Intervista a Dario Petucco con il suo libro 9.331 miglia

Oggi andiamo a conoscere Dario, viaggiatore e autore del libro 9.331 miglia, un diario di viaggio per i mari europei, dal porto militare della Spezia verso il Mare del Nord e il Golfo di Finlandia con tre navi militari (ma di militare c’è ben poco).

1. Chi e’ Dario

Buongiorno a tutti. Mi chiamo Dario Petucco, sono nato nel 1964 a Bassano del Grappa ma da tanti anni vivo nell’estremo levante ligure, con mia moglie e non abbiamo figli. A 16 anni e mezzo, nel 1981, ho lasciato le comodità e la sicurezza di casa mia per realizzare un sogno che avevo sin da bambino: mi sono arruolato in Marina.

Dopo il corso sottufficiali a Taranto, con la categoria di radiotelegrafista, mi hanno imbarcato a La Spezia su un cacciatorpediniere, il mio primo imbarco. Nel corso dei miei 37 anni effettivi di servizio sono stato imbarcato su diverse tipologie di navi, e in oltre 15 anni d’imbarco sono riuscito a navigare tutto il Mediterraneo e anche fuori. Ho prestato servizio in Comandi terrestri nazionali e sono stato pure destinato all’estero, in Belgio e a Baghdad.

Come si dice: una brillante carriera coronata di successi! Seriamente parlando, ho avuto la grande fortuna di realizzare i miei sogni, conoscere persone di tutta l’Italia e stranieri e da ognuno apprendere qualcosa, apprezzando le nostre umane diversità. E le soddisfazioni personali e la passione per la Marina e il mare non mi sono mai mancate.

Dal 2018 sono in pensione e così mi dedico di più ai miei passatempi preferiti, tra i quali il volontariato, la lettura e la scrittura, passeggiare in spiaggia e godermi il presente.

2. La passione per il mare. Quando e dove è nata e perché

Nonostante io sia nato in una terra di alpini e amanti della montagna, sin da bambino il mare mi ha affascinato. Forse per alcune trasmissioni in bianco e nero che vedevo alla TV, che descrivevano avventure oceaniche di temerari navigatori solitari, e per un telefilm francese ambientato su un cargo che navigava per i mari del mondo. Oppure per i racconti di mia mamma su un suo povero fratello morto appena diciassettenne in Marina nella seconda guerra mondiale. O magari per lo spirito di contraddizione che avevo, visto che a Bassano vedevo solo penne nere.

Le motivazioni potrebbero essere tante, sta di fatto che dai miei sedici anni non riuscirei a vivere lontano dal mare, sebbene non lo veda tutti i giorni.

3. Le prime esperienze in mare

Da bambino mi ricordo che con la mia famiglia trascorrevamo un mesetto estivo al mare di Jesolo, quindi forse sarà stato un pattino! Oppure un vaporetto quando si andava in gita a Venezia.

Scherzi a parte, la prima vera navigazione fu da allievo sottufficiale alle scuole a Taranto. Ero lì da un paio di mesi e un giorno ci fecero uscire in mare, per una specie di ambientamento, su una vecchia corvetta della Marina, Nave Aquila. E quando dico vecchia intendo che era stata varata nel 1954 e io nacqui dieci anni dopo. Quindi nel 1981 aveva la bella età di 27 anni. Di comodità nemmeno a parlarne, era leggera e il mare non lo teneva proprio, ballava sulle onde come una indemoniata.

Quella prima uscita in mare fu traumatica. Trovammo mare grosso e ricordo che ero disteso in un corridoio in preda al mal di mare e alla convinzione che appena messo i piedi a terra sarei ritornato a Bassano, e soprattutto alla stabilità dei monti. Ma fortunatamente non fu così. Ero troppo orgoglioso per definirmi sconfitto per il malessere fisico, e ci tenevo troppo a rimanere in Marina per girare il mondo ed essere indipendente. E fu la scelta giusta perché, come ho detto prima, riuscii a realizzare i miei sogni.

4. Quando e come e’ partita l’avventura di 9.331 miglia

Da sempre mi piace scrivere. Iniziai da bambino con piccole poesie e a dieci anni scrissi un raccontino ispirato alla guerra sui mari nel Secondo Conflitto. Lo conservo ancora con tutti gli errori di ortografia e di concetto di un bambino di dieci anni. Col tempo ho scritto favole e racconti che poi tenevo in un cassetto. È stato grazie all’amicizia con Mario Rigoni Stern se ho iniziato a rendere pubblici i miei scritti. Mario mi diceva che scrivere e lasciare le pagine in un cassetto, a meno che non fosse stato per ragioni terapeutiche, non era giusto. Inoltre, leggendo alcuni miei scritti mi spronò a mandarli in giro e riuscii pure a vincere qualche concorso letterario.

Nel 2013 pubblicai un libro (con editoria non a pagamento ovviamente) sulla mia esperienza professionale a Baghdad a cavallo tra il 2005 e il 2006, dal titolo Il mio   Iraq – Un marinaio a Baghdad.

Quindi, tornando al mio diario di viaggio 9.331 miglia, nel 2002 mi trovai trasferito all’improvviso presso un Comando specializzato della Marina che non conoscevo profondamente, e nel giro di una settimana partimmo per il Nord Europa. All’inizio il mio intento era di tenere un diario da leggere in futuro per ricordare quella esperienza professionale molto bella, ma poi parlando con Mario che lesse le prime bozze, decisi di provare a trovare un editore. E la fortuna mi sorrise.

5. La durate del viaggio

Era verso la fine di febbraio del 2002 quando venni trasferito al Comando del Dragaggio di La Spezia e il 18 marzo salpammo le ancore. La durata prevista era di oltre tre mesi di mare con soste in porti europei. Uscire dal Mediterraneo e solcare l’Atlantico, il Canale della Manica e il Mar Baltico fu esaltante. Rientrammo a Spezia il 21 giugno.

La rotta seguita

6. Le difficoltà e i momenti più belli

Personalmente le difficoltà furono poche e le ho quasi dimenticate. Quando si ha la fortuna di fare una professione che adori le difficoltà si superano, per me la Marina è stata la mia seconda famiglia per tanti anni. Abbiamo vissuto dei giorni di ansia per un nostro amico e collega, al quale dedico il mio libro, ma i veri momenti difficili nel lavoro li abbiamo sempre superati.

I ricordi più belli di una campagna di addestramento emozionante e che mi ha fatto conoscere luoghi nuovi e bellissimi sono tanti. Le albe e i tramonti in mare, ma nei miei oltre 15 anni di imbarco ne ho visti tanti e suggestivi.

Ho amato molto il Portogallo e la costa bretone. E tutte le persone incontrate con le loro usanze e abitudini diverse dalle nostre.

7. Cosa ti ha lasciato dentro questa avventura

Beh, forse ha incrementato la mia voglia di viaggiare, purtroppo ora inficiata negativamente per questa pandemia che spero finisca presto e bene per tutti. E lo spirito di amicizia con i colleghi quando condividi giorno e notte uno spazio ristretto per molto tempo con qualcuno.

8. Il Libro. Quando è nata l’idea e perché

Come ho detto prima, amando scrivere è stato naturale per me partire con penna e quaderno sempre vicini. L’intenzione era prendere appunti da rileggere in futuro, magari con mia moglie e gli amici guardando le tante foto che possiedo. Man mano che correggevo gli appunti sui luoghi visitati e li mettevo in bella, ho pensato che avrei potuto integrarli con le mie emozioni e aneddoti di vita, forse per un mio bisogno interiore di ritrovarmi. E adesso è una grande soddisfazione personale vedere il libro pubblicato.

9. Prossimi progetti?

Da oltre un anno ho pronto un romanzo di avventura ambientato su un clipper, tanto per rimanere imbarcati, nel periodo di fine Ottocento e l’ho inviato a qualche editore, solo che ancora nessuno mi ha risposto in modo positivo. Ora sto lavorando su un romanzo che vorrei suddividere in tre parti. Ognuna di esse è ambientata in luoghi diversi, con le vicende di due protagonisti nelle prime due parti. Nella terza i due, insieme, sistemeranno le loro vite.

E a tempo perso sto raccogliendo episodi della mia famiglia e della mia infanzia che, prima di perderli dalla memoria, cerco di imprimerli nero su bianco.

10. Dove trovare il libro?

A questo link si trova una lista con le librerie (anche online) che hanno il libro in vendita.

Il video della presentazione del libro