirarla? Di sera ovviamente, con le luci illuminate e la Basilica di Santa Giustina sullo sfondo.

La Basilica del Santo

Pontificia Basilica Minore di Sant’Antonio di Padova è uno dei luoghi di culto principali sia di Padova che d’Italia, in quanto viene visitata da oltre 6.5 milioni di Pellegrini l’anno. E’ conosciuta come la Basilica del Santo o il Santo. Qui dentro alla Basilica si trovano le reliquie e la tomba di Sant’Antonio da Padova.

La Basilica del Santo Padova

All’esterno si trova la Statua del Gattamelata, opera di Donatello, mentre all’interno della Basilica vi si trova la sua tomba. La statua è stata la prima statua equestre in Bronzo fuso in Italia dopo il periodo romano, dato che queste statue si usano fare nel periodo dell’impero romano – l’ultima statua in bronzo fuso è stata quella di Marco Aurelio -.

Una particolarità della statua è di essere di spalle alla porta di accesso alla Basilica. Questo perchè una volta non si accedeva dall’ingresso attuale ma dalla via del Santo, quella che collega la Basilica al centro storico.

Ritornando a Sant’Antonio, è giusto sapere che non era Italiano ma era Portoghese, si chiamava Fernando e muore a Padova il 13 Giugno 1231 e diventa Frate Francescano dopo l’incontro con San Francesco d’Assisi.

La Basilica del Santo Padova

Era un grande predicatore con capacità curative e miracolose. La Basilica sorge dove si trovava una piccola chiesetta dedicata alla Madonna e un piccolo Monastero di Frati.

All’interno la Basilica presenta 3 navate, un altare Maggiore e si può percorrere passando dietro all’altare. Lungo le navate si trovano una serie di Cappelle dedicate ai Santi.

Cappella degli Scrovegni

La Cappella degli Scrovegni è senza dubbio il punto più alto dell’espressione artistica all’interno del ciclo di affreschi di Padova Urbs Picta.

Gli unici affreschi che non sono di Giotto sono quelli dell’abside, dove si trovano le statue di Giovanni Pisano. Il resto è tutta opera sua.

Cappella degli Scrovegni Padova

Ogni parete ha tre fasce di dipinti sovrapposte, che narrano storie della Bibbia ma anche dai Vangeli apocrifi, come la storia di Gioacchino e Anna, i genitori di Maria, narrata nella fascia in alto. Uno dei dipinti più simbolici tra tutti è il bacio tra i due genitori, perchè considerato il primo bacio della storia dell’arte.

Si passa poi alla seconda e alla terza fascia dove si trovano varie scene che vanno dalla scena dell’Annunciazione alla strage degli innocenti, dalla predicazione di Cristo alla sua crocefissione passando per il bacio di Giuda e la lavanda dei piedi.

Sulla controfacciata invece il Giudizio Finale, con Cristo in centro e una rappresentazione del Paradiso da una parte con i beati e dell’Inferno dall’altra con i dannati e Lucifero che banchetta con i loro corpi.

La fascia in basso invece rappresenta l’ allegoria dei vizi, dalla parte dell’Inferno, e delle virtù, dalla parte del Paradiso: ad ogni vizio si contrappone una virtù.

Cappella degli Scrovegni Padova

Giotto all’interno della Cappella degli Scrovegni è il primo a rappresentare la prospettiva empirica e lo spazio tridimensionale.

Un’opera colossale e bellissima da lasciare sbalorditi.

Chiesa degli Eremitani

Conosciuta anche come Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, fu costruita a partire dal 1264. Ha una navata unica ed un soffitto a Carena di Nave rovesciata – che si può ritrovare al Palazzo della Ragione – .

La chiesa degli Eremitani appartiene al ciclo Urbs Picta per gli affreschi della Cappella Ovetari del Mantegna.

Chiesa degli Eremitani Padova

Purtroppo l’11 Marzo 1944 la Cappella fu vittima di un bombardamento tedesco e gli affreschi del Mantegna andarono quasi completamente distrutti. E’ possibile però ammirarli grazie ad una ricostruzione fatta con le foto dell’epoca e grazie al recupero di alcuni frammenti durante gli scavi.

Palazzo della Ragione

Il Palazzo della Ragione è l’antica sede dei tribunali cittadini di Padova. Il Palazzo fu eretto a partire dal 1218 ed ha lo stesso tetto a forma di carena di nave rovesciata che si trova agli Eremitani. La sala principale si trova al primo piano ed è qui che si trovano i 333 affreschi appartenenti al ciclo.

palazzo della Ragione a Padova

E’ un ciclo astrologico di 333 scene divise in 12 sezioni raggruppate per segni zodiacali, mesi, pianeta ed un santo che apre il mese. Attorno a questi disegni si sviluppano segni di vita, aspetti caratteriali ed umani attinenti a quel segno.

Ad ogni sezione faceva capo un tribunale: chi entrava si recava presso il disegno dell’animale relativo e qui incontrava il giudice del tribunale per risolvere la controversia.

Il ciclo fu ispirato da Pietro D’Abano, dipinto da Giotto ma venne distrutto nel 1420 da un incendio. Fu recuperato poi da Nicolo’ Miretto con la collaborazione di Stefano da Ferrara e di altri pittori.

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All’interno si trova ancora oggi la Pietra del Vituperio, il Cavallo Ligneo e una rappresentazione del Pendolo di Focault.

Il Battistero

Il Battistero del Duomo di Padova, dedicato a San Giovanni Battista, conserva al suo interno il capolavoro di Giusto de Menabuoi.

Il Battistero Padova

Tutti gli affreschi si sviluppano attorno alla figura del Cristo Pantocreatore dipinto sulla cupola del Battistero: attorno al Cristo si trovano angeli e Santi disposti come a raggera, mentre sulle pareti del Battstero si trovano episodi relativi alla vita di Cristo, di Maria e di San Giovanni Battista.

Altri episodi narrati sono la crocefissione, alcuni episodi della Genesi e l’Apocalisse di Giovanni.

Il Battistero a Padova

Affreschi della Reggia Carrarese

Ultimi ma non meno importanti ad appartenere al ciclo degli affreschi di Padova Urbs Picta sono gli affreschi della Loggia dei Carraresi. Si trovano nella Reggia appartenente alla famiglia dei Da Carrara, situata in via dell’Accademia.

Gli affreschi si trovano all’interno di una ampia sala, la Sala delle Adunanze, ma appartenevano ad una piccola Cappella adiacente tale sala: è stato abbattuto il muro e ora gli affreschi si trovano qui. Peccato però che l’unificazione tra sala e Cappella abbia fatto perdere una parte degli affreschi.

Gli affreschi sono opera del Guariento e narrano alcuni episodi biblici, in particolare dell’Antico Testamento.

Reggia Carrarese a Padova

Si vedono episodi relativi alla vita di Noè come il Diluvio Universale manche anche la vergogna di Noè dove si ubriaca col vino. Si parla anche di Abramo, Sodoma e Gomorra, il Sacrifico del figlio di Abramo e di Giuseppe.

Ad oggi la Loggia è sede dell’Accademia Galileiana di Lettere, Scienze ed Arti.

Le piazze di Padova

Un’espressione molto comune a Padova è “andare alle Piazze“: le piazze in questione sono Piazza dei Signori, Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta. E’ tra queste piazze che si svolge tutti i giorni il mercato cittadino, sia tra le piazze che sotto i portici, e le piazze sono popolate di frutta, verdura e vestiti.

Le piazze di Padova

Ma se di giorno le Piazze sono popolate di bancarelle, venditori e compratori, a partire dal primo pomeriggio entrano in scena i giovani nei bar con aperitivi e cicchetti. Tre piazze sempre vive ed animate.

Il mercoledì sera si svolge il mercoledì Universitario, dove i locali sono pieni di studenti che fanno aperitivo lungo nei vari bar

Le piazze di Padova

L’università di Padova

Bello tornare all’Università dopo una decina d’anni. L’Università di Padova è per la città uno dei più grandi vanti. E ne hanno ben ragione. Si parla della seconda Università più prestigiosa d’Italia dopo Bologna e di una delle più autorevoli a livello Europeo, in cui hanno insegnato personalità di spicco e che hanno rivoluzionato discipline come la matematica, la fisica, l’astronomia e la medicina.

L'Università di Padova

Se siete interessati, è possibile visitare alcune zone dell’Università Patavina. Due sono le stanze che ho trovato più interessanti: situate a Palazzo Bo, la prima è stata la Sala dei 40, così chiamata perchè vi si trovano 40 ritratti di studiosi che hanno fatto qualcosa di molto importante per la stessa Università. E’ qui che si trova la cattedra in cui insegnava Galieo Galilei.

L'Università di Padova

La seconda stanza che mi ha più colpito invece è stata quella del primo Teatro Anatomico d’Italia, utilizzato per le autopsie a scopo di studio: è una costruzione a cerchi concentrici che si allargano man mano che si sale, dove in basso si trovano i dottori esaminatori col cadavere mentre nei vari cerchi gli studenti assistono all’autopsia. Il teatro anatomico nasce appunto con questo scopo: permettere la visione agli studenti dell’autopsia a scopo didattico.

Se ci penso deve essere stato molto macabro, seppur per scopi scientifici.

Visita al MUSME

Il Museo della Storia della Medicina di Padova è qualcosa di meraviglioso e potrebbe essere una bellissima attrazione adatta ai bambini.

Sorge nel palazzo che fu il primo Ospedale Padovano, voluto dai coniugi Sibilia de’ Cetto e Baldo Bonafari. Furono loro a finanziarlo e fondarlo e fu qui che i primi studenti padovani poterono praticare la pratica clinica direttamente sui malati.

Museo della Storia della Medicina di Padova

Caratteristica del MUSME è quella di essere un museo completamente interattivo: si possono leggere libri scorrendo col dito, esplorare il corpo umano e ascoltare un uomo gigante – in polistirolo – che parla mentre spiega le varie parti del corpo umano mentre queste vengono proiettate sul proprio corpo.

Di particolare interesse sono i portoni interattivi: lungo il percorso si incontreranno delle porte. Ad ogni porta si può bussare e apparirà un personaggio del passato, che si identificherà e spiegherà il suo contributo, anche in chiave ironica, alla medicina e alla scienza medica. Molto bella la spiegazione di Galileo sul metodo sperimentale e di Andrea Vesalio sull’anatomia – egli infatti è considerato il fondatore dell’anatomia moderna.

Museo della Storia della Medicina di Padova

E’ aperto – momentaneamente – solo il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 19.00

Esperienze da fare e altre cose da vedere nei dintorni di Padova: Conselve e la cantina il Dominio

Conselve è una piccola cittadina che si trova a 25 minuti di auto da Padova. Qui si trovano alcune belle ville venete ma il “piatto forte”, o forse dovrei dire il “bicchiere forte”, è un vino rosso di nome Friularo.

Conselve

E’ un vino rosso autoctono di questa zona. Abbiamo avuto la fortuna di visitare ed assaggiare il Friularo alla tenuta il Dominio a Bagnoli di Conselve.

La tenuta il Dominio era di proprietà della famiglia Widman, che la acquistò quando negli anni passati era ancora un monastero. Ad oggi invece appartiene alla famiglia Borletti.

uva

La tenuta ha un ampio giardino con alcune statue e sculture di Antonio Bonazza, e ha 600 ettari di terreni divisi tra seminativo e allevamenti. Ci sono anche degli alloggi disponibili per turisti con piscina, adatti a chi cerca il relax e la tranquillità nel verde.

Senza dubbio, come dicevo prima, il pezzo forte è il Friularo DOCG, un vino che deriva dal Raboso Piave, un’uva a bacca rossa dall’elevata acidità che si vendemmia molto tardi rispetto al solito, non a caso si parla di vendemmia tardiva di metà novembre. E’ un vino che si produceva già ai tempi della Serenissima.

Friularo DOCG

Caratteristica del Friularo è quella di migliorare col tempo. Acquistare una bottiglia e berla ad anni di distanza significa andare a trovare un vino ancora vivo e molto buono. Abbiamo avuto occasione di assaggiare 3 varianti del Friularo, devo dire che quello che mi è piacito di più è stato quello in versione Passito.

Friularo DOCG bottiglia

Nella tenuta si tengono eventi come convention, matrimoni ed altri eventi fino a quasi mille persone, che si svolgono soprattutto nella zona del granaio.

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Dove mangiare a Padova e dintorni

Devo dire che a Padova ho avuto modo di assaggiare la tipica cucina veneta e l’ho rivalutata: sono Veneto ma la cucina della mia terra non mi entusiasma. Eppure qui a Padova ho scoperto dei locali davvero eccezionali che mi hanno fatto cambiare un po’ l’opinione che avevo precedentemente. Ecco dove abbiamo mangiato e quindi anche cosa mangiare in Veneto:

  • Caffè Pedrocchi: pranzo leggero dove ho scoperto che mi piace la gallina Padovana. Devo dire che non mi aspettavo mi piacesse, e mi ha pure sorpreso lo Zabaione servito come dolce finale, che non avevo mai assaggiato in vita mia. La location del Pedrocchi resta unica.
caffe
  • Osteria dei Fabbri: qui secondo me uno dei migliori locali, sia come servizio che come qualità del cibo. Certo che trovarmi a mangiare poenta e sopressa (polenta e soppressa) e come primo pasta e fasiòi (pasta e fagioli) certo non me l’aspettavo, ma soprattutto non mi aspettavo di dire “Che buoni!”: davvero era una vita che non li mangiavo ma sono risultati davvero ottimi entrambi.
COSA MANGIARE A PADOVA
  • All’Ombra della Piazza: ottimo come luogo per fare l’aperitivo ma anche per pranzi veloci a base di cicchetti. La terrazza si affaccia su Piazza della Frutta ma la sede del locale è in via Pietro D’Abano. Se amate fare l’aperitivo lungo a base di vino e cicchetti siete nel luogo giusto. Io mi siederei qui alle 11 del mattino, inizierei a fare aperitivo e finirei post cena. Praticamente diventerebbe un aperitivo chilometrico.
aperitivo A PADOVA
  • Bacaro Padovano: Anche qui abbiamo mangiato molto bene e tipico, soprattutto per quel che riguarda la cucina tipica Padovana. Devo dire che i bigoli col ragù di gallina Padovana erano semplicemente ottimi ma anche lo zabaione era davvero super.
spaghetti A PADOVA
  • Frascoli Bacaro Veneziano: si può mangiare tipico Veneziano – e Veneto – in quel di Padova? Certo! L’ambiente mi ha particolarmente colpito in quanto le sue foto e i “detti veneziani” scritti sul muro rimandano alla città lagunare. Non sono mancati i cicchetti accompagnati dall’immancabile prosecco, questa volta i bìgoi li ho mangiati con lo spada, ed il fritto era proprio croccante e squisito. Consigliatissimo.
COSA MANGIARE A PADOVA
  • Trattoria in Corte dal Capo a Conselve: un locale in cui la cucina tradizionale è regina ed il locale un po’ rustico mi è proprio piacito. Devo dire però che il pollo fritto con latte e miele è stato qualcosa di davvero insuperabile. Se decideste di lasciare Padova per venire qui a mangiare, sappiate che state facendo la mossa giusta.
COSA MANGIARE A PADOVA

Conclusione

Spero che questo tour di Padova e dintorni vi sia piaciuto. A me Padova ha stupito. Mi è piaciuta davvero tanto e sarà una destinazione che consiglierò a tutti. Non finisce qui però: ho avuto un’altra bellissima esperienza sempre negli stessi giorni, quella in Burchiello lungo la Riviera del Brenta e dove ho visitato alcune Ville Venete. Ma di questo ne parlerò nel prossimo articolo dedicato alla mia esperienza a bordo del Burchiello.

Post in collaborazione con Consorzio Città d’Arte del Veneto.