Il lavoro che si nasconde dietro i percorsi di mountain bike di Plan de Corones, in Alto Adige, tra progettazione, costruzione e manutenzione di 18 trail per quasi 40 chilometri.
Quando si percorre un trail in mountain bike, l’attenzione è concentrata sulla discesa: le curve da affrontare, la velocità, i salti e le sezioni più tecniche. Ma dietro ogni tracciato ben progettato c’è il lavoro di una squadra che studia il terreno, costruisce le linee e interviene continuamente per mantenerle in buone condizioni.
Al Bike Park Kronplatz, a Plan de Corones in Alto Adige, questo compito è affidato a circa dieci professionisti specializzati, gli shaper. Il loro lavoro si sviluppa lungo 18 trail per quasi 40 chilometri di percorsi, dove competenze tecniche, lavoro manuale e conoscenza della montagna si combinano per offrire agli appassionati un’esperienza di guida varia e coinvolgente.
Il bike park si estende dai 2.275 metri della cima fino a circa 900 metri di altitudine, utilizzato anche per il Kronplatz King Marathon 2026: Info e Test Days a Plan de Corones. Un dislivello importante, che attraversa ambienti diversi e presenta condizioni variabili in termini di terreno, pendenze, roccia e umidità. Per mantenere i percorsi in buone condizioni, il lavoro degli shaper prosegue per tutta la stagione.
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Come si progetta un trail per mountain bike
La costruzione di un trail comincia molto prima che i rider possano percorrerlo. Il primo passaggio consiste nell’analizzare la morfologia della montagna e capire come sfruttare le caratteristiche naturali del terreno, tenendo conto delle dinamiche della guida in mountain bike.
Ogni elemento deve essere studiato in relazione a quello successivo. Le curve paraboliche, conosciute come berm, devono accompagnare la bici mantenendo un equilibrio tra controllo e scorrevolezza. Salti e zone di atterraggio richiedono invece distanze e inclinazioni adeguate, mentre la successione delle sezioni determina il ritmo complessivo della discesa.
Anche piccole modifiche possono cambiare sensibilmente il comportamento del tracciato, influenzando la velocità, la traiettoria e la necessità di frenare. L’obiettivo è creare percorsi capaci di combinare divertimento e difficoltà tecnica, valorizzando al tempo stesso la conformazione naturale della montagna.
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Tra lavoro manuale e macchinari specializzati
Costruire e mantenere un trail richiede strumenti diversi, scelti in base al tipo di intervento. Badili, piccozze e rastrelli sono indispensabili per le rifiniture, mentre escavatori e compattatrici permettono di movimentare il terreno, modellare le sezioni più complesse e consolidare il fondo.
La presenza della roccia tipica dell’ambiente alpino rappresenta un’ulteriore sfida. A seconda della situazione, può essere necessario rimuoverla oppure sfruttarla come elemento naturale per stabilizzare il percorso.
Una delle questioni più importanti riguarda la gestione dell’acqua. Le precipitazioni intense possono provocare erosione, ristagni e danni alla superficie dei trail. Per questo gli shaper studiano il deflusso delle acque meteoriche e intervengono con soluzioni di drenaggio adatte alle caratteristiche del terreno.
In alcuni casi basta correggere una pendenza; in altri è necessario ricostruire una parte del percorso per evitare che il problema si ripresenti dopo la pioggia.
La manutenzione dei trail durante la stagione
L’apertura del bike park non segna la fine dei lavori, ma l’inizio di una fase di monitoraggio continuo. Il passaggio ripetuto delle mountain bike modifica progressivamente la superficie dei percorsi: le frenate possono creare solchi e avvallamenti, mentre le zone più frequentate tendono a consumarsi più rapidamente.
Gli shaper intervengono sulle curve che perdono materiale, sulle zone di atterraggio deformate e sui punti maggiormente sollecitati. Le priorità vengono stabilite osservando le condizioni delle diverse sezioni e valutando dove sia più urgente intervenire.
Anche il comportamento dei rider può fornire indicazioni utili. I punti in cui molti ciclisti frenano, le traiettorie meno utilizzate o le difficoltà ricorrenti nell’affrontare una determinata sezione possono suggerire la necessità di modificare il tracciato.
L’ambiente alpino rende tutto più complesso. Altitudine, umidità e cambiamenti meteorologici influenzano la lavorabilità del terreno e i tempi necessari per completare gli interventi. L’esperienza degli shaper permette di capire quando è opportuno lavorare e quando conviene attendere condizioni più favorevoli.
Gli shaper: il lavoro dietro ogni discesa
Una curva che permette di mantenere la velocità, un salto inserito correttamente nel ritmo del percorso o un sistema di drenaggio efficace dopo un temporale sono il risultato di un lavoro attento, fatto di esperienza, osservazione e competenze tecniche.
Al Bike Park Kronplatz, gli shaper svolgono quindi un ruolo fondamentale non soltanto nella costruzione dei trail, ma anche nella loro manutenzione e nell’adattamento alle condizioni della montagna.
È un lavoro spesso poco visibile a chi frequenta il bike park per pedalare, ma essenziale per conservare nel tempo le caratteristiche dei percorsi e permettere ai rider di concentrarsi sulla propria esperienza in sella.
Per informazioni sui percorsi, sulle condizioni del bike park e sulle attività disponibili, puoi consultare il sito ufficiale del Bike Park Kronplatz.
Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com.
110 nazioni visitate in 5 continenti. Negli ultimi 6 anni in viaggio per il mondo con mia moglie Felicity e le nostre due bambine. Instagram @viaggiatori







