El Hierro, un’isola incontaminata alle Canarie

El Hierro, l’isola più piccola dell’arcipelago delle Canarie, è stata dichiarata dall’UNESCO Riserva della Biosfera. La costa frastagliata, il selvaggio interno vulcanico e i tranquilli villaggi la rendono un rifugio unico e ideale per rilassarsi in questo piccolo angolo dell’Atlantico rigurgitante di natura incontaminata. Che cosa vedere Per visitare El Hierro occorre qualche giorno, prendetevi il … Continua

Marzamemi: borgo marinaro nella punta più a sud della Sicilia

Marzamemi è una chicca. Uno di quei paesini nascosti che sono rimasti fuori dal tempo e dal turismo di massa. La prima volta che sono stata a Marzamemi ho avuto l’impressione di essere stata rispedita negli anni Cinquanta. I ritmi sono lenti, le persone sono cordiali, si gira per il paese a piedi o in … Continua

Cuore scozzese: come mi sono innamorata della Scozia

Mi chiamo Aury e questo è il mio primo contributo per Non solo Turisti, così ho pensato di presentarmi attraverso un paese che mi ha totalmente conquistato, l’unico in cui potrei vivere dovessi un giorno lasciare l’Italia. Questo paese è la Scozia.

Baia di Uig, Isola di Skye

Sono già stata in Scozia due volte, per due anni di fila, attirata dalla curiosità di conoscere ed esplorare il paese dei loch (laghi in gaelico) e delle colline di erica descritto nei romanzi storici che praticamente divoro e mi sono innamorata subito di questa regione dal fascino indiscusso.

A me ha colpito soprattutto la sua natura indomita e al contempo struggente, che offre al visitatore panorami spettacolari: le coste frastagliate dai mille fiordi, le vette maestose nascoste tra le nuvole, i loch dai riflessi cangianti, le scogliere a picco sull’oceano, le spiagge remote e solitarie, le vaste brughiere delle Highlands, le insenature profonde delle baie e i maestosi glen (valli) ricoperti di boschi regalano una sorprendente varietà di scenari.

Oltre a rendere ogni angolo unico e ugualmente suggestivo, la ricchezza paesaggistica della Scozia rende la regione il posto ideale per gli amanti dell’escursionismo, dalle semplici camminate nella natura alle più impegnative arrampicate.

Quiraing, Isola di Skye

I luoghi più selvaggi della Scozia sono inoltre l’habitat naturale di alcune specie animali ormai rare, quali il falco pescatore, l’aquila reale, il gatto selvatico, la martora. Oltre alle caratteristiche mucche scozzesi, alle onnipresenti pecore e ai simpatici scoiattoli, la ricca varietà della fauna scozzese consente anche avvistamenti di animali marini quali delfini, balene, foche, lontre e pulcinelle di mare. Basta solo munirsi di binocolo e pazienza e sperare in un pizzico di fortuna (utile perfino quando si parte per una escursione in barca organizzata) per avvistarne qualche esemplare.

La Scozia è anche un paese intriso di storia. Oltre a Maria Stuarda, importante figura femminile in quanto regina di Scozia, probabilmente le figure storiche più note della Scozia sono William Wallace e Robert Bruce: due uomini fieri e tenaci, che lottarono per la libertà del popolo scozzese dal giogo inglese e riportarono importanti vittorie rispettivamente a Stirling nel 1297 e a Bannockburn nel 1314.

A Stirling, ad accogliere chi arriva a visitare il castello c’è una statua di Robert Bruce che guarda all’orizzonte in direzione dell’alto monumento a Wallace, intrappolando il turista nelle maglie della storia di questo paese. Un luogo ancor più denso di pathos storico si trova poco fuori Inverness ed è l’altipiano di Culloden: qui nel 1746 gli inglesi inflissero agli scozzesi una dolorosa sconfitta, sterminando 1200 abitanti delle Highlands che combattevano sotto la guida di Bonnie Prince Charlie e determinando la fine dell’antica struttura dei clan.

Castello di Eilean Donan

Culloden è tristemente ricordata anche perché gli inglesi cercarono di sopprimere la cultura delle Highlands mettendo al bando le cornamuse, il kilt e la lingua gaelica. La struggente Valle di Glencoe unisce uno straordinario panorama a un episodio funesto, quale il massacro a tradimento del Clan dei MacDonald ad opera del Clan Campbell nel 1692. Impossibile non restare colpiti da questo retaggio storico attraversando la valle.

Ricchi di storia sono anche i numerosissimi castelli dislocati pressoché ovunque in Scozia. Dai sontuosi palazzi reali come il castello di Edimburgo, il castello di Stirling, Scone Palace, o il castello di Balmoral (residenza dei sovrani inglesi nelle Highlands), alle ruvide fortezze costruite a scopi difensivi come il castello di Urquhart (sul Loch Ness), Dunnottar o il castello di Kilchurn, dalle isolate dimore dei capiclan come il castello di Dunvegan o il castello di Armadale, agli splendidi manieri ancora oggi abitati da nobili ma aperti al pubblico come il castello di Inverary o quello di Blair Atholl, per concludere con i romantici castelli di Eilean Donan, Dunrobin, Glamis o Cawdor, solo per menzionarne alcuni, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Addirittura, per chi vuole dedicarsi alla scoperta dei castelli scozzesi, le agenzie turistiche organizzano dei veri e propri itinerari dei castelli.

Se volete vivere un’esperienza davvero unica in Scozia, vi suggerisco di organizzare il vostro viaggio in occasione di una delle principali attrazioni folkloristiche. Durante i mesi estivi in molte località della Scozia si tengono gli Highland Games, manifestazioni sportive risalenti al Medioevo che uniscono a giochi e prove di forza (tra cui il caratteristico lancio del tronco) gare di musica e di ballo (tra cui la famosa danza delle spade).

Tipica colazione scozzese

Il Military Tattoo, una grande parata che riunisce orchestre di cornamusa da tutto il mondo, è una manifestazione imperdibile se vi trovate a Edimburgo tra metà agosto e l’inizio di settembre. Attenzione, però, perché i biglietti vanno sempre a ruba per cui conviene organizzarsi con molti mesi di anticipo. Se, invece, capitate nella capitale scozzese per capodanno, potrete farvi coinvolgere dall’atmosfera gioiosa dei festeggiamenti e delle celebrazioni scozzesi per Hogmanay.

Un ultimo consiglio non può che riguardare le specialità enogastronomiche: nel vostro soggiorno in Scozia gustatevi il ricco apporto calorico di una bella colazione scozzese; non abbiate timore di assaggiare l’haggis, il piatto tipico a base di interiora cotte in un budello di pecora (ma esiste anche la versione vegetariana); nella patria del whisky non dimenticate di sorseggiare un buon bicchiere di “acqua della vita”, magari dopo aver visitato una delle tante distillerie; e per riprendervi dalle fatiche della giornata entrate in un pub, ordinate un bella pinta di birra e lasciatevi trasportare dal ritmo della musica country suonata dal vivo.

Tutti questi, ma non solo, sono i motivi per cui mi sono innamorata della Scozia. E voi, ci siete mai stati o state progettando di andarci? Mentre io organizzo il mio terzo viaggio, sono pronta a darvi consigli utili per pianificare il vostro.

Liverpool: il fish and chips da non perdere

L’altro giorno ho letto un post che mi ha fatto ripensare a Liverpool e alla sua bellezza.

Non so se vi è mai capitato di saltare di palo in frasca con i pensieri ma di restare sempre dentro l’argomento da cui siete partiti. Pensare alla bellezza di Liverpool mi ha fatto pensare alla bontà di Liverpool.

Fin qui tutto bene … o meglio … tutto bene dentro la mia testa. Quello che c’è da dire è che nel linguaggio delle mie celluline grigie “bontà di Liverpool” si dice solo ed essenzialmente Lobster Pot.

Tra le gioie maggiori della cucina inglese possiamo assolutamente annoverare il mitico Fish & Chips. L’Imperatore  del mangiare easy in quel del Merseyside si chiama senza dubbio il Lobster Pot, sito in Paradise Street a Liverpool.

Ogni volta che torno nella città dei Fab Four me ne innamoro sempre di più e mai smetterò di farlo (di andarci innanzitutto). Il problema (se questo è un problema) è che mi innamoro sempre più del Lobster Pot.

Comincia a diventare una necessità alla quale obbedire. Dai… lo so che non è il massimo per il fegato … ma una volta si può fare, no? E se non si prova il Fish & Chips in England … dove lo si prova?

Attenuanti e scusanti a parte, prendete un giorno con le tipiche condizioni meteo del Merseyside, aggiungete kilometri macinati su e giù per il centro e non, non dimenticate poi di prendere almeno due autobus e, non ultimo, mai tralasciare un giro in prossimità dell’Albert Dock. Dopo tanti giri la fame arriva ineluttabile e quindi, perché non cercare il Lobster Pot

Trovarlo è facilissimo; la sede di Paradise Street altro non è che la succursale dell’originaria sede di Renelagh street. Quest’ultima molto vicina a Liverpool Central.

Insomma… non siete stati a Liverpool se non avete mangiato e gustato PER INTERO (e non a caso lo scrivo in lettere maiuscole) uno splendido Fish & Chip made in Lobster Pot (Cod o Haddock, scegliete voi).

Disclaimer, non tanto trascurabile: le porzioni sono … come dire … immense. La qualità, malgrado il posto non sia niente di più che un fast take away, è eccelsa. Il prezzo è la cosa migliore. Una bottiglietta d’acqua e un fish & chips very huge arrivano a circa 5£. Praticamente il miglior rapporto qualità prezzo di Liverpool. Una volta recuperata al banco la vostra porzione (rispettate la fila!!) vi chiederete e proprio non con voce sommessa “ma ce la farò?”

Io vi dico solo provare per credere. Non preoccupatevi di puzzare di fritto uscendo di lì. A Liverpool c’è sempre vento. Vi basterà gironzolare una mezz’oretta e tornerete profumati di buono.

Un fish & chips del Lobster Pot mi fa sentire parte di un universo perfetto. > Dove dormire a Liverpool

 

CAMRA: molto più che una semplice birra

Se c’è una cosa che ho imparato viaggiando, è che le migliori informazioni e, se vogliamo, le più utili si nascondo dove meno ce lo aspettiamo.

Opuscoli, pdf ritrovabili in rete o semplicente un pieghevole recuperato chissà dove possono regalarci indicazioni preziose per itinerari insoliti.

Vi scrivo questo perché, l’estate scorsa, mentre preparavo un viaggio tra Galles del Nord e Yorkshire mi sono messa a scandagliare il sito della più importante associazione del Regno Unito legata al mondo della birra.

Affinché non mi prendiate per una ubriacona, vi dico che feci questo perché avevo voglia di scoprire quali fossero i migliori pub di York.  Sull’argomento la mia guida, seppur quotatissima e aggiornata, lasciava alquanto a desiderare. Sicché mi sono ricordata di quest’associazione a dir poco fondamentale dallo stranissimo nome di CAMRA.

CAMRA sta per CAMpaing for the Real Ale … una vera propria campagna che gli inglesi e non solo hanno portato avanti per un bel po’ affinché si ricominciasse a dare il giusto peso a birrifici locali o microbirrifici pienamente orgogliosi della loro produzione.

Il popolo britannico ha creato una vera e propria associazione non governativa che si occupi di promulgare il “bere bene” e il “bere local”. Un po’ come la nostrana Slow Food, volta però al mondo della produzione di birra di gran qualità e gusto.

In Inghilterra stava succedendo quello che da noi è ormai, fortunatamente non ovunque, un dato di fatto: le grandi multinazionali della birra acquistano gloriosi marchi nazionali e distribuiscono à go-go ogni birra di ogni tipo, sradicandola dalla propria realtà locale. A fare le spese di queste scelte commerciali erano le piccole realtà locali che non trovavano più posto sui banchi di ogni pub della Gran Bretagna.

Oltre a ciò, anche il gusto di una birra ricavata secondo regole antiche e preziose veniva sacrificato al mercato del “tutto e subito” oppure del “veloce è meglio”.

Ora questo pericolo è scampato perché la CAMRA è una realtà assodata e un’associazione dalla distribuzione capillare.

Se programmate un viaggio in Inghilterra, in Galles o in Scozia andate a cercarvi qualcosa sui siti locali delle zone che andrete a vedere. Vi suggeriranno itinerari cittadini, pub da vedere e luoghi immancabili in quanto a servizio e cibo locale.
In poche parole, vi daranno quelle dritte che solo i locali ben inseriti in quelle comunità potrebbero darvi.

Per quanto riguarda la mia personale esperienza, vi posso dire che le “pub-map” di York e di Liverpool sono davvero un qualcosa di totalmente fondamentale per capire al meglio l’anima di quelle due città.

Vi ricordo infine una piccola e grande verità: il bello di una birra locale gustata alla giusta temperatura e nel giusto luogo non sta nella quantità che riuscireste a bere bensì nella qualità che percepirete ad ogni piccolo sorso.

La birra è, anche, un’esperienza culturale.

Barcellona: non solo movida ma anche aree verdi

Barcellona è una città multiculturale e piena di cose da fare, dove non ci si annoia mai! Non mancano aree verdi, parchi e giardini, luoghi molto frequentati non solo per la loro bellezza ed originalità, ma anche perchè offrono angoli in cui ci si può rilassare per una siesta, oppure sdraiarsi ammirando il cielo nelle … Continua

Santiago: e’ veramente possibile?

Affascinato dai racconti di Bernardo e Marcella, e di Cristina in giro per il Sud America in solitaria. Il desiderio di condividere la mia esperienza e di rendervi partecipe delle mie domande mi spinge a scrivervi questo post. Il 17 giugno 2011 dopo mesi di allenamenti, dubbi, difficoltà, finalmente racimolo la somma di danaro, le … Continua

bridge under the blue sky

Viaggio alla scoperta di Dublino

In treno, con lo sguardo che scorreva veloce il panorama della mia città, Napoli, la mente che viaggiava, sola e senza freni e il desiderio di sfidare la mia sete di conoscenza, le barriere di una quotidianità troppo prevedibile e, ad essere onesta, sfidare me stessa. Ricordo che fu un attimo, un minuscolo attimo che si … Continua